sabato, Novembre 26, 2022
HomeNotizieResistenza IranianaRapporto sull'Iran: Un'analisi dei tre anni di presidenza Rouhani

Rapporto sull’Iran: Un’analisi dei tre anni di presidenza Rouhani

CNRI – Anche se si afferma che Hassan Rouhani stia dirigendo un governo moderato, da presidente dell’Iran, la realtà è molto diversa. Quella che segue è una breve analisi del suo operato nei suoi primi tre anni di presidenza dal Giugno 2013 alla fine di Maggio 2016. 

Diritti umani

• Oltre 2.400 esecuzioni sono state compiute in tre anni, più che in qualunque altro periodo simile degli ultimi 25 anni. Tra le vittime ci sono dissidenti politici come Gholamreza Khosravi, un attivista del principale movimento di opposizione iraniano, l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI o MEK ), impiccato unicamente per aver fornito aiuto economico alla stazione televisiva satellitare che sostiene l’opposizione. 

• Il 20 Aprile 2014 Rouhani ha definito le esecuzioni “applicazione dei comandamenti di Dio” e “leggi del parlamento che appartiene al popolo”.

• A Marzo 2015, Ahmed Shaheed, l’Inviato Speciale dell’ONU per i Diritti Umani in Iran ha dichiarato che, nonostante si affermi che Rouhani sia un moderato, “la situazione complessiva è peggiorata” per quanto riguarda i diritti umani in Iran.

• Il 10 Marzo 2016, Shaheed ha detto, in un rapporto al Consiglio dell’ONU sui Diritti Umani, che le esecuzioni in Iran sono schizzate a quasi 1000 nel 2015, il livello più alto in oltre un quarto di secolo. Il numero delle esecuzioni nel 2015 è stato quasi il doppio rispetto al 2010 e 10 volte di più che nel 2005.

•Amnesty International nel suo rapporto annuale ha sottolineato che l’Iran ha il più alto numero di esecuzioni pro-capite di tutto il mondo.

• L’Iran resta uno dei pochi paesi che continuano a giustiziare i minorenni. Il 14 Ottobre 2015 Amnesty International ha annunciato: “L’esecuzione di due delinquenti minorenni in soli pochi giorni è una presa in giro al sistema giudiziario minorile iraniano”. Il 19 Ottobre il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha condannato l’esecuzione dei due minori ed ha espresso la sua preoccupazione per l’aumento delle esecuzioni in Iran.

• L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani il 31 Maggio ha condannato “la vergognosa” fustigazione di 35 ragazzi e ragazze avvenuta in Iran una settimana prima, dopo che erano stati sorpresi tutti insieme ad una  festa di laurea a Qazvin, città a nord-ovest di Tehran. Secondo i media ufficiali, gli studenti sono stati arrestati il 26 Maggio, interrogati e condannati a 99 frustate ciascuno. Nel suo comunicato l’organo dell’ONU per i diritti umani ha detto alle autorità iraniane che “infliggere questa pena crudele, disumana e degradante, che si può paragonare alla tortura, è assolutamente sproporzionato e vergognoso”. Inoltre ha ricordato che anche 17 operai sembra siano stati fustigati nella provincia occidentale dell’Azerbaijan iraniano a Maggio per aver protestato contro il licenziamento di 350 operai di una miniera d’oro.

• A Maggio 2016 Nazanin Zaghari-Ratcliffe, una madre irano-britannica ed operatrice benefica, è stata arrestata dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche del regime iraniano (IRGC), separata dalla sua bambina di un anno e detenuta senza accuse in isolamento.

• Agli appartenenti alle minoranze etniche e religiose continua ad essere negato un giusto processo e vengono giustiziati in maggior numero rispetto agli altri iraniani. Secondo un rapporto di Amnesty International datato 26 Agosto 2015, Behrouz Alkhani, 30 anni, appartenente alla minoranza curda iraniana, è stato giustiziato nonostante fosse in attesa della sentenza di appello della Corte Suprema.

• Rouhani ha proseguito la repressione contro i cristiani iraniani, arrestandone molti solo perché si erano riuniti per pregare. Il regime iraniano ha arrestato un gruppo di cristiani iraniani praticanti il giorno di Natale, in una chiesa domestica nella città di Shiraz, Iran meridionale. Il gruppo si era riunito il 25 Dicembre per celebrare questa festa religiosa, quando agenti in borghese del famigerato Ministero dell’Intelligence e della Sicurezza (MOIS) del regime iraniano hanno fatto irruzione nello stabile.

• L’Iran è uno dei più grossi acquirenti di attrezzature per il filtraggio e la censura di internet. Inoltre blocca circa cinque milioni di siti web dedicati alle arti, alle notizie e alle questioni sociali e fa di tutto per filtrare i contenuti dei blogs e dei social media.

• La misoginia è il fulcro del potere teocratico del regime iraniano. Ad Ottobre 2014 bande organizzate affiliate al regime, hanno aggredito con l’acido donne e ragazze iraniane nella più totale impunità. Queste bande criminali legate al regime iraniano hanno aggredito con l’acido almeno 25 donne nelle città di Isfahan, Kermanshah e Tehran.

• Ad Ottobre 2014, nel totale disprezzo degli appelli internazionali, il regime iraniano ha giustiziato Rayhaneh Jabbari, una ragazza di 26 anni il cui crimine era stato quello di difendersi da un agente dell’intelligence che aveva tentato di violentarla. Amnesty International ha definito questa esecuzione “un’altra macchia di sangue sulla storia dei diritti umani in Iran”.

• A Dicembre 2015, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha condannato la palese violazione dei diritti umani praticata dal regime iraniano. La risoluzione ha criticato l’impiego da parte del regime iraniano di pene disumane come la fustigazione e l’amputazione. La 61a risoluzione sulle violazioni dei diritti umani in Iran ha anche condannato la dittatura dei mullah per l’aumento delle esecuzioni, delle impiccagioni pubbliche e delle esecuzioni dei minorenni.

Armi di Distruzione di Massa

• Il vice-Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate iraniane ha affermato a Maggio che Tehran ha eseguito un test di lancio di “un missile balistico ad alta precisione con una portata di 2000 chilometri”, una violazione della risoluzione 2231 delle Nazioni Unite che vieta al regime iraniano di lanciare qualunque missile in grado di trasportare una testata nucleare.

• Il regime iraniano ha testato un missile balistico in grado di trasportare un’arma nucleare il 12 Ottobre 2015. Una Commissione di Esperti sull’Iran del Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha detto a Dicembre, in un rapporto confidenziale, che il lancio dimostrava che il missile aveva tutte le caratteristiche per essere considerato in grado di trasportare un’arma nucleare. “Sulla base della sua analisi la Commissione conclude che il lancio dell’Emad sia una violazione dell’Iran del paragrafo 9 della risoluzione 1929 del Consiglio di Sicurezza”, ha detto la commissione.

• Il regime iraniano ha eseguito un altro test sui missili balistici il 21 Novembre. Il missile a propellente liquido aveva una portata di 1.900 km (1.180 miglia), ed era in grado di trasportare una testata nucleare.

• Tehran ha condotto tests sui missili per due giorni consecutivi all’inizio di Marzo 2016, lanciando due missili che, è stato detto, hanno colpito obbiettivi distanti 850 miglia e che erano in grado di raggiungere Israele.

• In una lettera al ministro della difesa del 31 Dicembre 2015, Rouhani ha ordinato un ampliamento del programma missilistico del regime iraniano. “… Le forze armate devono aumentare velocemente e considerevolmente la loro capacità missilistica”, ha scritto Rouhani in una lettera al ministro della difesa Hossein Dehghan, pubblicata dall’agenzia di stampa ufficiale IRNA.

Supporto continuo al terrorismo ed esportazione dell’estremismo islamico

• Il regime iraniano è il principale colpevole del prolungarsi della carneficina in Siria. Giorno per giorno l’Iran sta aumentando il suo coinvolgimento nel conflitto che infuria in Siria. È ormai evidente che il regime iraniano è la forza che sta invadendo la Siria e se non fosse stato per il totale supporto del regime iraniano al dittatore siriano Bashar al-Assad, questi sarebbe stato rovesciato molto tempo fa e la situazione nel paese sarebbe stata completamente differente. Le Guardie Rivoluzionarie hanno inviato finora un totale di oltre 70.000 truppe di terra, formate da 10.000 membri della famigerata forza Quds, più decine di migliaia di soldati di fanteria e mercenari dall’Afghanistan, Iraq, Libano e Pakistan. Tehran ora è talmente coinvolto nel sostenere il crudele regime di Assad che è stato persino inviato in Siria un battaglione dell’esercito iraniano formato dai “Berretti Verdi” dei mullah.

• Il 2 Gennaio 2016, alcuni agenti del regime hanno saccheggiato e dato alle fiamme l’ambasciata dell’Arabia Saudita a Tehran. Hanno anche attaccato il consolato saudita a Mashhad, Iran nord-orientale.

Il 14 Maggio 2016, il ministro degli esteri Javad Zarif ha ricoperto di lodi l’alto comandante militare di Hezbollah in Siria, morto in un’esplosione a Damasco. “Esprimo le mie condoglianze per il martirio del grande combattente santo Mustafa Badreddine, che era pieno di spirito e di eroismo nella difesa dei giusti valori dell’Islam del popolo combattente del Libano”, ha detto Zarif in un messaggio al leader di Hezbollah Hassan Nasrallah. Le sue dichiarazioni sono state diffuse dai media ufficiali del regime iraniano, come l’agenzia di stampa ufficiale IRNA.

 

• Il 28 Settembre 2015, Rouhani ha detto in un’intervista alla CNN: “In Siria non abbiamo altra soluzione se non quella di rafforzare l’autorità centrale, il governo centrale del paese quale centro del potere”.

• Dopo la conferenza stampa di Rouhani a New York, il 25 Settembre 2015, l’Associated Press ha riferito: “Rouhani ha difeso il governo del Presidente Bashar Assad dalle accuse di brutalità nei confronti dei suoi oppositori. Ha negato qualunque conoscenza dell’utilizzo di ‘barili-bomba’ contro i civili nella guerra civile siriana”.

Economia stagnante, corruzione sfrenata e aumento della protesta e del dissenso

• Nonostante l’accordo sul nucleare l’economia iraniana è nella puù completa stagnazione. Parlando all’agenzia di stampa ufficiale ISNA il 12 Aprile, il vice-ministro degli interni  Morteza Mir-Bagheri, ha ammesso che il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 70% in 1200 città e che si aggira tra il 40 e il 60% in 420 intere regioni di tutto l’Iran.

• Il 17 Maggio 2016, Mohammad Soleimani, un membro del parlamento del regime ha  detto: “Durante la presidenza Rouhani oltre 15.000 unità industriali e manifatturiere sono state completamente chiuse e quelle che restano lavorano a meno del 50% della loro capacità”. Ed ha aggiunto: “In tre anni di presidenza Rouhani il numero dei disoccupati è salito a circa un milione. La situazione del lavoro nel paese attualmente è critica e, come ha detto il ministro del lavoro recentemente ‘ogni cinque minuti una persone diventa disoccupata’”.

• Il malcontento sociale è diventato sempre più evidente. Ci sono sempre più manifestazioni di protesta, scioperi in diversi settori e molti prigionieri politici hanno iniziato lo sciopero della fame.

• Riconoscendo la grave “minaccia” rappresentata dalle recenti manifestazioni e proteste di massa che hanno visto il coinvolgimento di insegnanti, autotrasportatori, venditori ambulanti e sindacalisti, il leader supremo Ali Khamenei, in un recente incontro con gli alti ufficiali della sicurezza, il 17 Maggio ha detto che ulteriori misure repressive in tutto il paese sono ora “una massima priorità”.

Nessun cambiamento nei ruoli-chiave del potere

• Il 24 Maggio Ahmad Jannati, noto esponente religioso nonché uno dei più stretti confidenti del leader supremo Khamenei, è stato nominato a capo della nuova Assemblea degli Esperti. Jannati, 90 anni, è anche presidente del Consiglio dei Guardiani, un organo di controllo che deve approvare le leggi adottate dal parlamento secondo la costituzione fondamentalista del regime. 

 

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,632FollowersFollow
40,364FollowersFollow