giovedì, Dicembre 8, 2022
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Una conferenza in Italia accoglie con favore una risoluzione a sostegno dell’opposizione iraniana

CNRI – Dopo l’adozione di una risoluzione che condanna il massacro del 1988 dei prigionieri politici in Iran, da parte del Consiglio Provinciale del Piemonte, nella città di Chivasso si è tenuto un incontro al quale ha partecipato anche il sindaco.

A questa conferenza hanno partecipato anche i funzionari comunali e il rappresentante in Piemonte di Amnesty International.

“Non c’è alcun dubbio che i crimini commessi dalla dittatura religiosa in Iran, che hanno provocato la perdita di tante vite, non resteranno impuniti”, ha detto il Sindaco Libero Ciuffreda nel suo discorso con cui ha accolto la risoluzione.

“La posizione decisa e la perseveranza della Resistenza per il ristabilimento della libertà e della democrazia in Iran è davvero lodevole e rappresenta una enorme speranza per il popolo iraniano. Abbiamo imparato molto dalla Resistenza Iraniana. Il popolo e i diritti umani in Iran sono stati vittime dell’indifferenza e del silenzio dell’Occidente e la Resistenza Iraniana ha pagato un grosso prezzo a questo riguardo”, ha aggiunto il sindaco.

“E’ arrivato il momento di levarsi responsabilmente e seriamente in difesa dei diritti umani in Iran e di portare i responsabili di questo enorme disastro di fronte ai tribunali internazionali”, ha aggiunto.

“La Resistenza Iraniana ha pagato un prezzo enorme per la libertà in Iran. Uno dei maggiori esempi è il massacro dei prigionieri politici. È nostro dovere morale e politico risvegliare la comunità internazionale per far sì che i responsabili di questo massacro vengano assicurati alla giustizia”, ha detto Annalisa De Col, Assessore alle Politiche Sociali, Famiglia e Lavoro del Comune di Chivasso.

“Il massacro dei prigionieri politici in Iran dimostra la natura brutale e disumana di quelli che governano l’Iran, ma anche la perseveranza e la speranza del popolo iraniano di riconquistare la libertà. Noi dobbiamo essere la voce del popolo iraniano, perché ha sofferto molto, ma ancora, senza alcun dubbio, sarà vittorioso”, ha aggiunto.

“Oggi il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, guidato da Maryam Rajavi, è l’unica alternativa democratica e popolare al regime dei mullah. Il suo piano in 10 punti per un futuro Iran libero e democratico è stato accolto con favore in tutto il mondo. La catastrofe dell’estate del 1988 fu il culmine delle misure disumane dei mullah ed è nostro dovere appoggiare seriamente l’appello per l’incriminazione dei responsabili di questo crimine odioso di fronte ai tribunali internazionali”, ha detto Loredana Biffo.

“Durante il mandato di Rouhani (il presidente iraniano), le esecuzioni sono aumentate in maniera significativa. Tutte queste misure hanno lo scopo di mantenere un clima di paura. Le condizioni di disparità che devono affrontare le donne nelle questioni sociali, culturali, economiche e politiche, la discriminazione e la persecuzione degli appartenenti alle minoranze etniche e dei seguaci di diverse religioni in Iran sono molto preoccupanti”, ha detto l’inviata di Amnesty International Tiziana Dentico.

“Il massacro di oltre 30.000 prigionieri politici del 1988, la maggior parte dei quali erano membri e sostenitori dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK), è il più orribile crimine contro l’umanità commesso dopo la Seconda Guerra Mondiale. Tutte le fazioni del regime hanno avuto un ruolo attivo in questo crimine e tutti i suoi responsabili attualmente ricoprono posizioni-chiave di potere in questo regime. Con questo massacro Khomeini ha cercato di annientare per sempre la lotta popolare e democratica dell’Iran. Ma si è scontrato con l’ondata di sacrificio, di perseveranza e di eroica determinazione dei membri del PMOI/MEK e di altri”, ha detto il Dr. Yoosef Lesani, rappresentante dell’Associazione per un Iran Libero e Democratico.

“Noi chiediamo alla comunità internazionale di porre fine al suo silenzio di fronte a questo grave crimine e di non sacrificare i diritti umani in Iran in nome degli interessi economici. Chiediamo alle Nazioni Unite di assicurare alla giustizia gli autori di questo crimine contro l’umanità”, ha aggiunto.

 

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