giovedì, Dicembre 1, 2022
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Vane minacce del portavoce del parlamento dei mullah

a seguito delle rivelazioni sul coinvolgimento del regime dei mullah nei massacri in Siria e tentativi di impedire un’azione internazionale risolutiva nei confronti della dittatura siriana

Ali Larijani, portavoce del parlamento dei mullah, a seguito della rivelazioni sul coinvolgimento del regime dei mullah nei crimini contro l’umanità commessi in Siria e temendo una azione internazionale risolutiva contro le atrocità del dittatore siriano, ha fatto delle vane minacce e ha detto: “Si sono osservate nuove brutalità nelle recenti dichiarazioni e nelle azioni dei funzionari degli Stati Uniti e da parte di alcuni paesi occidentali contro la Siria…  La Siria non è nelle condizioni della Libia e questo “fare Bengasi” in Siria si trascinerà fino in Palestina e le ceneri di questo incendio copriranno definitivamente il regime sionista”. (FARS News delle Guardie Rivoluzionarie Iraniane – 10 Maggio) Tre giorni prima, secondo una nota dell’agenzia di stampa di stato ISNA del 27 Maggio, il Generale dell Guardie Qaany, il vice di Soleimani leader della forza terroristica Qods, con una confessione senza precedenti aveva detto: “Se la Repubblica Islamica non fosse stata presente in Sira, le stragi di civili  sarebbero state superiori di molte volte. Quando non eravamo in Siria, queste stragi di civili da parte degli oppositori venivano eseguite su vasta scala, ma grazie alla presenza sia fisica che non della Repubblica Islamica, sono stati evitati degli enormi massacri in Siria”. Qaany, che è stato l’artefice di aggressioni e operazioni terroristiche in altri paesi fin dalla creazione della Forza Qods, ha detto: “Nonostante tutti i problemi che il governo siriano possa avere…. la Siria rappresenta la geografia della resistenza…. Il risveglio islamico non è limitato solo alla Forza Qods, ma questa forza insieme alle altre forze, ha fatto il suo lavoro perché questo possa continuare”. Il regime dei  mullah ha velocemente rimosso questa dichiarazione dal sito web del governo.

Questi terroristi e vani ricattatori della comunità internazionale, riflettono la paura del regime dei mullah per la rottura del suo fronte regionale a causa della protesta in Siria. Un fronte nel quale il regime ha investito decine di miliardi di dollari per più di 30 anni e che è stato il principale strumento per l’esportazione del terrorismo e del fondamentalismo nella regione e del ricatto del regime a livello internazionale.

La Resistenza Iraniana, ricordando che la banca centrale del terrorismo e del fondamentalismo nel mondo ed in particolare in Medio Oriente è il fascismo religioso al governo in Iran, sottolinea il fatto che fintanto che questo esisterà, l’unico modo di rapportarvisi sarà applicare una politica ferma che comprenda sanzioni totali e riferire la questione dell’esportazione del terrorismo e delle violazioni dei diritti umani al Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
1° Giugno 2012

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