martedì, Novembre 29, 2022
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Una foto mostra quattro alti comandanti dei Pasdaran iraniani uccisi in Siria

Quattro comandanti delle Guardie Rivoluzionarie Iraniane sono stati uccisi dai combattenti dell’Esercito Libero Siriano nel corso della guerra civile contro il regime del dittatore Bashar al-Assad.

I quattro erano tutti membri della forza Qods dell’IRGC che l’Iran ha inviato a combattere al fianco delle forze di Assad in Siria.

La foto mostra, da sinistra a destra: Ali Soltan Moradi, membro dei Basij, ucciso il 12 Febbraio 2015 a Dera’a, nel sud della Siria; Abbas Abdollahi, comandante del Battaglione Saberin della 31a Divisione dell’IRGC (Ashura) ucciso anch’egli lo stesso giorno; Alireza Tavas’solei, un afghano che viveva in Iran, ucciso a Dera’a il 28 Febbraio; il comandante Hossein Badpa della 41a Divisione dell’IRGC (Sarallah di Kerman) ucciso il 20 Aprile vicino a Basir al-Harir, a Dera’a.

Alla fine di Aprile i media del regime iraniano hanno parlato delle cerimonie funebri svoltesi in Iran per altri quattro comandanti e decine di appartenenti alle truppe dell’IRGC, insieme a decine di afghani e a cinque pakistani.

Dopo la ribellione del popolo siriano, l’Iran ha creato alcuni gruppi chiamati Fatemioun e Zainabiyoun, col pretesto di difendere i luoghi sacri in Siria, ma è noto che questi sono  gruppi estremisti dell’Afghanistan, del Pakistan, dell’Iraq e di Hezbollah, organizzati dal regime iraniano per massacrare il popolo siriano.

La scorsa settimana si è scoperto che l’Iran ha anche inviato immigrati afghani a combattere in Siria. 

Gli afghani sono quasi tutti musulmani sciiti appartenenti al gruppo etnico degli Hazara che vivevano come clandestini in Iran fino a che non sono stati reclutati dalle Guardie Rivoluzionarie del regime.

Gli è stata data la scelta di combattere in Siria o di finire in prigione, secondo il giornale tedesco Der Spiegel.

Il giornale ha calcolato che almeno 700 afghani siano stati uccisi finora solo nelle battaglie attorno ad Aleppo e Damasco.

Fare affidamento sui combattenti afghani fa parte della strategia iraniana di supporto al regime di Assad, che sta subendo sempre maggiori pressioni dai combattenti dell’opposizione.

Inoltre porta avanti una strategia più ampia dell’Iran in Medio Oriente, secondo il ricercatore Philip Smyth, che in un suo rapporto ha precisato come Tehran stia coordinando una “jihad sciita” in Siria, usando i miliziani suoi complici in Iraq e Libano per rappresentare la difesa del regime di Assad come un obbligo religioso.

 

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