
Il discorso del Segretario di NTC alla conferenza della Resistenza Iraniana a Parigi il 9 febbraio
Signora Presidente, colleghi e amici della Resistenza Iraniana,
sono ormai oltre quindici anni che ci conosciamo e che ci frequentiamo quindi posso dire che non mi considero un invitato a queste vostre riunioni, nostre riunioni e mi sento parte invece di una famiglia; per me voi siete fratelli e sorelle come lo si è quando si è parte della stessa famiglia;
però io credo che ognuno di noi che siamo qui oggi che siamo non membri della resistenza iraniana, che siamo parlamentari sostenitori della resistenza iraniana dobbiamo chiederci, ognuno di noi si deve chiedere, chi siamo e cosa facciamo; io credo che ognuno di noi costituisca una speranza, rappresenti e ispiri fiducia e infonda coraggio nei confronti di coloro i quali non hanno speranza e lottano in Iran, nei confronti dei resistenti, dei militanti di giustizia e di libertà che lottano in Iran, perché se noi costituiamo speranza per loro, se noi infondiamo loro coraggio e ispiriamo loro fiducia io credo che noi li stiamo aiutando nella loro lotta di liberazione, perché c’è un legame strettissimo tra quello che noi militanti di giustizia e di libertà nei nostri paesi facciamo in Europa e quello che in Iran fanno i resistenti e i militanti di giustizia e libertà.
Io sono convintissimo che c’è questo stretto legame tra quello che noi siamo e che noi facciamo e abbiamo fatto in questi decenni e quello che sta accadendo in Iran. Esiste una riprova direi inaspettata, insospettabile, autorevole di questo stretto legame fra noi resistenza iraniana fuori dall’Iran e la resistenza iraniana che in Iran si sta facendo, e questo riconoscimento viene, ripeto, da una fonte insospettabile, non pensavamo che avvenisse, che è lo stesso regime iraniano che dice :” Quello che qui accade accade perché viene ispirato, guidato, organizzato dai Mojahedin del popolo”. E’ un riconoscimento, prima vi consideravano e ci consideravano, tant’è che ci mettevano nelle liste nere, dei terroristi, ora ci riconoscono invece come gli ispiratori, gli organizzatori della lotta del popolo iraniano.
Io voglio essere molto chiaro su questo, è facile dire: “ Io sto dalla parte del popolo iraniano”; spesso accade, chi non osa dichiararsi contro la repubblica islamica, contro il regime dei mullah, si mette la coscienza a posto, dice: “ Io sto dalla parte del popolo iraniano”; bisogna invece dire: “Io sto dalla parte della resistenza iraniana, io sto dalla parte del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana”. Noi siamo dalla parte della Resistenza Iraniana, potrei dire ancora di più, noi siamo parte della Resistenza Iraniana.
Lei ha un compito, signora Rajavi, straordinario, e speriamo di alleviare questo peso della sua responsabilità con il nostro aiuto ed essendo anche noi parte della Resistenza Iraniana. I suoi dieci punti, il suo programma in dieci punti, sono una visione del nuovo Iran che noi tutti desideriamo, che noi tutti vogliamo: è una visione: guardi che i veri riformatori, coloro i quali cambiano le cose esistenti, la realtà esistente, il mondo in cui vivono, sono i visionari, non sono i realisti, i cosiddetti pragmatici, non è la realpolitik che muta le cose, sono coloro i quali hanno una visione del nuovo, del possibile, e avendo questa visione, nella coerenza del pensarla, sentirla e di conseguenza agire in coerenza con quella visione creano la realtà, i veri realisti, gli autentici realisti sono i visionari, lei lo è e lo è in maniera coerente tra modo di pensare modo di sentire e modo di agire; questa è la sua forza ma è la forza di tutti coloro i quali le cose le vogliono cambiare.
Io mi prendo un impegno, io faccio parte, certo, dell’organizzazione contro la pena di morte “Nessuno tocchi Caino” ma ho delle responsabilità anche nel Partito Radicale non violento transnazionale transpartito, stiamo raccogliendo le adesioni anche dei parlamentari, qui ce ne sono molti che sono anche iscritti al Partito Radicale, abbiamo aperto una campagna di iscrizioni per questo anno per questo 2018: il mio impegno è che ogni iscritto parlamentare al Partito Radicale sia anche iscritto, impegnato con voi nella Resistenza Iraniana, è un modo per supplire alla vergogna dei nostri governi, della nostra Europa, della nostra Italia complice del regime iraniano; ebbene se invece i rappresentanti del popolo, i parlamentari, fanno parte della Resistenza Iraniana io credo che daremo forza e potremo considerarci non genericamente dalla parte del popolo iraniano: l’unico modo per essere dalla parte del popolo iraniano è essere parte della Resistenz Iraniana.
