domenica, Dicembre 4, 2022
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Una dichiarazione dei membri del Consiglio d’Europa chiede la democrazia in Iran per sconfiggere l’estremismo

Testo della dichiarazione scritta, firmata da 92 membri dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa:

Sostegno ai diritti umani, alla democrazia e all’uguaglianza tra i sessi in Iran per sconfiggere l’estremismo e impedire alla teocrazia iraniana di interferire in Iraq, Siria e nella regione

Dichiarazione scritta No. 583

Questa dichiarazione scritta impegna solo coloro che l’hanno firmata

 

Le violazioni dei diritti umani, le esecuzioni e gli arresti arbitrari continuano in Iran. Più di 1000 persone sono state impiccate in un anno di carica del “presidente moderato Rouhani”. La dittatura religiosa in Iran è l’epicentro del terrorismo.

Noi riteniamo che sia così perché vediamo che dal 2009, 137 residenti indifesi di Camp Liberty, sono stati uccisi nel corso di sei attacchi mortali condotti dal governo iracheno per conto del regime iraniano.

L’estremismo islamico si va purtroppo espandendo in Iraq e Siria grazie alle ingerenze settarie dell’Iran e dei suoi complici.

Noi concordiamo con l’opinione della Presidente del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana Maryam Rajavi che, per sconfiggere l’estremismo islamico dobbiamo sostenere la democrazia, i diritti umani, l’uguaglianza tra i sessi e la creazione di uno stato secolare e tollerante in Iran.

Il recente rapporto dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), ha rivelato che il regime non ha a tutt’oggi alcuna intenzione di abbandonare il suo progetto per le armi nucleari. Noi sottolineiamo che qualunque accordo sul nucleare iraniano che non preveda l’attuazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU (UNSC), l’interruzione dell’arricchimento dell’uranio e l’accesso senza impedimenti all’AIEA, lascerà aperta la via a qualunque governante disonesto per ottenere le bombe atomiche.

Noi chiediamo al nuovo primo ministro Al-Ebadi di dichiarare Camp Liberty un campo per rifugiati sotto la supervisione dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), di porre fine completamente all’assedio, di garantire la sicurezza, l’incolumità e i diritti dei residenti nel rispetto delle leggi internazionali.

 

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