mercoledì, Novembre 30, 2022
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Raduno di manifestanti contro il presidente iraniano all’esterno della sede ONU

AP, 22 settembre – Qualche minuto prima che il presidente iraniano Ahmadinejad si rivolgesse all’Assemblea Generale annuale di giovedì, un migliaio circa di Irano-Americani in collera hanno organizzato un raduno di protesta nella Piazza Dag Hammarskjiold davanti alla sede ONU.
 
Alcuni bambini calpestavano un’immagine di Ahmadinejad in mezzo ai cartelloni che ricoprivano il piazzale. “Abbasso la Repubblica Islamica dell’Iran”, si poteva leggere su uno di questi. Bolton, ex ambasciatore all’ONU sotto il mandato di George W. Bush, ha dichiarato alla Associated Press che gli Stati Uniti non hanno saputo porre fine alle torture e al massacro che l’Iran ha inflitto al suo popolo.
 
“Noi siamo in attesa che il nostro impegno verso il popolo iraniano sia mantenuto”, ha poi dichiarato. “Per il momento, l’amministrazione Obama non si muove.” Ha poi affermato che la liberazione, in questa settimana, di due escursionisti americani detenuti in Iran per anni, è stato definito dall’ex ambasciatore: “nulla più che teatro di Broadway.”
 
Alcuni manifestanti si erano ammantati con la bandiera iraniana, mentre altri issavano dei drappi gialli rappresentanti l’opposizione politica iraniana guidata da Maryam Rajavi, capo del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana con sede a Parigi.

I manifestanti affermano che decine di migliaia di simpatizzanti del gruppo di opposizione sono stati giustiziati dal regime.
 
Maryam Rajavi in collegamento via satellite, visibile su uno schermo gigante, ha dichiarato alla folla che Ahmadinejad non rappresenta il popolo iraniano.
 
Ha così esortato l’ONU e gli Stati Uniti a sostenere i popolo iraniano e la sua opposizione organizzata, di cui fanno parte più di 3000 rifugiati, così definiti dall’ONU, e residenti nel campo di Ashraf in Iraq, attaccato per due volte, e con 47 persone uccise e circa 1000 ferite.
 
“Non ci sono dubbi sul fatto che gli Stati Uniti, oggi, abbiano chiaramente abbandonato i loro obblighi internazionali nei confronti di Ashraf.” Ha dichiarato il Presidente Rajavi.
 
Rivolgendosi ai manifestanti, l’ex Segretario di Stato alla Sicurezza Interna, Tom Ridge, ha dichiarato di essere d’accordo con Bolton che la politica del governo Statunitense relativa all’Iran è del tutto inadeguata – in particolare nel modo col quale ha trattato l’OMPI, l’Organizzazione dei Mujaheddin del Popolo dell’Iran, che rappresenta la componente  principale del gruppo di resistenza di Maryam Rajavi.
 
Il Dipartimento di Stato degli USA ha iscritto l’OMPI nella sua lista delle organizzazioni terroriste internazionali, mentre i simpatizzanti dichiarano che il gruppo si oppone ad Ahmadinejad.
 
Il principale responsabile della Sicurezza Interna, Ridge, all’indomani degli attacchi dell’11 settembre, ha dichiarato che iniziava tutte le sue giornate con una lista di minacce potenziali agli Stati Uniti.
 
“Mai, neppure una volta, tra le centinaia e centinaia di minacce potenziali, ho individuato l’OMPI come un’organizzazione terrorista.” Ha affermato Ridge, che pure ha svolto il suo incarico sotto l’amministrazione Bush. “Abbiamo escluso l’OMPI da quella lista molto tempo fa.” Questa posizione è stata ripresa da molti manifestanti, dei quali un drappello ha innalzato una “gabbia” con rotoli di cartoni simboleggianti quella nella quale l’ex presidente egiziano Hosni Mubarak è detenuto durante il suo processo. Al suo interno, un uomo, portava una maschera rassomigliante al supremo dirigente iraniano, l’Ayatollah Khamenei.
 
“Noi speriamo che Khamenei finirà presto dentro una gabbia come questa, fino ad essere giudicato per crimini contro l’umanità.” Ha detto Farid Achkan, 55 anni, dentista newyorchese nato in Iran. 
 
All’ingresso della piazza, è stato messo in scena un “matrimonio” omosessuale che intendeva simulare l’alleanza tra Siria e Iran. Un manifestante interpretava il ruolo dello spodestato Gheddafi, che sovrintendeva alla cerimonia, e che serviva dei dolci gialli agli astanti i quali rappresentavano l’uranio usato per fabbricare ordigni nucleari.

 

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