domenica, Dicembre 4, 2022
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Si intensifica il conflitto tra Rouhani e le Guardie Rivoluzionarie iraniane

CNRI – Mentre il presidente del regime iraniano Hassan Rouhani, lodava le Guardie Rivoluzionarie (IRGC) il 26 Giugno dicendo: “Noi dobbiamo ringraziare l’IRGC per aver costruito armi strategiche e per averle usate bene”, il comandante in capo dell’IRGC, in risposta a delle precedenti dichiarazioni di Rouhani ha detto: “Se il governo si troverà ‘disarmato’ verrà ‘umiliato’ e si ‘arrenderà’ ai nemici”.

Il 22 Giugno Rouhani, proseguendo con le lotte intestine per il potere tra le fazioni, con un attacco implicito e tattico verso l’IRGC aveva detto: “Parte dell’economia era nelle mani di un governo ‘disarmato’ e noi l’abbiamo consegnata ad un governo ‘armato’. Questa non è economia e privatizzazione. Loro hanno ancora paura del governo disarmato, figuriamoci di un ‘governo armato’ al quale abbiamo dato il controllo dell’economia. Un governo che aveva anche i media e tutto il resto e con cui nessuno osava competere”.

Quando Rouhani, ha detto “un governo armato” intendeva il governo di Mahmoud Ahmadinejad, ex-presidente del regime, che aveva permesso all’IRGC di controllare la maggior parte dell’economia iraniana.

In risposta alle dichiarazioni di Rouhani, Mohammad Ali Ja’fari, comandante in capo dell’IRGC ha detto: “Noi non abbiamo paura di questi rimproveri”, e ha dichiarato: “Loro possono presentarci come quelli armati, sì noi siamo armati e ancora di più possediamo i missili che spezzano il nemico e li usiamo contro il nemico per proteggere il regime, … e per proteggere la sicurezza dell’Iran islamico. Noi crediamo che un governo che non ha armi verrà ‘umiliato’ e alla fine ‘si arrenderà’ ai nemici”.

Il comandante in capo dell’IRGC ha continuato ad attaccare Rouhani chiamandolo “ingiusto” e ha detto: “L’attacco ingiusto contro le Guardie Rivoluzionarie fa venire un’idea in mente, che ci siano altri obbiettivi dietro questo attacco, ma noi dobbiamo restare in silenzio per mantenere l’unità”.

“I signori… hanno scattato foto-ricordo dei progetti di sviluppo creati dall’IRGC, nonostante debbano miliardi di dollari (all’IRGC) per questi progetti e poi parlano ingiustamente”, ha aggiunto.

In un’intervista all’agenzia di stampa FARS affiliata all’IRGC, il 27 Giugno Ahmad Khorshidi Azad, capo di una banda chiamata “Il popolo servitore della rivoluzione, aveva attaccato Rouhani dicendo: “Alcuni non sanno che il governo attualmente deve 32.000 miliardi di toman (circa 10 miliardi di dollari) alla ditta di costruzioni (dell’IRGC), Khatam-ol-Anbiya e ogniqualvolta non riescono a finire i loro progetti di sviluppo e vengono presi dalla disperazione, vanno nelle sue sedi”.

I conflitti e le lotte intestine tra i comandanti dell’IRGC e Rouhani, si sono ripetuti frequentemente durante il primo mandato di Rouhani da presidente, negli ultimi quattro anni. Nonostante i comandanti dell’IRGC abbiano ripetutamente attaccato il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), Rouhani considera il JCPOA una grande conquista per l’alleggerimento delle sanzioni, per la spinta che ha dato all’economia e per l’aumento della sicurezza.

Durante la sua recente campagna elettorale per le presidenziali, Hassan Rouhani ha parlato delle azioni dell’IRGC dicendo: “Alcuni sono venuti a mostrare le fotografie di città sotterranee per minacciare il JCPOA. Hanno scritto slogan sui missili per minacciare il JCPOA…”.

Il recente attacco missilistico del regime iraniano su Deir ez-Zor in Siria è diventato l’oggetto di una nuova lotta intestina tra l’IRGC e Rouhani. Mentre Rouhani ha dichiarato che l’attacco missilistico di rappresaglia dell’Iran “non è stato una decisione di un individuo o di un organo militare”, ma che “tali decisioni vengono prese dal Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale del regime”, l’IRGC ha detto in un comunicato, che l’attacco è stato “coordinato dal quartier generale delle forze armate al comando del leader supremo”.

Nell’ammettere l’esistenza di discordanze e divisioni all’interno del regime e riferendosi al regime come alla nazione dell’Iran, il comandante dell’IRGC ha detto: “In una situazione in cui la nazione dell’Iran ha bisogno più che mai, dei sacrifici dei suoi soldati, del potere e dell’autorità delle sue armi e dei suoi missili, l’ingiusto attacco alle Guardie Rivoluzionarie fa venire un’idea in mente e cioè che ci siano altri obbiettivi dietro questo attacco. Ma noi dobbiamo restare in silenzio per mantenere l’unità. Sentiamo che queste dichiarazioni mirano a creare false bipolarità, un’evasione e una fuga dagli obblighi, anche se questi metodi non funzionano più”.

Nel frattempo Ali Akbar Kalantari, membro dell’Assemblea degli Esperti del regime, in un’intervista all’agenzia di stampa FARS, parlando della nuova legge del Senato americano ha detto: “L’esperienza ci ha dimostrato che ogniqualvolta siamo arretrati, il nemico si è sentito incoraggiato ed è diventato più forte nelle sue azioni”.

 

 

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