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UNHCR: Residenti di Campo Ashraf sono “richiedenti asilo” e devono “beneficiare di una protezione di base della loro sicurezza e benessere”

Maryam Rajavi: Gruppi di monitoraggio delle Nazioni Unite devono stazionare ad Ashraf per garantire la tutela e i diritti specificati nella dichiarazione UNHCR

L ‘Alto Commissariato per i Rifugiati (UNHCR) delle Nazioni Unite ha dichiarato in un comunicato che i residenti di Campo Ashraf sono ‘formalmente richiedenti asilo’ e ha invitato il governo iracheno (GOI) a ‘prorogare il termine per la chiusura del campo ‘. ‘Il diritto internazionale richiede che essi debbano poter beneficiare di una protezione di base della loro sicurezza e benessere. Questo include la protezione contro ogni espulsione o di respingimento alle frontiere di territori dove la loro vita o libertà sarebbero minacciate (il ‘principio di non respingimento’) aggiunge il comunicato.
La dichiarazione che è stata rilasciata il 13 settembre 2011, in coincidenza con il sit-in da parte degli iraniani di fronte alla sede delle Nazioni Unite a Ginevra nel suo 6° mese, ribadisce che ‘non vi è alcun obbligo formale per i singoli di dissociarsi dal PMOI / MEK [Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano] al fine di richiedere lo status di rifugiati. ‘
Secondo la dichiarazione, ‘l ‘UNHCR è impegnata a svolgere il proprio ruolo, insieme con il governo dell’Iraq, l’UNAMI e gli altri attori interessati, per trovare una soluzione a questo annoso problema.’
Nelle lettere indirizzate all’UNHCR del 12 agosto e 3 settembre, i residenti di Campo Ashraf hanno chiesto all’ente governative delle Nazioni Unite di ribadire il loro status di rifugiati. Hanno dichiarato che al-Maliki, Primo Ministro iracheno, la cui affiliazione al regime iraniano è un fatto ben noto, giustifica i suoi attacchi contro Campo Ashraf sotto il pretesto che i residenti del campo non abbiano alcun valore legale.
La signora Rajavi, Presidente eletto del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, ha definito la dichiarazione dell’UNHCR necessaria ma non sufficiente. Ha detto che la determinazione dello status giuridico dei residenti di Ashraf negherà al regime iraniano ed ai suoi mercenari in Iraq una scusa per ulteriori attacchi contro Ashraf. Le loro pretese che i residenti non abbiano uno statuto legale saranno più che mai irrilevanti.
La signora Rajavi ha aggiunto che gli Stati Uniti devono aiutare l’UNHCR a garantire i diritti e le tutele previsti nella dichiarazione e prevenire la loro violazione da parte del governo iracheno.
Ha sottolineato che l’UNHCR deve riconoscere pienamente lo status di rifugiati di tutti i residenti di Campo Ashraf per contrastare le future cospirazioni contro di essi da parte del regime iraniano e i loro associati in Iraq. Un passo in base al diritto internazionale, che se fosse stato fatto prima, le vite di 47 residenti non si sarebbero perdute e 1071 non sarebbero stati feriti.
La signora Rajavi ha detto che il regime iraniano ed i suoi mercenari in Iraq non hanno alcun rispetto per la legge, pertanto l’attuazione dei diritti e delle tutele previsti dalla dichiarazione dell’UNHCR debba essere garantita. Si è rivolta all’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani e all’UNAMI perchè perseguano i loro obblighi umanitari in conformità con la Risoluzione 2001 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e con l’articolo 66 del rapporto del Segretario Generale all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per prevenire qualsiasi ulteriore attacco o molestie contro i residenti di Ashraf. Ha detto che la comunità internazionale deve costringere al-Maliki ad attuare il diritto e le convenzioni internazionali ed i punti delineati nella dichiarazione dell’UNHCR.
Ha invitato il Segretario generale dell’ONU a dichiarare Camp Ashraf un sito in continuo monitoraggio delle Nazioni Unite e stazionare lì la sua squadra di monitoraggio. Dichiarino inoltre Ashraf una zona non-militare, che devono essere liberi dalle forze armate irachene e dagli agenti della Forza Qods del regime iraniano.
Ha detto che se le forze militari USA non sono disposte a svolgere il loro obblighi rispetto alla protezione dei residenti di Ashraf sulla base degli accordi individuali sottoscritti con tutti i residenti, le forze ONU devono mantenere e garantire la loro protezione. La tortura psicologica dei residenti con 300 altoparlanti e l’assedio di Ashraf come i reclami legali fabbricate contro i residenti di Ashraf che Maliki ha annunciato una dopo l’altra devono cessare completamente. Eventuali reclami contro l’OMPI devono essere presentati alla Commissione della Ricerca per la Verità della Corte Nazionale di Spagna per uessere esaminato.
    
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
17 Settembre 2011
 

 

 
 

 

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