lunedì, Gennaio 30, 2023
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Parlamentari italiani di Senato e Camera dei Deputati sostengono la rivolta del popolo iraniano per una Repubblica democratica, ricordando gli obblighi morali e politici dell’Europa

In un evento organizzato dal Comitato interparlamentare per un Iran Libero al Senato italiano, dal titolo “La rivolta in Iran per una Repubblica democratica – Obblighi morali e politici dell’Europa”, senatori e deputati italiani hanno partecipato a un incontro virtuale con la leader dell’opposizione e presidente-eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran (CNRI), la signora Maryam Rajavi, mercoledì 7 dicembre, e hanno discusso i possibili passi per sostenere la rivolta popolare guidata dalle donne in Iran.
Hanno accolto con favore le recenti sanzioni e le proteste diplomatiche dell’UE in risposta alla violenta repressione in Iran e hanno elogiato l’impegno del nuovo governo italiano a chiedere conto al regime di Teheran della sua sanguinosa repressione delle proteste.
Tenutasi in concomitanza con la Giornata dello Studente in Iran, che segna un punto importante per la rivolta in corso da 83 giorni nel Paese, la conferenza ha evidenziato la violenta soppressione dei diritti delle donne e la violenza di Stato contro le donne mostrate dalla tragica morte di Mahsa Jina Amini durante la detenzione da parte della “polizia morale”, che ha scatenato la rivolta contro il regime.
Ha introdotto il convegno il senatore Marco Scurria, segretario della Commissione Politiche dell’Unione Europea del Senato italiano. Dopo avere spiegato il Piano in 10 punti della presidente-eletta del CNRI Maryam Rajavi per un futuro Iran, ha presentato la signora Rajavi come relatrice principale, in videoconferenza.
La signora Rajavi ha ringraziato il Comitato Interparlamentare per l’invito e i senatori e deputati per il loro sostegno alle donne e al popolo dell’Iran. Notando che da lunedì la nazione iraniana è in crescente insurrezione con scioperi diffusi con lo slogan “Morte a Khamenei”, la signora Rajavi ha affermato: “Credo che l’Italia possa essere all’avanguardia nell’aiutare il popolo iraniano contro un regime i cui crimini hanno attraversato i confini dell’Iran e preso di mira l’Europa. I droni del regime stanno uccidendo anche la gente di questo continente”.

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Dopo aver detto che tutti gli sviluppi confermano che il regime ha raggiunto il punto di non ritorno ed è nella sua fase finale, la signora Rajavi si è rammaricata del fatto che “l’attuale politica dell’Unione Europea sembra essere il prodotto di una valutazione irrealistica secondo cui i mullah possono contenere la rivolta e continuare il loro dominio vacillante.
Lo stesso errore commesso dall’Occidente durante il periodo dello scià si sta ripetendo ora. La dittatura dello scià, che vantava un esercito di 600.000 uomini e ben equipaggiato, non ha resistito alla volontà del popolo iraniano. Lo stesso è vero oggi. Né il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), né i suoi missili e droni, il terrorismo e i crimini in Iraq, Libano, Siria e Yemen salveranno Khamenei”.
La signora Rajavi ha formulato ciò che l’Italia può precisamente intraprendere:
• Frenare gli sforzi del regime per ottenere la bomba atomica; l’indicatore più importante è il rafforzamento delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Due Stati dell’Unione Europea e quattro del G7 possono farlo. L’Italia fa parte di entrambi i gruppi.
• Votare per espellere il regime dalla Commissione delle Nazioni Unite sulla Condizione delle Donne (CSW) alla riunione del 14 dicembre dell’ECOSOC.
• Assumere la guida di un’iniziativa per espellere il regime iraniano dall’UNICEF per avere ucciso bambini, imprigionato e torturato centinaia di adolescenti sotto i 18 anni.
• Designare le Guardie Rivoluzionarie come entità terroristica. Il Senato può impegnare il governo a perseguire questo obiettivo adottando una risoluzione vincolante.
Il senatore Giulio Terzi, ex ministro degli Esteri italiano e presidente della Commissione Politiche dell’Unione Europea del Senato, ha dichiarato: “Dirigenti politici, think tank, premi Nobel, politici, tutti possono contribuire a questo movimento. Il Piano in 10 punti della signora Rajavi chiarisce cosa può diventare l’Iran. Il regime sta perdendo potere. La signora Rajavi ci ha detto che il numero delle vittime è enorme. Le azioni del regime sono incredibili, soprattutto contro i sostenitori del MEK. Sappiamo che il regime ha giustiziato 30.000 dei suoi sostenitori sulla base di una fatwa”.
“È molto importante avere una reazione a nome del nostro popolo e delle nostre istituzioni. Il regime sta cercando di ingannare l’Occidente affermando di avere abolito la polizia morale, ma non è vero. La polizia continua ad attaccare le donne che mostrano solo qualche ciocca di capelli. Il popolo iraniano non sta fermando la sua rivoluzione. Stiamo vedendo cosa è successo negli ultimi anni con tutte le altre rivolte”.
On. Antonio Tasso ha detto: La Presidente Maryam Rajavi rappresenta questa speranza, perché propone un progetto moderato e progressista, di contrapposizione al fondamentalismo islamico. Una donna che porta il velo per scelta e ha sempre difeso, su questo tema, le libere scelte di ogni donna iraniana.
I relatori hanno ribadito le osservazioni della signora Rajavi in merito alle richieste del popolo iraniano e alla ricerca di un cambio di regime e hanno esortato il governo italiano a riconoscere questa realtà sostenendo il diritto delle donne e del popolo iraniano a difendersi dalla repressione statale e ad istituire un futuro governo che rappresenti veramente la società e il popolo.
Elisabetta Gardini, deputata; Alessandra Maiorino, senatrice; Dario Parrini, senatore; Luana Zanella, deputato; Antonio Tasso, deputato; ed Elisabetta Zamparutti, dell’associazione “Nessuno tocchi Caino”, sono stati tra gli altri relatori dell’evento.

Comitato interparlamentare per un Iran libero
Roma 7 dicembre 2022

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