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Congresso americano: udienza principale sul massacro del campo di Ashraf e sulle responsabilità statunitensi, e chiede la cancellazione dell’OMPI dalla lista delle organizzazioni terroristiche

PR Newswire

 Washington, 12 luglio 2011 – Giovedì scorso (7 luglio 2011), un congresso intitolato Massacro al Campo di Ashraf: implicazioni della politica statunitense, è stato indetto dalla Sottocommissione di sorveglianza e investigazione del Comitato degli Affari Esteri della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti. Fra coloro che hanno testimoniato all’udienza sono intervenuti: Neda Zanjanpour, sopravvissuta al massacro del Campo di Ashraf; Michael Mukasey, ex Procuratore Generale degli Stati Uniti; il Colonnello Gary Morsch; M. D. Capo delle interrelazioni mediche tra il Campo di Ashraf e l’esercito degli Stati Uniti; il Colonnello Wes Martin (non più in servizio), ex comandante della base del Campo di Ashraf; e Ray Takeyh, Membro Anziano del Consiglio delle Relazioni Estere.

L’udienza è stata presieduta dal Rappresentante Dana Rohrbacher (Repubblicano – CA).

Erano presenti inoltre, come membri della Commissione: Russ Carnahan (Democratico – MO); mentre come membri del Sottocomitato: Ted Poe, (R – TX) e David Rivera (R – FL); i Deputati al Congresso USA  Bob Filner (D – CA), Co-Presidente del Comitato per i Diritti Umani e la Democrazia in Iran, Brad Sherman (D – CA), e Sheila Jackson Lee (D – TX). Hanno preso parte all’audizione anche i Rappresentanti del Comitato statunitense per i residenti del Campo di Ashraf (USCCAR) e i loro parenti.

Un breve video ha mostrato scene del massacro di Ashraf dell’8 aprile da parte dell’Esercito iracheno, sotto gli ordini diretti del Primo Ministro Nouri al-Maliki. Alla visione del filmato è seguita una video-conferenza, direttamente dalla clinica di Ashraf, con Neda Zanjanpour, che ha risposto alle domande dei Membri dell’udienza. Cittadina canadese, che ha studiato all’Università di York, si è trasferita ad Ashraf nel 1999 all’età di 20 anni. Racconta di essere stata ferita “quando un soldato iracheno mi ha lanciato addosso una granata, che è esplosa fra le mie gambe”.

“Il giorno prima dell’attacco, l’ambasciata statunitense a Baghdad, ci aveva avvertiti che le forze irachene avrebbero fatto partire un’operazione. Nonostante la nostra supplica al Comandante delle forze americane – presenti ad Ashraf dal 3 aprile – di restare, la sua unità fu chiamata fuori dal Campo alle 09:20 p.m. del 7 aprile. Lasciandoci completamente indifesi di fronte al massiccio assalto delle forze irachene.”

Neda Zanjanpour ha condannato l’intento dell’ambasciatore James Jeffrey di collocare i membri dell’OMPI all’interno del territorio iracheno; decisione che equivarrebbe a “lasciare i residenti di Ashraf in balìa delle richieste del regime iraniano… Noi non ci sottometteremo mai alla volontà del regime iraniano di spostarci in un campo di concentramento in Iraq, dove possiamo essere uccisi lontani dall’attenzione dell’opinione pubblica internazionale.”

Nelle sue osservazioni preliminari, il Presidente Rohrbacher ha stigmatizzato l’inazione delle forze americane dicendo: “Perché ad una nostra unità dispiegata nel Campo di Ashraf è stato ordinato di abbandonare la zona solo poche ore prima dell’attacco? Avremmo voluto poter porre questa domanda agli ufficiali del Dipartimento di Stato, ma ci è stato detto che nessuno di loro era disponibile a testimoniare oggi in questa udienza. Questo ostruzionismo non può essere portato avanti a lungo senza diventare una dissimulazione.
 … L’acquiescenza americana relativa a questo crimine è parte integrante della sua storia.”

Lo stesso Presidente ha sottolineato che il mantenimento dell’OMPI nella lista nera “è usato per giustificare azioni come quella dell’attacco di aprile.” La gran Bretagna e l’Unione Europea hanno cancellato l’OMPI dalle loro liste di organizzazioni terroristiche. Dobbiamo smettere di giocare e dobbiamo cancellare l’OMPI dalle nostre liste di organizzazioni terroristiche, prima che questo provochi un altro massacro.” Ha concluso il Presidente Rohrbacher.

“Durante il nostro viaggio in Iraq il mese scorso, abbiamo parlato con diverse persone in merito al massacro al Campo di Ashraf dell’8 aprile. Senza sorpresa, abbiamo sentito molte, diverse e opposte versioni. Ma ciò che non era in discussione è che oltre 30 residenti del Campo sono stati uccisi e oltre 300 feriti dalle forze di sicurezza irachene. Questi assassini sono stati largamente condannati, e personalmente concordo… Un’inchiesta piena, chiara e indipendente sarà aperta, e saranno usati tutti i mezzi a disposizione per una totale determinazione di quanto accaduto, e chiunque ne sarà ritenuto responsabile sarà condotto di fronte alla giustizia al fine di prevenire futuri attacchi.” Ha così definito Russ Carnahan, membro della Commissione.

Il Deputato Ted Poe ha dichiarato che “Ad oggi, l’amministrazione (degli USA) non ha fatto nulla perché l’Iraq si prendesse le responsabilità dell’attacco.” ha aggiunto inoltre che si sarebbe opposto ad ulteriori proposte di dislocare i residenti di Ashraf in Iraq.

In merito alla designazione giuridica dell’OMPI, il Deputato Poe, ha dichiarato: “Ho visionato le evidenze documentarie, e non sono convincenti. Il Dipartimento di Stato non ha potuto stabilire se l’OMPI debba essere compresa tra le organizzazioni terroristiche internazionali. L’OMPI non deve essere usata come uno strumento di appoggio a brutali dittatori.”

Il Deputato Filner ha asserito che: “L’OMPI e il suo dirigente portano avanti la sola politica legittima che sia la migliore per noi in quanto americani. Loro definiscono una terza via. Vale a dire che noi non dobbiamo invadere l’Iran, ma che non dobbiamo neppure appoggiare i mullah. Noi dobbiamo farci da parte, e lasciare che la resistenza faccia quello che vuole e che può. Lasciare l’OMPI nella lista delle organizzazioni terroristiche è un ostacolo alla realizzazione di questi propositi, per tanto deve esserne cancellata.

Dopo tutto il denaro riversato, e tutti gli uomini e donne che sono morti e rimasti feriti laggiù, vogliamo che gli iraniani siano sottomessi? Cosa altamente probabile. Ashraf è il simbolo di quanto abbiamo bisogno di prevenire. Dopo un decennio di interventi in Iraq, gli iraniani entrano in scena. L’OMPI è anti-nuclearista, democratico, laicista. Io ritengo che tutto questo sia una posizione sulla quale possiamo tutti essere d’accordo.” Ha detto il democratico californiano.

Nel suo intervento, la rappresentante Jackson Lee ha affermato: “Non tollereremo mai più le atrocità dell’attacco al Campo di Ashraf. Al di là dell’amicizia e della storia in atto, per la ricostruzione dell’Iraq, questo non può più essere tollerato. Se l’ambasciatore dell’Iraq può sentire la mia voce, deve presentarsi al Congresso. Deve delle scuse al Congresso… Deve contemporaneamente delle scuse ai residenti del Campo di Ashraf e al popolo iracheno che soffre a sua volta, e deve delle scuse e delle spiegazioni alla comunità mondiale, e particolarmente agli Stati Uniti d’America, per le ricchezze spese nel tentativo di portare la democrazia nel suo Paese.” Conclude così la democratica texana.

L’ex Procuratore Generale Michael Mukasey nella sua pacata testimonianza, ha delineato i passi che la commissione dovrebbe compiere per rimediare alla “terribile situazione” del Campo di Ashraf. Il comitato deve innanzitutto chiedere un chiarimento al Dipartimento di Stato sulla politica presente e futura riguardo ad Ashraf, il quale dovrà opporsi ad un trasferimento dei suoi residenti all’interno dell’Iraq; dovrà inoltre assicurare una forza ONU che proteggerà i residenti di Ashraf durante il loro trasferimento.

M. Mukasey ha sollevato anche la questione del ritiro dell’unità statunitense dal Campo di Ashraf prima dell’attacco iracheno, e ha chiesto una commissione d’inchiesta che ne indaghi le ragioni, così come vuole che indaghi sulle negligenze di un adeguato intervento medico dopo il fatto.
 
In terza istanza, ha affermato che: “Il comitato deve ottenere una risposta dal Dipartimento di Stato circa la revisione della designazione di status dell’OMPI, in accordo col Decreto della Corte d’Appello del luglio 2010. In quarto luogo, il comitato deve venire a conoscenza di quanto il Dipartimento di Stato ha fatto per imporre quello che conosciamo come Leahy Amendment, che impedisce ogni assistenza da parte degli USA a tutte le unità militari che hanno commesso violazioni dei Diritti Umani.”

Il Colonnello Wes Martin (non più in servizio), ex Comandante della base del Campo di Ashraf, ha affermato che: “Il terrore e il tormento che è stato gettato sull’OMPI e sul Campo di Ashraf deve essere fermato. Io so per esperienza che (l’OMPI) non è un’organizzazione terroristica. La mia raccomandazione, in questo impegno, è che i Mujaheddin siano immediatamente rimossi dalla lista dei terroristi del Dipartimento di Stato.”

“Essi hanno bisogno della protezione delle forze armate statunitensi.” Ha egli aggiunto, respingendo fermamente la proposta dell’ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad di dislocare i residenti di Ashraf all’interno dell’Iraq. Il Colonnello Martin ha inoltre rigettato le affermazioni del regime iraniano, secondo le quali i residenti di Ashraf sono lì insediati contro la loro volontà. “Una voce insistente merita di essere presa inconsiderazione; ed è che i membri dell’OMPI siano trattenuti (ad Ashraf) contro la loro volontà. Ho avuto modo di accertarmi, in specifiche occasioni, che chiunque volesse lasciare il Campo è libero di farlo.” Conclude il Colonnello Martin.

Il terzo testimone, il Dott. Gary Morsch, che prestò servizio come Chirurgo del Battaglione al campo di Ashraf, ha affermato che: “Nessuna prova si può portare a supporto di una qualunque azione terroristica o sleale contro la missione militare americana in Iraq; di attività illegali, coercizione da parte dei membri dell’OMPI, armi nascoste, o qualunque evidenza che abbia rilevato come l’OMPI non abbia adempiuto ai suoi accordi con l’esercito americano, in piena cooperazione con esso, e che non abbia supportato il raggiungimento degli obbiettivi degli Stati Uniti in Iraq…”

Ha affermato ancora che i residenti di Ashraf hanno un alto livello culturale e che: “Sono arrivati ad Ashraf spontaneamente e per contribuire con l’OMPI ad instaurare libertà e democrazia in Iran, e lavorano insieme agli Stati Uniti nella promozione della democrazia in Iraq.”

In riferimento all’assedio di Ashraf, ha detto che i residenti sono stati privati della sicurezza di base e di altre necessità. “È con grande tristezza…” ha detto “…che scopro, oggi, che i residenti del Campo di Ashraf sono stati abbandonati dallo stesso governo che ha chiesto a me di rischiare la mia vita per difendere queste stesse persone.”

A proposito del dislocamento dei residenti all’interno dell’Iraq ha sentenziato così: “Secondo il mio giudizio, sarebbe la ricetta per un disastro.”

Takeyh enfatizza: “Sarebbe sbagliato e immorale rimpatriare gli abitanti del Campo in Iran. Considerato il fatto che la Repubblica Islamica manca totalmente dei basilari rudimenti per un imparziale sistema di giustizia, andrebbero verosimilmente incontro ad una morte certa. Nondimeno, la comunità internazionale, sotto gli auspici delle Nazioni Unite, possono iniziare a cercare un nuovo insediamento per i membri dell’OMPI…”

“Ci sarà una lista di domande e questioni inoltrate al Dipartimento di Stato concernenti il massacro al Campo di Ashraf, che includono quando sono venuti a conoscenza di come e chi ha dato l’ordine ai nostri soldati di abbandonare il Campo poche ore prima dell’attacco iracheno. E ci aspettiamo delle risposte. E se non dovessimo ottenerle, procederò senza tregua fino ad ottenere un’udienza nella quale queste domande otterranno le loro risposte.” Il Presidente del Comitato Dana Rohrbacher, in chiusura di seduta.

“Assicuriamoci che queste persone (i residenti di Ashraf), amici della libertà, siano mai più assassinate dal regime dei mullah di Teheran, o dai loro accoliti che oggi controllano il Governo in Iraq.” Ha aggiunto.

Il Campo di Ashraf è abitato da 3400 membri della principale forza di opposizione dell’Iran; Organizzazione (dei) Mojahedin (del) Popolo (dell’) Iran (OMPI), incluse 1000 donne.

Fonte: U.S. Committee for Camp Ashraf Residents – Comitato statunitense per i Residenti del Campo di Ashraf – (USCCAR).

 

 

 

 

 

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