martedì, Novembre 29, 2022
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Maryam Rajavi chiede alla Francia di prendere iniziative per proteggere i residenti di Ashraf, impedire ulteriori uccisioni

La signora Maryam Rajavi, Presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana ha parlato in una conferenza stampa a Parigi venerdì. I relatori, tra cui un certo numero di eminenti giuristi francesi e un ex capo del servizio di controspionaggio francese (DST), hanno discusso la sentenza di giovedì da parte di magistrati francesi che respinge le accuse di terrorismo nei confronti di membri e simpatizzanti della Resistenza Iraniana. Nella conferenza stampa, presieduta da William Bourdon, un celebre avvocato francese, la signora Rajavi ha sottolineato che fin dalle sue origini l’indagine è stata aperta per distruggere la Resistenza Iraniana per volere del regime iraniano. Ha aggiunto che coloro che avevano promesso a Teheran di attaccare la Resistenza iraniana devono essere ritenuti responsabili. Ha detto: “Io l’accuso di collaborare con il regime iraniano nella repressione della Resistenza Iraniana, una resistenza legittima che cerca la libertà di parola e le libere elezioni e il cui unico crimine è dire no alla dittatura.”
 
La signora Rajavi ha aggiunto che il regime iraniano giustizia i membri delle famiglie dei residenti di Ashraf a Teheran con questo stesso stigma ed l’etichetta terroristica e al-Maliki in Iraq ha usato la stessa scusa per attaccare Ashraf l’8 aprile nel corso del quale 22 residenti sono stati schiacciati da veicoli blindati, 35 uccisi, 225 colpiti da fuoco diretto da cecchini.
Crimini contro l’umanità e il massacro continua ad Ashraf.
“Così faccio una richiesta specifica oggi al presidente Sarkozy che ha preso un’iniziativa coraggiosa in Libia, di riprendere un’ iniziativa internazionale nel quadro umanitario e dei diritti umani, per proteggere gli indifesi  residenti di Ashraf e di presentare questo caso al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Cerco solo di impedire il massacro e l’ulteriore spargimento di sangue dei residenti di Ashraf, che hanno sofferto enormemente a causa dell’etichetta del terrore di questi casi. Noi non vogliamo indugiare nel passato e stiamo cercando di costruire il futuro.”
 
William Burdon ha dichiarato che la magistratura inquirente ha ora confermato quello che abbiamo ripetuto nel corso degli ultimi otto anni, ammettendo che l’opposizione iraniana ha agito nel rispetto del diritto legittimo a resistere contro la dittatura, perché il diritto internazionale riconosce il diritto di ogni individuo di resistere per la libertà. Sarebbe stato un grande disonore per la Francia perseguire la Resistenza Iraniana, invece del terrorismo di Stato che è il terrorismo del regime iraniano. Pertanto, la decisione della magistratura inquirente ripristina solo l’onore della Francia.
 
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
13 Maggio 2011

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