mercoledì, Dicembre 7, 2022
HomeSenza categoriaIl sostegno ad Ashraf è un dovere internazionale per i democratici di...

Il sostegno ad Ashraf è un dovere internazionale per i democratici di tutto i mondo – José Bové ( eurodeputato verde )

“Quello dei mullah, in Iran, è un regime totalitario; la lotta contro questo regime è una lotta giusta, che bisogna sostenere in nome della democrazia. Il campo di Ashraf, oggi, rappresenta agli occhi del mondo la resistenza ai mullah in Iran.” Ha dichiarato José Bové il 30 novembre scorso a Bruxelles.
 
L’eurodeputato parlava in una conferenza interatlantica in difesa di Ashraf, e contro l’ultimatum del 31 dicembre fissato da Baghdad per chiudere il campo, deportarne i 3400 residenti e inviarli al massacro in Iran, dove è previsto il loro invio, o in luoghi sperduti dello stesso Iraq. Ecco di seguito l’intervento di José Bové:
 
Vorrei dire inoltre, che la situazione al campo di Ashraf, che diventa sempre più difficile in ragione del vincolo, come è stato chiaramente spiegato, tra il regime dei mullah e il governo iracheno, fa sì che incomba un pericolo, un grave pericolo nelle prossime settimane, sui residenti di Ashraf. Il campo di Ashraf, oggi, rappresenta agli occhi del mondo la resistenza ai mullah in Iran. Il sostegno, oggi, ai residenti del campo, rappresenta dunque un dovere internazionale per i democratici del mondo intero. Abbiamo il dovere di premere con tutto il nostro peso sui capi di Stato e di governo che vogliono riunirsi oggi, o ai ministri che vogliono riunirsi domani a livello europeo, per dire che non accetteremo; non accetteremo che il 31 dicembre il regime iracheno possa smantellare il campo di Ashraf e massacrare i suoi residenti.
 
Siamo qui oggi per dire solennemente che non siamo qui semplicemente per sollevare una protesta, ma per trovare una soluzione per tutti gli abitanti di Ashraf; per dire molto chiaramente che, per noi stessi, chiediamo un’applicazione del diritto internazionale di rispetto delle persone e il riconoscimento degli abitanti di Ashraf come rifugiati politici, nel mondo e in particolare in Europa. 
 

Ed è questo il senso della nostra presenza qui oggi, apportare il nostro sostegno alla resistenza contro un regime dittatoriale, far riconoscere gli abitanti di Ashraf come rifugiati politici, da proteggere in nome delle regole internazionali dei diritti dell’uomo, e pretendere dunque che si ponga in essere una soluzione politica. Questo è il nostro impegno. E se domani, non riuscissimo a respingere la minaccia che incombe su Ashraf, come è stato appena detto, la responsabilità cadrà interamente sull’insieme dei governi europei, i quali non si sono assunti le loro responsabilità.
 
Ieri, mi trovavo a La Haye, alla Corte Internazionale, il Tribunale Internazionale. Forse un giorno, se accadesse l’irreparabile, si dovrà tradurre davanti alla Corte i responsabili di questa situazione. Ma io spero che noi tutti riusciremo ad impedirlo, e che grazie alla nostra mobilitazione, ebbene, sapremo proteggere ogni abitante di Ashraf, e che infine, poiché saremo uniti a livello internazionale, sapremo rovesciare questo regime totalitario che infierisce oggi, in Iran, sulla sua stessa popolazione.

 

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,633FollowersFollow
40,475FollowersFollow