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Zarif elogia un criminale leader di Hezbollah e depone fiori sulla sua tomba a nome di Rouhani 

Javad Zarif, Ministro degli Affari Esteri del regime teocratico, che in alcuni ambienti occidentali viene presentato come un moderato, in una lettera ad Hassan Nasrallah in memoria di Mustafa Badreddin, un criminale leader di Hezbollah, il ramo libanese delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, lo ha definito “un uomo grande e instancabile”, “pieno di passione ed epico nella difesa dei giusti ideali dell’Islam”. Il vice di Zarif, Abdollahian, per  ordine di Rouhani ha partecipato al suo funerale come capo della delegazione politica e della sicurezza. 

Mostafa Badreddin, responsabile di innumerevoli atti terroristici negli ultimi 35 anni, era uno dei responsabili del massacro di mezzo milione di siriani indifesi, soprattutto donne e bambini e dello sfollamento di altre 12 milioni di persone avvenuto per ordine del leader del regime teocratico Ali Khamenei. Badreddin era stato processato dal Tribunale Penale Internazionale per aver partecipato all’omicidio dell’ex-primo ministro libanese Rafiq Hariri.

Quattro giorni prima Rouhani, presidente del fascismo religioso al potere in Iran, aveva definito le atrocità commesse dalle Guardie Rivoluzionarie iraniane “ovunque in Afghanistan, Iraq, Siria, Libano, Palestina” come “coraggio ed eroismo del comandante Soleimani”.

A Luglio 2015, durante un incontro con il dittatore siriano a Damasco e in uno con Hassan Nasrallah a Beirut, Zarif li ha elogiati per aver “combattuto il terrorismo” e per il loro coordinamento nel massacro del popolo siriano. A Gennaio 2014, aveva reso omaggio a Imad Mughniyeh, il predecessore di Mustafa Badreddin deponendo una corona di fiori sulla sua tomba.

Questi fatti non lasciano alcun dubbio sul fatto che dipingere un diplomatico-terrorista come Zarif come un moderato, qualunque governo o partito lo faccia, non può avere altra ragione se non quella di voler giustificare gli accordi con il fascismo dei mullah e fare concessioni a questo regime a spese del popolo iraniano e della resistenza, il cui risultato sarà la complicità con questo regime nella repressione del popolo iraniano e nell’aprire la via ai suoi sfrenati atti terroristici e guerrafondai nella regione. Questa politica, ovviamente, non può salvare il regime dalla sua inevitabile caduta, che avverrà per mano del popolo iraniano e della sua resistenza.

Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana – Comitato Affari Esteri

14 Maggio 2016

 

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