
Maryam Rajavi: “Il regime teocratico è centinaia di volte più pericoloso del Daesh e combatterlo è ancor più necessario”
“Proprio come è stato necessario combattere il Daesh, è ancor più necessario ora, combattere un pericolo centinaia di volte più grande: la dittatura religiosa in Iran, l’IRGC e le sue milizie mercenarie”.
Questo è ciò che ha ribadito Maryam Rajavi, la Presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, in un discorso alla conferenza di Parigi sulla “Situazione esplosiva dell’Iran e la crisi del regime dei mullah”, tenutasi sabato 16 Dicembre 2017.
Maryam Rajavi ha precisato: “La comunità internazionale ha finalmente ammesso il pericolo e la minaccia rappresentati dall’IRGC, anche se con grande ritardo. Queste dichiarazioni sono un passo in avanti positivo, anche se non sufficiente, per affrontare i danni enormi causati da questa forza distruttiva e i pesanti costi che le nazioni della regione hanno dovuto pagare a causa dell’accondiscendenza dei governi occidentali verso il regime, per così tanti anni”.
Ed ha sottolineato: “Il rovesciamento del regime teocratico è certo e vicino. Questa è l’unica soluzione ai problemi dell’Iran, della regione e del mondo”.
La conferenza è stata aperta da Jacques Boutault, Sindaco del 2° arrondissement di Parigi, e vi hanno partecipato tre gruppi di illustri politici europei, arabi e islamici e nord-americani.

Tra gli oratori del primo gruppo c’erano: Gilbert Mitterrand, Presidente di France Libertés, Roger Godsiff e Matthew Offord, membri del parlamento britannico, Michele de Vaucouleurs, membro dell’Assemblea Nazionale francese e Presidente del Comitato Parlamentare per un Iran Democratico, Sabine Leutheusser-Schnarrenberger, ex-Ministro della Giustizia tedesco, Rama Yade, ex-ministro francese per i diritti umani, Gerry Horkan, Presidente del Comitato per il Budget del Senato e vice-leader del partito di opposizione al senato irlandese, Michael Kaminski, membro del parlamento polacco, Romeo Nicoara, membro del parlamento rumeno e Otto Bernhardt, ex-membro del parlamento federale tedesco.
Tra gli oratori del secondo gruppo c’erano: Sid Ahmed Ghozali, ex-Primo Ministro di Algeria, George Sabra, Presidente del Consiglio dell’Opposizione Nazionale siriana, Selva Oksoy, Vice-Presidente della Coalizione Siriana, Michel Kilo, illustre rappresentante dell’opposizione siriana, Bassam Alamoush, ex-Ambasciatore di Giordania in Iran ed ex-Ministro per lo Sviluppo Amministrativo, Abdallah Altayar, Direttore del Centro per il Futuro Golfo, Issa Turki, membro del Parlamento del Bahrain e Reyad Yassin, Ambasciatore della Repubblica dello Yemen in Francia ed ex-Ministro per gli Affari Esteri.
Tra i componenti del terzo gruppo c’erano: l’Ambasciatore Lincoln Bloomfield, ex-Assistente del Segretario di Stato americano, il Generale James Conway, ex-Comandante degli U.S. Marines e John Baird, ex-Ministro degli Esteri del Canada.

Maryam Rajavi nel suo discorso ha precisato: “Se la tirannia religiosa dei mullah non fosse così odiata nel paese, non avrebbe avuto bisogno dell’IRGC, della forza Qods e di decine di gruppi mercenari nella regione. E se il regime non fosse così instabile, non avrebbe bisogno di impegnarsi in guerre distruttive nella regione. Il leader supremo del regime Ali Khamenei e i comandanti dell’IRGC hanno ribadito più volte che se non avessero combattuto in Siria e in Iraq, avrebbero dovuto combattere a Teheran, Hamedan ed Isfahan”.
“Nonostante la massiccia repressione, sono terrorizzati dallo scontro finale con il popolo iraniano. Temono la determinazione al cambiamento del popolo iraniano, incarnata dalla sua resistenza organizzata”.
Nel sottolineare il fatto che il regime teocratico è più vulnerabile che mai, la Presidente eletta della Resistenza Iraniana ha chiesto ai governi occidentali di prendere le seguenti misure:

• Designare l’IRGC come organizzazione terroristica e negare a questa forza criminale e a tutto il regime iraniano, l’accesso al sistema bancario internazionale.
• Espellere l’IRGC e le sue milizie dalla Siria, dall’Iraq e dagli altri paesi della regione, impedendogli di trasferire truppe ed armi attraverso questi paesi.
• Espellere gli agenti della forza terroristica Qods e del Ministero dell’Intelligence (MOIS) da Europa e Stati Uniti.
• Condizionare tutte le relazioni diplomatiche e commerciali con la dittatura religiosa dei mullah, alla fine delle torture e delle esecuzioni in Iran.
• Chiedere al Consiglio di Sicurezza dell’ONU di creare un tribunale speciale o di presentare il dossier sui crimini del regime iraniano, in particolare sul massacro del 1988 di 30.000 prigionieri politici alla Corte Penale Internazionale.
• Appoggiare la richiesta di rimborso al Governo dell’Iraq, dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano e dell’Esercito di Liberazione Nazionale Iraniano, per le sue proprietà, le attrezzature, le armi e i campi base.
• Riconoscere il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana quale unica alternativa democratica alla dittatura religiosa e terrorista al potere in Iran. Ciò è indispensabile per porre fine e per rimediare alla disastrosa politica di accondiscendenza seguita da Stati Uniti ed Europa negli anni passati.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
16 Dicembre 2017
