giovedì, Dicembre 8, 2022
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Delegazione tedesca incontra Maryam Rajavi nella sua residenza in Francia

Il 18 gennaio, numerosi politici tedeschi hanno incontrato Maryam Rajavi, la Presidente-eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran (CNRI) nella sua residenza ad Auvers-sur-Oise, a nord-ovest di Parigi.
La delegazione era guidata dalla professoressa Rita Süssmuth, ex presidente del Parlamento federale tedesco (Bundestag), e comprendeva ex membri del Parlamento federale, il sindaco di Francoforte, Martin Patzelt, e Stephanie Bung, vicepresidente dei Cristiano-Democratici (CDU).
Oltre 10 anni fa, parlamentari e personalità tedesche furono attivi nella campagna per proteggere i membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran (OMPI/MEK) prima che si trasferissero in Albania nel 2012 dall’Iraq. Dopo il trasferimento, la professoressa Süssmuth ha anche effettuato diversi viaggi ad Ashraf-3, in Albania, per incontrare i membri del MEK.
In questo incontro con Maryam Rajavi, la professoressa Süssmuth ha lodato la Resistenza iraniana e la sua campagna continua contro la repressione e le esecuzioni in Iran e ha riassicurato che il Parlamento tedesco continuerà a sostenere questo impegno.
Ha discusso dei ruoli delle donne all’interno della Resistenza iraniana e ha elogiato la signora Rajavi “per aver compiuto grandi passi avanti verso l’avanzamento e la promozione delle donne all’interno dei ranghi della Resistenza”.
Durante l’incontro si è discusso anche del nucleare del regime iraniano. Il signor Patzelt, riferendosi alle rivelazioni fatte dalla Resistenza sul programma nucleare di Teheran, ha detto: “Se sosteniamo la vostra lotta, è perché questa è la nostra lotta. Voi cercate di impedire l’accesso del regime alle armi nucleari, e questo è ciò che vogliono tutti nel mondo. Avete creato un fronte internazionale contro il fondamentalismo, e questo è molto importante e cruciale”.
La signora Rajavi ha elogiato la professoressa Süssmuth per i suoi sforzi nel proteggere i residenti di Camp Ashraf e nel sostenere la democrazia e i diritti umani in Iran.
Ha affermato: “Ora che il regime non può attaccare i Mojahedin come ha fatto in Iraq, ha intensificato la sua campagna terroristica e di demonizzazione contro l’OMPI/MEK all’estero”.

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