Appello firmato dalla maggioranza dei consiglieri di San Marino
Appello per l’Iran
San Marino, Maggio 2012
Il regime iraniano ha eseguito 120.000 condanne a morte, praticato la tortura sistematica, applicato punizioni selvagge ed è stato il più grande profanatore dei diritti umani degli ultimi 30 anni. Secondo Amnesty International le esecuzioni in Iran sono raddoppiate rispetto agli anni precedenti. I governanti dell’Iran sono anche stati la principale fonte di instabilità e insicurezza di tutta la regione e del mondo, attraverso la loro complicità attiva nel massacro del popolo siriano e i loro massicci interventi in tutto il Medio Oriente, così come attraverso i tentativi di arrivare ad acquisire la bomba atomica.Il regime iraniano cerca di distruggere i suoi oppositori a Campo Ashraf in Iraq, prima della caduta di Bashar Assad e prima che scompaia l’attuale equilibrio geopolitico. A seguito dei due attacchi delle forze irachene ad Ashraf nei quali hanno ucciso 47 persone e ferite oltre un migliaio, alla fine del 2011 è stato firmato un accordo tra le Nazioni Unite e l’Iraq per trasferire i residenti all’interno del Paese prima di consentire all’UNHCR (Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite) di iniziare il processo per la determinazione dello status di rifugiati e trasferire quindi i residenti in paesi terzi.
Incoraggiati da Mrs. Maryam Rajavi, Presidente eletto della Resistenza, e allo scopo di dare una speranza alla soluzione pacifica, i residenti hanno accettato di essere trasferiti a Camp Liberty, nonostante il loro diritto legale di rimanere ad Ashraf. Ciononostante, il governo iracheno sta ancora creando loro molti problemi ad Ashraf e a Liberty.
Camp Liberty non rispetta nessuno degli standards umanitari né i diritti umani. La presenza massiccia delle forze armate irachene e dei loro veicoli blindati in un campo piccolissimo, la mancanza di libertà di circolazione, le gravi carenze infrastrutturali come la mancanza di acqua, di elettricità e di un sistema fognario, e la mancanza delle strutture necessarie per i disabili e gli anziani sono solo una parte dei problemi di Camp Liberty. Il governo iracheno giustifica molte di queste limitazioni con il pretesto che Camp Liberty è un luogo di transito temporaneo.
Nel condannare la violazione dei diritti dei dissidenti iraniani ad Ashraf e a Liberty, considerando il fatto che la risistemazione presso paesi terzi è un processo lungo, ci rivolgiamo alle Nazioni Unite e all’UNHCR affinché riconoscano Camp Liberty come un campo per rifugiati sotto la protezione internazionale. Sollecitiamo anche le Nazioni Unite e gli Stati Uniti ad agire immediatamente per migliorare la situazione a Camp Liberty.
Una soluzione possibile e definitiva per liberare la regione e il mondo dal terrorismo e dall’integralismo dei mullà armati con l’atomica è il cambio di regime e l’instaurazione della democrazia in Iran, ciò per cui il popolo iraniano e la sua resistenza organizzata si battono. Il programma in dieci punti della presidente eletta della Resistenza Iraniana e le sue attività democratiche sono il presupposto per un Iran democratico e non atomico, che rispetta i diritti del suo popolo e la pacifica convivenza con gli altri. Riconoscere il diritto del popolo iraniano al cambiamento, la Resistenza Iraniana e la sua presidente eletta Maryam Rajavi è un contributo importante alla pace e alla democrazia nella regione. Noi chiediamo al nostro Governo di adoperarsi in questa direzione.

