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GLI IRANIANI MANIFESTANO A PARIGI IN OCCASIONE DELLA GIORNATA INTERNAZIONALE DEI DIRITTI UMANI, CONTRO LA TORTURA E LE ESECUZIONI IN IRAN

Maryam Rajavi: “La realizzazione del desiderio del popolo iraniano per un cambio di regime è essenziale per i diritti umani in Iran, per la pace nella regione e nel mondo”

Una grossa manifestazione si è tenuta a Parigi l’11 Dicembre, per celebrare la Giornata Internazionale per i Diritti Umani (il 10 Dicembre), contro il regime sanguinario dei mullah, le esecuzioni e le torture in Iran.

La Presidente eletta del CNRI, Maryam Rajavi, ha inviato un messaggio alla manifestazione, che si è svolta in concomitanza con il One Planet Summit di Parigi. E ha detto: “La salvezza dei diritti umani e dell’ambiente in Iran, dipende dal cambio di regime”.

Ed ha aggiunto: “Il regime teocratico e il suo IRGC distruggono costantemente le capacità ambientali dell’Iran per i loro piani militari e della sicurezza, per il programma missilistico e i loro maligni obbiettivi. Per contenere la crisi interna e la loro stessa instabilità, sono ricorsi alla guerra e al massacro degli altri popoli della regione. Perciò, la realizzazione della richiesta urgente del popolo iraniano di abbattere questa dittatura religiosa al potere, non vuole solo resuscitare la libertà, i diritti umani, la giustizia e l’ambiente in Iran, ma è essenziale per la pace e la sicurezza nella regione e in tutto il mondo”.

Molte personalità francesi, europee e arabe hanno partecipato alla manifestazione insieme a migliaia di iraniani. Tra questi l’ex-Primo Ministro algerino Sid Ahmed Ghozali, Jean-François Legaret e Jacques Boutault, sindaci del primo e del secondo arrondissement di Parigi, Jean-Pierre Michel e Jean-Pierre Brard, ex-membri dell’Assemblea Nazionale e del Senato francese, Jean-Pierre Becquet, ex-Sindaco di Auvers-sur-Oise, il Governatore Yves Bonnet, ex-Direttore di DST, Alejo Vidal Quadras, Presidente della Fondazione In Search of Justice ed ex-vice Presidente del Parlamento Europeo, Struan Stevenson, Presidente della European Iraqi Freedom Association, il Giudice François Colcombet, Mehdi Same’e, Presidente del Comitato Industria del CNRI, Pierre Berci, Presidente di New Human Rights Foundation e Jacky Duminy, Sindaco di Ors. Gerard Lauton ha letto il messaggio del Presidente del Sindacato degli Insegnanti. Mohmoud Ghobash, dell’opposizione siriana e Jamal Al-Awazi, Presidente della International Press Agency di Paris, si sono anch’essi rivolti alla manifestazione degli iraniani nella Giornata Internazionale dei Diritti Umani.

Nel suo messaggio alla manifestazione, Maryam Rajavi ha descritto i quattro decenni di governo della teocrazia dei mullah in Iran come un’esperienza di “crescente devastazione e distruzione”. Ed ha aggiunto: “I mullah hanno iniziato il loro governo con la soppressione delle libertà. I pilastri del loro regime sono stati piantati su un mare di sangue versato dai corpi dei migliori figli dell’Iran, tra cui ci sono le vittime del massacro del 1988. Hanno portato avanti il loro dominio attraverso l’esportazione del terrorismo e del fondamentalismo, distruggendo l’istruzione, l’arte e la cultura del paese, rovinando la sua etica sociale e devastando l’ambiente”.

Maryam Rajavi ha esortato la comunità internazionale a condizionare le sue relazioni e i suoi affari con il regime iraniano, alla fine delle torture e delle esecuzioni in Iran, a prendere misure vincolanti per fermare il programma missilistico del regime e cacciare l’IRGC e le sue milizie dai paesi della regione. Ha poi chiesto il riconoscimento del desiderio del popolo iraniano e della sua volontà per un cambio di regime.

I manifestanti hanno gridato: “Commerciare con i mullah è commerciare col sangue!”, “Gli affari con l’IRGC mantengono le fustigazioni e le impiccagioni”, “Il passato di Rouhani è fatto di furti a tutti gli iraniani!”, “Liberate tutti i prigionieri politici!”, “Democrazia e libertà con Maryam Rajavi!”, “Ogni iraniano grida: a morte Rouhani!”, “Rouhani è un ciarlatano, è un mullah assassino”, “Khamenei è un assassino, è l’assassino di tutti gli iraniani!”, “Rouhani, assassino del popolo dell’Iran!”, ecc. 

La manifestazione è finita dopo quattro ore, con la lettura di una risoluzione a sostegno della richiesta urgente del popolo iraniano del rovesciamento della dittatura religiosa dei mullah. La risoluzione ha ribadito che il Piano in 10 Punti per il Futuro Iran, di Maryam Rajavi, garantisce una società democratica, la separazione tra religione e stato, la parità tra i sessi e pari diritti e libertà per i vari gruppi etnici e religiosi dell’Iran.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

11 Dicembre 2017

 

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