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Preparazione il nuovo attacco ad Ashraf con la scusa della manifestazione per i terreni agricoli

Una messa in scena completamente boicottata dalla popolazione locale

Occupazione militare di Ashraf – No. 131

 Mercoledì 3 agosto, l’ambasciata del regime clericale iraniano a Baghdad e la sua forza terroristica “Qods”, in cooperazione con l’ufficio del Primo Ministro iracheno Nuri al-Maliki, hanno organizzato un’assurda messa in scena nella città di Khalis per giustificare il crimine dell’8 aprile e preparare il terreno per un altro massacro ad Ashraf. Questo mentre è cresciuta la ripugnanza da parte del popolo iracheno per il crimine contro l’umanità commesso ad Ashraf dalle forze irachene e mentre l’ingiunzione a comparire emessa dalla Corte Nazionale di Spagna contro al-Maliki, Ali Ghaidan e numerosi altri funzionari sotto il comando di al-Maliki per la loro partecipazione al massacro dell’8 aprile ha provocato una crisi per lui e per i suoi seguaci all’interno e all’esterno dell’Iraq. Lo spettacolo, ripetitivo, è stato fortemente boicottato ed evitato dalla popolazione locale; tuttavia, una serie di media affiliati al regime iraniano e ad al-Maliki hanno dato copertura al caso con titoli ingannevoli come: “Dimostrazioni degli abitanti di Khalis per esigere i loro campi agricoli dall’OMPI”.
Il boicottaggio è stato tale che perfino media del regime iraniano hanno riconosciuto che solo qualche dozzina di abitanti del posto avevano partecipato alla messa in scena. In realtà, i partecipanti non erano che 20-30 elementi dello stesso regime iraniano. Questo nonostante il fatto che Uday Khadran e Ali Zohairi, due ben noti agenti della Forza Qods nella regione, avevano promesso alla popolazione locale che chi avesse partecipato avrebbe ricevuto 200 dollari e chi avesse rifiutato di partecipare sarebbe stato arrestato con l’accusa di cooperazione con i ‘terroristi’. Il 17 settembre 2010 gli stessi due agenti, su ordine e a spese dell’ambasciata iraniana a Baghdad, avevano organizzato una mostra a Khalis contro i residenti di Ashraf.
Il 4 agosto il giornale “al-Sabah”, affiliato ad al-Maliki, citando Ali Zohairi ha scritto: “I dimostranti hanno chiesto che l’OMPI sia costretta a restituire campi agricoli per una superficie di 9,000 ettari (90 chilometri quadrati) e pagare compensazioni per averli privati della loro terra per anni”. E’ interessante notare che l’area di Camp Ashraf, inclusa la sua sezione occupata, è di soli 36 chilometri quadrati. In un’altra menzogna, citando un altro agente di nome Hadi Anbaki, il giornale ha scritto: “Le autorità giudiziarie hanno emesso una sentenza che obbliga i Mojahedin del Popolo dell’Iran a restituire 12,5 chilometri qdi terreni ai loro legittimi proprietari e a pagare una compensazione monetaria a 150 famiglie costrette a lasciare le loro terre occupate da questa organizzazione per oltre 30 anni”. In realtà la giustizia irachena non ha emesso alcun decreto a tale riguardo.
Gli agenti hanno minacciato di chiudere la strada per Ashraf in due settimane per tagliare l’assistenza medica e alimentare al campo e fare pressione sul governo iracheno e su altri perché costringano l’OMPI a lasciare il proprio territorio.
Il 12 gennaio 2011 il Comitato Internazionale di Giuristi in Difesa di Ashraf, che riunisce 8.500 giuristi negli Stati Uniti e in Europa, in una lettera indirizzata ad autorità delle Nazioni Unite, degli Stati Uniti e dell’Iraq ha scritto:
“Il comitato incaricato di reprimere i residenti di Ashraf ha dato istruzioni alla polizia di Diyala e alle forze armate di fare pressioni sugli abitanti dei villaggi presso Ashraf perché presentino reclami contro i residenti di Ashraf e chiedano parti del territorio di Ashraf, dichiarando che erano di loro proprietà e che l’OMPI li aveva presi con la forza… Questa subdola campagna iniziò nel gennaio 2009, quando la protezione di Ashraf fu trasferita alle forze irachene. Negli ultimi mesi, dopo che le forze statunitensi e la squadra di monitoraggio dell’UNAMI sono partite da Ashraf, la campagna ha raggiunto un nuovo picco. Il 3 gennaio 2011 il quotidiano statale del regime iraniano ‘Iran’ ha riportato la seguente citazione da Uday Khadran, un ben noto agente dei mullah: ‘Numerosi cittadini iracheni hanno presentato reclami contro i Monafeqin [‘Ipocriti’: termine dispregiativo usato dal regime iraniano per l’OMPI] nelle corti locali della città di Khalis chiedendo compensazioni per l’occupazione di 1.500 ettari di terreno agricolo da parte dell’OMPI durante gli ultimi anni’. Il 13 febbraio 2009 siti web affiliati al Ministero dell’Intelligence del regime iraniano hanno scritto: ‘Le terre agricole confiscate da Saddam Hussein e denominate Camp Ashraf sono state usate come la principale base della terroristica Organizzazione dei Mojahedin del Popolo durante gli ultimi 23 anni. I proprietari dei terreni agricoli hanno presentato formali reclami alle corti contro tale furto’.
Tali cospirazioni hanno luogo mentre non c’è alcun dubbio circa i titoli di possesso di Ashraf. Nel 1986, il territorio ora conosciuto come Ashraf fu trasferito dal governo iracheno dell’epoca all’OMPI. Precedentemente, apparteneva al Ministero della Difesa iracheno come area d’addestramento per allievi dell’esercito iracheno, con segnalazioni di base militare lungo il suo perimetro. Tale località, che il governo iracheno dell’epoca consegnò all’OMPI con mappe e specifiche, era completamente militarizzata, senza case o campi agricoli al suo interno. Negli ultimi 25 anni non c’è stato alcun reclamo da parte degli abitanti dei villaggi vicini, prima o dopo il 2003, circa le terre di Ashraf”.
Il Comitato ha concluso:
“La questione dei terreni di Ashraf è solo una parte delle innumerevoli trame contro i residenti di Ashraf da parte del regime iraniano e dei suoi rappresentanti iracheni, che sono in flagrante violazione della Quarta Convenzione di Ginevra, di altre convenzioni internazionali e del diritto internazionale in generale. Queste trame sono volte a pavimentare la strada per altri attacchi e imporre anche maggiore pressione su Ashraf”.
Alla luce delle minacciose e annunciate intenzioni del regime dei mullah e del governo di al-Maliki e dei suoi agenti per l’annientamento dei residenti di Ashraf, la Resistenza Iraniana ancora una volta mette in guardia gli USA, l’Unione Europea, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, l’ACNUR e l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani contro un nuovo massacro ad Ashraf e chiede loro di assicurare la protezione dei residenti di Ashraf.  
 

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
5 agosto 2011

 

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