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Vittoria della Giustizia e della Resistenza

Abolizione dell’accusa di terrorismo contro i membri e simpatizzanti della Resistenza iraniana e la sentenza del divieto della persecuzione del fascicolo del 17 giugno

Alla vigilia dell’8° anniversario dell’imponente  attacco alla sede del Consiglio nazionale della resistenza iraniana, il Cnri avvenuto il 17 giugno 2003 a Auvers-sur-Oise  e alle abitazioni dei membri e simpatizzanti della Resistenza iraniana e dei famigliari dei martiri, finalmente ha trionfato la giustizia. È stato emesso ufficialmente la sentenza del divieto di persecuzioni della magistrature e del giudice per indagini contro terrorismo  nei confronti della Presidente  eletta del Cnri e altri 23 membri e simpatizzati della Resistenza iraniana accusati del terrorismo e sostenimento del terrorismo. Dieci anni fa, durante presidenza del mullà Khatami è stato aperto un dossier sul terrorismo dei Mojahedin del popolo iraniano, solo come un incentivo al riformismo in un regime non riformabile; oggi questa ingiusta accusa cade ufficialmente.
Secondo la sentenza emessa l’esame delle accuse finanziarie contenute nel dossier è rimandato alle successive indagini.
I più eminenti giuristi francesi e autorevoli difensori dei diritti umani e molti esponenti del Parlamento francese sin dall’inizio affermavano che nel dossier non c’è alcuna base giuridica per accusare la legittima resistenza iraniana e le accuse, vuote e vane, vengono lanciate solo per i motivi politici e in seguito ad una politica di compiacimento verso il regime dittatoriale iraniano. Le udienze e i vari processi in questi otto anni hanno dimostrato la legittimità della Resistenza iraniana e reso noto che le accuse erano basate sulle menzogne fabbricate del ministero delle Informazioni e diffuse dai sui agenti e mercenari all’estero.
I più illustri giuristi internazionali  e francesi sin dall’inizio attestavano che la resistenza contro la più infame dittatura teocratica è un diritti inalienabile del popolo iraniano e l’etichettatura del terrorismo e altre accuse contro la Resistenza iraniana procura solo vergogna  e rimarrà come una macchia nera nella storia giuridica francese. Un paese, la Francia che ha giustamente il vanto di aver fatto resistenza contro il nazismo di Hitler. Perciò questa sentenza e la decisione del giudice restituisce dignità al sistema giuridica e alla giustizia francese.
Ora la magistratura dell’antiterrorismo francese dichiara che la base principale delle accuse contro la Resistenza iraniana e contro i Mojahedin del popolo iraniano, la Pmoi era la lista nera dei gruppi terroristici dell’Ue in cui il nome della Pmoi era stato inserito sotto richiesta del regime liberticida  iraniano. Negli anni s’è cercato di riempire il vuoto dossier del 17 giugno con altre false accuse e prendere tempo, ma è stato inutile.
La sentenza della magistratura francese significa bruciare una decade  sulla capitalizzazione, dossieraggio, demonizzazione, pubblicazione delle false notizie per infangare da parte del regime dittatoriale iraniano e dei suoi mercenari e testi contro la Resistenze iraniana e i suoi simboli.
La signora Maryam Rajavi s’è congratulata con il popolo iraniano, in particolare con i Mojahedin del popolo di Ashraf e ha ringraziato tutti i sostenitori del movimento della Resistenza in tutto il mondo e tutti i giuristi, politici e le personalità che in Francia e altrove sono stati accanto alla Resistenza.
Maryam Rajavi, presidente eletta del Cnri ha dichiarato che la sentenza della magistratura francese rivela ancora una volta che l’etichettatura del terrorismo contro la Resistenza iraniana da parte di qualsiasi potenza, è solo e soltanto prodotto della politica di condiscendenza e giova unicamente alla permanenza del regime dittatoriale e teocratico al potere in Iran.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

12 maggio 2011

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