mercoledì, Novembre 30, 2022
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Scoperti legami con l’Iran ed Hezbollah negli attacchi dell’ISIS in Arabia Saudita

Il regime iraniano potrebbe aver diretto l’attacco terroristico di venerdì in Arabia Saudita, riferisce il giornale Al-Watan citando la scoperta di una sostanza altamente esplosiva, l’RDX, contenuta nella cintura utilizzata dal terrorista suicida.

“E’ stata scoperta una possibile relazione con questa sostanza, l’RDX, che gli alleati di Tehran hanno cercato di contrabbandare in Arabia Saudita due settimane fa”, ha detto il quotidiano saudita.

Rispondendo ad una domanda su questa possibile relazione, il portavoce della sicurezza del Ministero degli Interni saudita, il Maggiore Generale Mansour al-Turki  ha detto: “La possibilità esiste. Ma stiamo aspettando i risultati delle indagini in corso sui due casi”.

Intanto il Ministero degli Interni saudita ha rivelato i dettagli delle due operazioni più recenti dell’ISIS in Arabia Saudita, ha riferito la Saudi Press Agency (SPA).

Secondo il comunicato del ministero, l’ultimo attacco del gruppo è stato compiuto venerdì da un terrorista che si è fatto saltare in aria in una moschea del villaggio di Al-Gudayh, nella provincia di Qatif, nella zona orientale della regione, uccidendo 21 fedeli e ferendone più di 100.

Il secondo attacco è stato compiuto dalla una cellula composta da cinque persone, che hanno ucciso il comandante di una pattuglia in servizio a sud di Riyadh 16 giorni fa.

Il portavoce del Ministero degli Interni saudita sabato sera ha rivelato l’identità dell’attentatore della moschea, Saleh bin Abdulrahman Al-Qash’ami, un cittadino saudita ricercato già da un anno come membro attivo di una “cellula terroristica affiliata all’ISIS’ della quale finora sono stati arrestati 26 membri, tutti sauditi.

“I tests di laboratorio hanno rivelato che il materiale usato nell’attentato è RDX”, ha detto il portavoce, aggiungendo che una cellula terroristica di cinque membri è riuscita ad uccidere il capo della pattuglia del dipartimento per la sicurezza delle strutture, mutilandone anche il corpo dandogli fuoco.

Il portavoce del ministero ha detto che due fucili Kalashnikov, usati nell’attacco e altri tre fucili con 14 caricatori, nove pistole con 12 caricatori, armi con baionette, 230 kg. di nitrato di alluminio e nitrato di potassio e dei volantini, sono stati sequestrati in una fattoria nella provincia di Al-Gasab utilizzata come base dalla cellula terroristica.

Altri 21 membri della cellula terroristica, che condividono molti ruoli per contribuire a diffondere le idee dell’ISIS nel Regno, sono stati arrestati, ha detto il portavoce, aggiungendo che tutti facevano propaganda per l’organizzazione, reclutavano i giovani, raccoglievano denaro per finanziare le loro operazioni, sorvegliavano i movimenti degli uomini della sicurezza, raccoglievano informazioni sui siti cruciali e fornivano rifugio ai ricercati, tra i quali vi erano anche gli autori dell’attacco di venerdì alla moschea.

 

 

 

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