lunedì, Gennaio 30, 2023
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Iran: decine di celebri politici americani smontano la dichiarazione anti-MEK di Malley

In una dichiarazione congiunta, 23 celebri personalità politiche americane hanno condannato la dichiarazione piuttosto patetica dell’inviato degli Stati Uniti che calunniava la principale opposizione iraniana, i Mojahedin del Popolo (MEK). La scorsa settimana, Robert Malley, l’inviato speciale degli Stati Uniti per l’Iran, ha rilasciato una dichiarazione che attaccava il MEK ripetendo le logore accuse comunemente usate dal regime iraniano e dai suoi apologeti.
“Nel disperato tentativo di rilanciare il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), l’inviato statunitense Robert Malley ha cercato di placare il governo iraniano screditando pubblicamente uno dei principali gruppi di opposizione del regime”, si legge, fra l’altro, nella dichiarazione dei politici americani.
Evidenziando che “la dichiarazione di Malley ripete a pappagallo le stesse falsità fatte dalla dittatura religiosa che governa l’Iran”, le personalità americane hanno affermato che “il fatto che un alto funzionario americano ripeta tali false affermazioni mentre attivisti del MEK e altri manifestanti vengono brutalmente repressi è oltraggioso e, di fatto, facilita la macchina di uccisioni del regime per le strade e nei campus in tutto l’Iran”.
La dichiarazione dei politici americani è stata presentata con favore da diversi organi di stampa, tra cui Fox News e Just the News. Di seguito il suo testo completo.

Ex alti funzionari statunitensi respingono la dichiarazione dell’ufficio di Robert Malley sull’opposizione iraniana
• Guidata da Maryam Rajavi, la piattaforma CNRI si basa sui principi della democrazia e della libertà religiosa. Questi sono gli stessi obiettivi che ora risuonano nelle proteste e sotto gli spari in tutto l’Iran.
• Le autorità iraniane hanno identificato membri del MEK nelle Unità di Resistenza come “guide” delle proteste. Molti sono stati arrestati e molti uccisi.
• Screditare l’opposizione organizzata dell’Iran è parte della politica di accondiscendenza con il regime dei mullah.
• Diffondere menzogne contro il MEK mentre loro e i loro compagni che manifestano vengono brutalmente repressi è oltraggioso.
• La dichiarazione del signor Malley ripete a pappagallo le stesse falsità diffuse dalla dittatura religiosa al potere in Iran.
• Ripetere tali false affermazioni contro il MEK facilita la macchina per uccidere del regime nelle strade e nei campus in tutto l’Iran.
• Il MEK e il CNRI non hanno bisogno dell’appoggio di Malley per continuare la loro eroica lotta per la libertà insieme con altri dissidenti iraniani.
Nel disperato tentativo di rilanciare il Piano d’Azione Globale Congiunto sul nucleare (Joint Comprehensive Plan of Action – JCPOA), l’inviato statunitense Robert Malley ha cercato di placare il governo iraniano screditando pubblicamente uno dei principali gruppi di opposizione del regime. Attraverso il suo funzionario per le relazioni pubbliche, il 14 novembre Malley ha rilasciato una dichiarazione che includeva questi commenti:
Mentre gli Stati Uniti hanno revocato la designazione del MEK come organizzazione terroristica straniera nel settembre 2012, gli Stati Uniti non vedono il MEK come un movimento di opposizione democratica praticabile che sia rappresentativo del popolo iraniano. Il Dipartimento di Stato continua a nutrire serie preoccupazioni riguardo al MEK come organizzazione, comprese le accuse di abusi contro i suoi stessi membri.
La dichiarazione del signor Malley, almeno in apparenza, era una risposta al regime iraniano che accusava falsamente il governo degli Stati Uniti di addestrare membri dei Mujahedin-e Khalq (MEK) nelle comunicazioni informatiche nel loro complesso in Albania. Piuttosto che accontentarsi di negare l’affermazione iraniana, il signor Malley ha visto un’opportunità per placare il regime con queste accuse false e denigratorie.
Comprendiamo che la missione principale del signor Malley in Iran è resuscitare il JCPOA.
Ciò che il signor Malley deve capire è che la sua azione, intrapresa mentre decine di migliaia di donne e uomini iraniani stanno combattendo e morendo per la libertà dalla tirannia, è un flagrante tradimento sia del popolo iraniano sia di un principio fondamentale che il nostro Paese onora da tempo.
La dichiarazione del signor Malley ripete a pappagallo le stesse falsità diffuse dalla dittatura religiosa che governa l’Iran. Infatti, tra le legioni di coraggiosi iraniani che si sono sollevati contro il regime nelle ultime settimane ci sono membri del MEK che operano nelle cellule della resistenza. Le autorità iraniane li hanno identificati come “guide” delle proteste. Molti sono stati arrestati e molti uccisi. Il regime iraniano ha costantemente incolpato gli agenti del MEK come provocatori e ha affermato che l’ondata crescente di disordini è correlata alle attività informatiche, mediatiche e organizzative dirette del MEK.
Si può ragionevolmente non essere d’accordo su elementi della politica statunitense nei confronti di Teheran. Tuttavia, non c’è posto per la chiara disonestà e per la condiscendenza con il regime. Il commento del signor Malley sulle accuse di maltrattamento dei membri del MEK per mano della loro stessa dirigenza è un’altra palese ripetizione della propaganda del regime iraniano. Diversi alti ufficiali dell’esercito americano assegnati al campo originale di Ashraf in Iraq sentirono la stessa calunnia, condussero ispezioni e indagini senza preavviso sulle accuse e determinarono che si trattava di menzogne generate da Teheran.
Personale diplomatico statunitense visitò i due campi del MEK in Iraq prima che i loro residenti si trasferissero in Albania, e da allora ha visitato il loro nuovo complesso. Allo stesso modo, la maggior parte dei firmatari di questa dichiarazione, se non tutti, hanno visitato il campo albanese e vi hanno interagito direttamente con i membri del MEK. In Albania, come prima in Iraq, non c’è alcuna prova credibile di eventuali problemi di diritti umani all’interno del MEK.
Inoltre, non sembra che il signor Malley capisca che il MEK non è che un’organizzazione all’interno del National Council of Resistance of Iran (NCRI). Guidata dalla signora Maryam Rajavi, la piattaforma del CNRI si basa sui principi della democrazia e della libertà religiosa. La signora Rajavi ha pubblicamente sostenuto un Iran libero e democratico di fronte agli omicidi del regime, ai rapimenti, agli attentati terroristici e alla disinformazione. La signora Rajavi e il CNRI hanno incessantemente chiesto la creazione di istituzioni democratiche laiche con suffragio universale in Iran, la piena emancipazione delle donne e delle minoranze e una nazione non nucleare riconciliata con una pacifica comunità internazionale. Questi sono gli stessi obiettivi che ora risuonano nelle proteste e sotto gli spari in tutto l’Iran.
Il MEK e il CNRI non hanno bisogno dell’approvazione di Malley per continuare la loro eroica lotta per la libertà insieme ad altri dissidenti iraniani, ma il suo attacco personale al principale gruppo di opposizione che condivide i principi americani dei diritti umani e della rappresentanza democratica mina pericolosamente la credibilità dell’intera opposizione democratica.
Il signor Malley per sua convenienza ignora i seguenti fatti sul governo che sta cercando di abbracciare. Non c’è ancora alcuna giustizia per l’attacco terroristico con esplosivi del 1996 alle Khobar Towers che uccise 19 aviatori americani. Nel 2018 il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha pubblicato un rapporto che attribuiva direttamente all’IRGC la morte di oltre 600 operatori americani in Iraq. Nel 2020, un attacco missilistico iraniano ha preso di mira una struttura militare statunitense in Iraq e ferito gravemente il personale americano in uniforme. Il governo albanese ha espulso diplomatici iraniani per complotti terroristici contro membri del MEK che vivono in quel Paese. Le autorità tedesche, francesi e belghe hanno indagato, processato e condannato un diplomatico iraniano per un atto di terrorismo diretto dallo Stato per il suo tentativo di colpire con una bomba nel 2018 una manifestazione del CNRI fuori Parigi, alla quale erano presenti molti americani e membri dell’Unione Europea.
Oggi il popolo ucraino è soggetto al bombardamento con centinaia di droni di fabbricazione iraniana contenenti componenti americane ottenute illegalmente. L’indignazione internazionale è stata accolta principalmente con il silenzio americano. Quali ulteriori atti di condiscendenza intende offrire il signor Malley per riportare le sue controparti iraniane al tavolo dei negoziati?
Assistere a un alto funzionario americano che ripete tali false affermazioni mentre il MEK e altri manifestanti vengono brutalmente repressi è oltraggioso e, di fatto, facilita la macchina per uccidere del regime nelle strade e nei campus in tutto l’Iran. Se il signor Malley crede erroneamente che adottare la falsa propaganda anti-MEK del regime convincerà i terroristi a rilanciare i negoziati JCPOA, ha bisogno di essere sollevato da questa importante missione. L’Amministrazione e il Segretario Blinken devono sostenere e rispettare, e non condannare, le migliaia di combattenti per la libertà imprigionati e uccisi in Iran. L’azione sconsiderata del signor Malley favorisce la soppressione della libertà e della democrazia in Iran.
Ambassador J. Kenneth Blackwell – Former U.S. Representative to United Nations Human Rights Commission
Colonel (Ret.) Thomas Cantwell – Former Ashraf Commander, Iraq
Hon. Linda Chavez – Former Assistant to the President for Public Liaison; Chairman of the Center for Equal Opportunity
Colonel (Ret.) John Cirafici – Former Defense Attaché, Algiers
General (Ret.) James Conway – Former Commandant U.S. Marine Corps
Lt. General (Ret.) David Deptula – Former Chief of Intel, Surveillance, and Reconnaissance, U.S. Air Force
Professor Alan Dershowitz – Professor of Law, Harvard Law School
Hon. Louis J. Freeh – Former Director of FBI
Hon. Newt Gingrich – Former Speaker of the U.S. House of Representatives.
General (Ret.) James L. Jones – Former USMC Commandant, NATO Commander, National Security Advisor to the President
Hon. Robert Joseph – Former Under Secretary of State for Arms Control and International Security
Hon. Patrick Kennedy – Former U.S. Congressional Representative, Rhode Island
Hon. Joseph I. Lieberman – Former U.S. Senator, Connecticut
Colonel (Ret.), U.S. Army Wes Martin – Former Senior Antiterrorism Officer of Coalition Forces, Iraq
Colonel (Ret.) Gary Morsch – Former Senior Medical Officer at Ashraf, Iraq
Hon. Michael B. Mukasey – Former U.S. Attorney General
Brig. General (Ret.) David D. Phillips – Former U.S. Army Military Police Commandant
Hon. Ted Poe – Former U.S. Congressman, Texas
Hon. John Sano – Former Deputy Director of CIA National Clandestine Service
Professor Ivan Sascha Sheehan, Ph.D. – Executive Director School of Public and International Affairs, Univ of Baltimore
Hon. Eugene R. Sullivan – Retired Federal Judge
Hon. Robert Torricelli – Former U.S. Senator, New Jersey
General (Ret.) Charles (Chuck) Wald – Former Deputy Commander U.S. European Command

 

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