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Su richiesta di Maliki e del regime iraniano e ricorrendo a bugie ed intimidazioni, Kobler sta facilitando il quarto massacro ad Ashraf

In una lettera a Maryam Rajavi, Presidente eletto della Resistenza Iraniana, il 4 Marzo Martin Kobler, ricorrendo a delle menzogne, ha sfacciatamente affermato che il Governo dell’Iraq aveva soddisfatto le condizioni per la vendita delle proprietà dei residenti di Ashraf che gli erano state comunicate per iscritto il 7 e il 13 Gennaio dal Senatore Robert Torricelli, rappresentante legale dei residenti. Ha affermato che il Governo dell’Iraq aveva persino acconsentito alle “richieste aggiuntive”. Perciò, i 100 residenti che sono rimasti ad Ashraf dovranno rinunciare alle loro proprietà ed andare a Camp Liberty, che è un campo di sterminio. Kobler ha cercato anche minacciato dicendo che il Governo dell’Iraq potrebbe perseguire le “vie legali”.

Il disseminare bugie e la lampante minaccia di ricorrere “alle vie legali” di Kobler, preparano la scena per il quarto massacro a Campo Ashraf. Allo stesso tempo, sollevando la questione delle proprietà, Kobler sta cercando di insabbiare il suo ruolo nel crimine contro l’umanità commesso a Liberty il 9 Febbraio.
E ciò nonostante i rappresentanti dei residenti il 22, 23 e 24 Febbraio abbiano scritto al suo vice, chiedendo che l’ONU si concentrasse sulla questione della protezione e della sicurezza dei residenti. Gli hanno scritto: “Qualunque soluzione che non  garantisca la sicurezza e l’incolumità di tutti i residenti, in base agli impegni presi dall’UNAMI e dagli U.S.A., accelereranno solo il prossimo massacro. Se non è possibile trasferire tutti i residenti fuori dall’Iraq, l’unica soluzione fattibile per tutti loro è ritornare immediatamente ad Ashraf.”
Hanno anche ribadito che non affronteranno la questione delle proprietà fintantoché l’urgente questione della sicurezza non sia stata risolta. Questo perché senza aver risolto la questione della sicurezza, quella delle proprietà è semplicemente un’altra trappola mortale di Martin Kobler.
La Resistenza Iraniana vuole attirare l’attenzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, del Segretario Generale e delle autorità statunitensi sulla necessità di deferire il caso dei tre massacri di rifugiati inermi al Tribunale Penale Internazionale. In particolare, la Resistenza Iraniana chiede di esaminare il ruolo avuto da Martin Kobler nel crimine contro l’umanità del 9 Febbraio alla prigione di Liberty, che ha portato all’uccisione nel modo più orribile di sette residenti e al ferimento di 100 di loro.
Maryam Rajavi a questo proposito ha detto: “Fino alla fine dell’indagine internazionale volta ad assicurare questi criminali alla giustizia, qualunque incontro, dialogo o risposta alle lettere di Kobler che preparino la scena e agevolino i futuri massacri a Liberty ed Ashraf sono irrilevanti e non opportuni.”
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
5 Marzo 2013

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