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Raduna degli iraniani a Auvers-sur-Oise per festeggiare il depennamento dei Mojahedin del Popolo Iraniano

Maryam Rajavi:
• il depennamento dei Mojahedin del popolo dalla lista nera colpisce l’equilibrio politico del regime iraniano e rovescia l’ordine regionale ed internazionale
• gli USA non hanno più scuse per non garantire i diritti dei residenti di Ashraf e Liberty, e devono chiedere il riconoscimento del campo Liberty come uno per i rifugiati e chiedere all’Iraq di consentire la libera uscita dal campo e avere diritto agli avvocati 

I membri e simpatizzanti dei Mojahedin del popolo e i sostenitori della Resistenza Iraniana hanno festeggiato, il 29 settembre, nella sede centrale del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana a Auvers-sur-Oise e in presenza della Maryam Rajavi presidente eletta del CNRI, per la fine della politica di appeasement e d’inserimento ingiusto dei Mojahedin del popolo nella lista dei gruppi terroristici. Nella festa ad Auvers-sur-Oise era allestita anche una mostra delle fotografie dei caduti degli eccidi  ad Ashraf e dei prigionieri politici impiccati dal regime iraniano ed altri caduti in Iran e Iraq con l’alibi della black list. I partecipanti alla festa hanno messo corone di fiori allo stemma dell’organizzazione dei Mojahedin del popolo iraniano.
L’intervento principale era di Maryam Rajavi, ma hanno tenuto il loro discorso anche le personalità provenienti dalla Francia, Belgio, Inghilterra, Svizzera, Danimarca, Svezia, Islanda e dall’Italia.
Gli intervenuti unanime  si sono congratulanti con la presidente del CNRI ed hanno riconosciuto il suo ruolo saggio e determinante soprattutto nei momenti più difficile e drammatici, cosi come hanno ricordato che senza l’eroica resistenza di Ashraf, simbolo di libertà, non ci sarebbe stato alcun successo. 
Gli oratori hanno ribadito la necessità di accantonare completamente la politica di appeasement verso il regime dittatoriale iraniano e riconoscere il CNRI per agevolare il cambio democratico e instaurarsi libertà e sovranità popolare in Iran.
Maryam Rajavi s’è congratulata con il popolo iraniano, in particolare con donne, giovani, prigionieri politici, i familiare dei martiri e con i Mojahedin del popolo ad Ashraf e a Liberty. Maryam Rajavi ha affermato che questa vittoria è un enorme storico successo  per tutti gli iraniani e una sonora sconfitta per il regime velayat-e faghih inflittogli  dalla Resistenza Iraniana. Il depennamento dei Mojahedin del popolo dalla lista nera colpisce l’equilibrio politico del regime iraniano e auspica un nuovo ordine regionale ed internazionale.
Presidente della CNRI ha aggiunto che questo trionfo è il risultato di un movimento globale dei difensori della democrazia e dei valori universali dell’uomo che ha resistito di fronte dell’inserimento ingiusto. Un movimento di migliaia di legislatori, politici, giuristi e difensori dei diritti umani provenienti da cinque continenti che apprezza il cambio democratico in Iran come soluzione della questione iraniana e non l’appeasement con il regime despota.
Maryam Rajavi ha ringraziato la segretariato della signora Hillary Clinton che nonostante ostilità ha preso la decisione giusta e ha aggiunto che: “l’attacco isterico dei mullà è per il fallimento della politica di appeasement. I mullà hanno paura che la demonizzazione abbia perso ogni appoggio. D’ora in poi il mondo, il popolo americano saprà che il nostro movimento, al contrario di ciò che propagandavano i mullà, è ben lontano dalle accuse avanzate e pone come l’unico obiettivo libertà e democrazia in Iran”.  
Maryam Rajavi ha ricordato che l’inserimento del movimento dei Mojahedin del popolo iraniano è una devianza per la politica internazionale. Perché quando il più grande movimento anti terroristico e anti integralista viene chiamato terrorista, ovviamente si dimentica il vero padrino del terrorismo e dell’integralismo. 
Presidente della CNRI ha rammentato ancora: “è giunta l’ora del cambiamento. Ci appelliamo alla comunità internazionale affinché rispetti la volontà del popolo iraniano per il cambiamento e si adegui la sua politica alla volontà del popolo iraniano e alla sua resistenza organizzata e la riconosca”.
In fine la leader della resistenza Iraniana  ha detto che: “dopo il depennamento non ci sono più alibi per calpestare i diritti dei residenti di Ashraf e Liberty e il governo iracheno deve revocare la proibizione di libera frequentazione ai Mojahedin del popolo in Iraq. Questi devono avere il diritto ad avere e ricevere i loro avvocati. Gli USA e l’ONU devono chiedere il riconoscimento del campo Liberty come campo per i rifugiati”.
Maryam Rajavi  ha ricordato  che la Resistenza Iraniana si batte per una Repubblica basata unicamente sul suffragio universale del popolo iraniano, separazione dello Stato dalla religione, uguaglianza tra donne e uomini, abrogazione  della pena di morte, pluralismo, risarcimento dei diritti etnici, pari opportunità economiche, indipendenza del sistema giudiziaria e un Iran non atomico.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

 

29 settembre 2012

 

 

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