lunedì, Novembre 28, 2022
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Protezione urgente per i residenti di Liberty dopo l’ultimo attacco mortale, chiede il vice-presidente del Parlamento Europeo

CNRI – Azioni per proteggere i dissidenti iraniani a Camp Liberty devono essere intraprese urgentemente dopo il terzo attacco mortale con razzi contro i suoi residenti durante quest’anno, ha detto il vice-presidente del Parlamento Europeo Alejo Vidal-Quadras. Egli ha anche accusato l’inviato delle Nazioni Unite in Iraq Martin Kobler per le sue ‘false promesse’ di garantire la sicurezza dei residenti di Camp Liberty.

Alcuni rifugiati iraniani sono morti quando 40 razzi sono stati lanciati contro il campo lo scorso sabato pomeriggio, e 70 sono stati feriti.

Vidal-Quadras ha scritto in una lettera aperta dai toni forti il 15 giugno: “Sono appena stato informato di un nuovo attacco mortale contro Camp Liberty in Iraq, dove più di 3.000 rifugiati iraniani dell’OMPI sono stati trasferiti l’anno scorso con l’intervento dell’inviato dell’ONU Martin Kobler. Più di 40 razzi sono stati lanciati contro Liberty oggi alle 13.15 ora locale. Alcune persone sono morte, fra le quali la signora Serahati, un’ex prigioniera politica. Si apprende che 50 persone sono state ferrite,, molte in modo grave”.

Dopo l’invio della lettera, è stato reso noto che il numero dei feriti è salito di 20.

Vidal-Quadras, che è anche presidente del Comitato Internazionale “In Search of Justice, ha aggiunto: “Questo è il terzo attacco con razzi contro Liberty dal febbraio di quest’anno. Durante gli ultimi quattro mesi, non ostanti molte promesse da parte di Martin Kobler, nessuna delle misure di protezione richieste è stata adottata a Camp Liberty. Non un solo muro protettivo a ‘T’ è stato ricollocato nel campo, né sono stati restituiti ai residenti elmetti, giubbotti protettivi e attrezzature mediche che avevano ad Ashraf. Nemmeno è stato dato loro il permesso di costruire edifici. Se almeno una qualsiasi di queste misure fosse stata adottata, il numero delle vittime dell’attacco di oggi sarebbe stato considerevolmente minore.

“Sembra ora più che mai che un rapido trasferimento in Paesi terzi sia un mito e, non ostanti le false promesse di Martin Kobler, dopo un anno e mezzo solo lo 0,5 per cento del totale dei residenti nel campo sono stati trasferiti fuori dall’Iraq.

“La questione più urgente ora è la protezione e sicurezza di coloro che sono intrappolati a Camp Liberty, l’unica soluzione pratica mentre il loro reinsediamento non sta avvenendo è che possano ritornare ad Ashraf.

“Devo richiamare il fatto che ad Ashraf, non ostanti numerosi attacchi con mortai, con razzi e aerei durante gli ultimi 26 anni, solo una persona perse la vita nel corso di tali attacchi.

“Ho scritto oggi all’Alto Commissario Guterres e all’Alto Rappresentante dell’Unione Europea baronessa Ashton, sollecitandoli a condannare il governo iracheno e a chiedere il ritorno temporaneo dei residenti ad Ashraf. Il silenzio non è più un’opzione. L’inerzia è collaborazione con gli assassini.”

 

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