martedì, Novembre 29, 2022
HomeNotizieIran NewsSoluzione pacifica e permanente per Camp Ashraf in Iraq

Soluzione pacifica e permanente per Camp Ashraf in Iraq

Proposta da parte della Delegazione del Parlamento Europeo all’Iraq, Maggio 2011

Introduzione

Il Parlamento Europeo ha ratificato due risoluzioni su Camp Ashraf, il 24 aprile 2009 e il 25 novembre 2010, riconoscendo i diritti dei residenti di Ashraf in accordo con trattati internazionali, inclusa la Quarta Convenzione di Ginevra. Inoltre, in risoluzioni datate 12 luglio 2007 (paragrafo 7) e 4 settembre 2008 (paragrafi K e 9) erano stati affermati i diritti dei residenti di Ashraf e la necessità di una soluzione pacifica e permanente. Dopo l’adozione da parte del Parlamento Europeo,  ciascuna di queste quattro risoluzioni è stata trasmessa alle autorità dell’Iraq, degli Stati Uniti e delle Nazioni Unite.
Per effetto di tali risoluzioni, la questione di Ashraf è stata posta sull’agenda della delegazione ufficiale del Parlamento Europeo durante la sua visita in Iraq dal 26 al 29 aprile. Il governo iracheno ha rifiutato alla delegazione il permesso di visitare Ashraf. L’ultimatum dato ai residenti di lasciare Camp Ashraf entro la fine del 2011, se non accompagnato da buone intenzioni e condizioni garantite da Unione Europea, Stati Uniti e Nazioni Unite, non solo eliminerebbe la possibilità di una soluzione pacifica permanente della crisi, ma potrebbe preparare il terreno per un nuovo massacro.

Pre-condizioni per qualsiasi negoziato
Per iniziare il negoziato per una soluzione di lungo termine, devono essere soddisfatte le seguenti condizioni:
1. Rimozione delle forze irachene dal perimetro di Ashraf.
2. Fine dell’assedio di Ashraf (inclusa la revoca del divieto all’accesso di giornalisti, delegazioni parlamentari, avvocati e familiari dei residenti).
3. Immediato accesso dei residenti, e in particolare dei feriti, a servizi medici in ospedali pubblici e cliniche private in Iraq a proprie spese.
4. Avvio di un’inchiesta indipendente da parte di un gruppo di giuristi su quanto avvenuto l’8 aprile 2011, quando 35 residenti sono stati uccisi e centinaia feriti.
5. Restituzione di tutti i beni e gli oggetti personali confiscati ad Ashraf l’8 aprile ai residenti.

Soluzione

1 – La delegazione, riconoscendo i diritti dei residenti di Ashraf in accordo con il diritto e le convenzioni internazionali, offre il loro possibile trasferimento in altri Paesi quali gli Stati Uniti, il Canada, gli Stati membri dell’UE, la Svizzera, la Norvegia e l’Australia, come soluzione di lungo termine per questa crisi.

2 – Questa soluzione dovrebbe applicarsi a tutti i residenti senza eccezioni, in modo integrale.

3 – La questione delle proprietà e dei beni dei residenti di Ashraf e dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran all’interno dell’Iraq sarà stabilità nel negoziato. Nel caso di chiusura di Ashraf, dovrebbe essere raggiunto un accordo circa una compensazione pagabile ai residenti.

4 – Il periodo dal giorno dell’inizio dei negoziati per una soluzione integrale fino al trasferimento di tutti i residenti in Paesi terzi e alla chiusura di Ashraf sarà considerato “di transizione”. In questa fase, i seguenti punti dovrebbero essere osservati strettamente così che la soluzione non fallisca:
a. un impegno da parte delle autorità irachene a porre termine a tutte le provocazioni giudiziarie e le restrizioni su Ashraf, e a rispettare i diritti dei residenti in accordo con il diritto internazionale umanitario;
b. la garanzia della protezione di Ashraf da parte di Nazioni Unite e Stati Uniti;
c. l’astensione di ambo le parti da qualsiasi propaganda, insulto e accusa l’una contro l’altra durante il periodo di transizione.

5 – Per attuare la soluzione integrale, verrebbe stabilito un Comitato di Coordinamento e Attuazione, che includerebbe la baronessa Ashton e rappresentanti di Stati Uniti, Nazioni Unite, Parlamento Europeo, governo iracheno, Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran (rappresentante fra i residenti di Ashraf) e Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran.

6 – A questo proposito la Delegazione esorta USA, UE, ONU, governo e parlamento dell’Iraq, Lega Araba, residenti di Ashraf, Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran e Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran a sostenere questa soluzione e fornire le strutture necessarie a tale scopo.

STRUAN STEVENSON, membro del Parlamento Europeo
Presidente della Delegazione del Parlamento Europeo per le relazioni con l’Iraq

 

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,632FollowersFollow
40,396FollowersFollow