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Testo delle dichiarazioni di Mohammad Mohaddessin sui colloqui sul nucleare iraniano

CNRI – Quella che segue è la trascrizione delle dichiarazioni fatte lunedì da Mohammad Mohaddessin, Presidente del Comitato Affari Esteri del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI), alla sessione online di Q&A sui negoziati sul nucleare del regime iraniano con le potenze mondiali.

Testo delle dichiarazioni di Mohammad Mohaddessin alla conferenza online sui progetti nucleari del regime iraniano – 29 Giugno 2015 (TRASCRIZIONE VELOCE)

Domani 30 Giugno, dovrebbe essere la scadenza per l’accordo “esaustivo” sul nucleare tra i P5+1 e il regime teocratico. E’ ovvio che la scadenza non sarà rispettata.

Tutti sono rimasti scioccati dalla posizione assunta dal regime iraniano durante questo nuovo giro di consultazioni a Vienna, perché i negoziatori del regime iraniano hanno rifiutato la maggior parte degli articoli che avevano accettato a Losanna ad Aprile. Hanno respinto e violato molti degli articoli che il ministro degli esteri del regime iraniano aveva letto nella dichiarazione in lingua farsi del 2 Aprile a Losanna.

Esiste un vasto consenso sul fatto che il regime iraniano, specificatamente negli ultimi due anni, abbia partecipato ai colloqui sotto la pressione delle sanzioni e da una posizione debole e disperata. Ma la principale preoccupazione del regime iraniano, quella che lo ha costretto a dare inizio ai negoziati, è stato ed è il potenziale esplosivo della società iraniana. Ali Khamenei, leader supremo del regime, ha accettato i colloqui temendo un’altra massiccia protesta popolare.

In tutto questo periodo, i negoziati sono stati seguiti molto da vicino dallo stesso Khamenei e lui ha posto ed articolato tutte le linee guida principali. Khamenei ha specificato che i colloqui si devono concentrare solo sui siti, i progetti e gli aspetti del programma nucleare già rivelati precedentemente e che non possono essere negati. Intanto tutto l’apparato nucleare al completo deve rimanere intatto e non deve essere assolutamente menzionato nei colloqui.

Khamenei ha personalmente definito e articolato il quadro dei colloqui sul nucleare per la squadra di negoziatori. Tre limiti invalicabili sono stati posti da Khamenei e sono stati costantemente ribaditi da lui stesso nel corso degli ultimi due anni di negoziati. E sono:

• Niente ispezioni incondizionate e nessun accesso ai siti militari per gli ispettori

• Nessun accesso agli scienziati atomici iraniani per gli ispettori

• Nessuna interruzione della ricerca e dello sviluppo in campo nucleare

Ovviamente Khamenei ha posto molti altri limiti invalicabili ai negoziati ma si concentra principalmente su questi tre nei suoi incontri privati con la squadra di negoziatori. Questi tre sono molto importanti per preservare gli aspetti più cruciali e fondamentali del programma sulle armi nucleari ed egli lo ha ribadito molte volte.

Questo spiega perché negli ultimi due anni il regime, durante questi negoziati, si sia soffermato sul “costruire la fiducia” invece che sulla “trasparenza”. Tutto ciò è stato deliberatamente perseguito per accantonare o rendere marginali le misure sulla “trasparenza” riguardanti la natura del programma nucleare del regime e la specificità dei suoi obbiettivi, in particolare i possibili aspetti militari (PMD).

L’atteggiamento di Tehran degli ultimi due anni nei confronti dell’AIEA a questo proposito è stato molto esplicito ed è totalmente in linea con l’atteggiamento e la politica summenzionata. Alla fine l’AIEA non è riuscita a fare seri passi avanti riguardo le 11 aree-chiave sul PMD del programma nucleare iraniano.

Riguardo all’attuale giro di colloqui a Vienna.

Dopo dozzine di giri di colloqui a vari livelli, con moltissime questioni relativamente meno significative che sono state “risolte”, le questioni essenziali restano. Questa non è una coincidenza. Questa è la questione cruciale e la domanda-chiave: Il regime teocratico in generale e Ali Khamenei in particolare, è disposto a rinunciare al programma sulle armi nucleari?

Ed ecco perché sta diventando sempre più evidente che il regime teocratico sta cercando di fare marcia indietro persino sugli “impegni” presi durante i negoziati di Losanna.

Le affermazioni di Khamenei del 23 Giugno e i limiti che ha ribadito, tutto contraddice gli impegni presi dai mullah durante i colloqui. Se si guardano questi limiti che ha posto, quasi tutti gli articoli della dichiarazione di Losanna sono stai rimossi.

Il regime iraniano sta cercando di costringere i paesi occidentali e i P5+1 a fare concessioni al regime che gli lascino la via aperta alla conquista della bomba atomica o, se ciò non fosse possibile, a guadagnare tempo e continuare i negoziati per arrivare alla bomba mentre questi sono ancora in corso.

Quali sono i passi necessari che non dovranno restare fuori dai negoziati?

Vorrei precisare i passi più importanti che non dovranno restare fuori dai negoziati. Vorrei sottolineare cinque aree che questi negoziati devono includere. Sono essenziali per chiudere ogni via al regime iraniano per raggiungere la bomba atomica:

• Ratifica ed attuazione del Protocollo Integrativo, più l’accesso immediato e senza condizioni a tutti i siti sospettati di essere coinvolti nel progetto nucleare, compresi tutti i siti militari, della sicurezza e non-militari.

• Accesso immediato e senza condizioni per l’AIEA  a tutti gli scienziati e gli esperti coinvolti nel programma nucleare del regime iraniano.

• Risposte complete e senza ambiguità a tutte le richieste dell’AIEA e indagini sui PMD del programma nucleare.

• Rivelazione delle relazioni e delle transazioni con altri paesi, come la Corea del Nord, sul programma nucleare e i missili balistici.

• Rimozione immediata di tutto l’uranio arricchito dall’Iran sotto qualunque forma.

Senza il rispetto di questi cinque criteri, la revoca delle sanzioni sarebbe inappropriata. La revoca delle sanzioni dovrà essere subordinata alla totale “trasparenza” e alla presenza di risposte esaustive per l’AIEA.

Questi sono elementi che riguardano il nucleare, ma tutti dovrebbero avere chiaro in mente questo concetto: per il regime iraniano, le strutture e i progetti nucleari fanno parte della strategia del regime iraniano per la sua sopravvivenza.

Questa strategia ha altri due elementi: l’ingerenza nella regione, cioè l’esportazione del terrorismo e del fondamentalismo in Siria, Iraq, Yemen e in altri paesi della regione, e l’altro elemento è la repressione in Iran. Nessuno può affrontare le questioni sul nucleare e sbarazzarsi del programma del regime iraniano sulle armi nucleari senza occuparsi di queste altre due questioni: l’esportazione del terrorismo e del fondamentalismo e la repressione interna.

Per i paesi occidentali, per i P5+1, per la comunità internazionale e il Consiglio di Sicurezza dell’ONU è vitale ed essenziale affrontare queste due questioni se vogliono riuscire ad impedire al regime iraniano di ottenere la bomba atomica. La politica degli Stati Uniti e di molti altri paesi occidentali che compiacciono il regime iraniano, verso le sue sistematiche e gravi violazioni dei diritti umani, che rimangono in silenzio verso l’ingerenza del regime iraniano nella regione, da’ al regime il via libera per portare avanti il suo programma sulle armi nucleari. Perché questa politica del silenzio verso questa brutalità in Iran, in Siria, in Iraq, nello Yemen e in altri paesi, è un segno di debolezza dei paesi occidentali, che dice al regime iraniano che ha la possibilità di continuare il suo programma sulle armi nucleari. Abbiamo bisogno di una politica esaustiva nei confronti del regime iraniano, del nucleare, della politica regionale e una politica contro le violazioni dei diritti umani commesse in patria.

E’ vero che i negoziati sono tra il regime iraniano e il P5+1, ma gli altri paesi, specialmente i paesi della regione, i paesi arabi e tutti i paesi della regione, hanno il potere e il potenziale per poter aiutare e spingere la comunità internazionale ad impedire che il regime iraniano arrivi alla bomba. I nostri vicini arabi e i paesi della regione devono avere una politica ferma nei riguardi del regime iraniano e devono spingere l’Occidente e gli Stati Uniti a non permettere che il regime iraniano abbia la bomba atomica.

Lo scopo principale del regime iraniano di avere una bomba atomica, è quello di dominare la regione ed aprire la via all’esportazione del fondamentalismo, del terrorismo e dell’estremismo. Questo è ciò che l’ex-presidente del regime Rafsanjani disse alla nascita di questo progetto negli anni ’90, quando il regime iraniano diede inizio al suo nuovo progetto nucleare. Rafsanjani, presidente del regime all’epoca, disse: “Se avremo la bomba atomica, nessuno ci potrà impedire di esportare la nostra Rivoluzione (cioè il terrorismo e il fondamentalismo) in altri paesi.

 

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