domenica, Novembre 27, 2022
HomeNotizieResistenza IranianaPersonalità italiane nel campo dei diritti umani sollecitano una nuova politica verso...

Personalità italiane nel campo dei diritti umani sollecitano una nuova politica verso l’Iran

CNRI – Illustri personalità italiane nel campo dei diritti umani, martedì hanno esortato le maggiori potenze mondiali a non ignorare le massicce violazioni dei diritti umani commesse in Iran, mentre si accingono ad accordarsi con il regime dei mullah sul suo programma per le armi nucleari.

Una delegazione online formata dagli esperti italiani sui diritti umani Sergio D’Elia, Marco Perduca, Antonio Stango ed Elisabetta Zamparutti hanno discusso la situazione dei diritti umani degli ultimi due anni, da quando Hassan Rouhani è entrato in carica come presidente del regime.

Gli esperti hanno risposto in diretta alle domande poste dai media e dagli attivisti per i diritti umani via Twitter.

Antonio Stango, Presidente del Comitato Italiano Helsinki per i Diritti Umani, ha segnalato che con Rouhani ci sono state oltre 1800 esecuzioni in Iran. Ha chiesto il riconoscimento e il sostegno internazionale per l’opposizione iraniana guidata da Maryam Rajavi.

Tra le vittime del regime dei mullah ci sono dissidenti politici come Gholamreza Khosravi, un attivista del principale gruppo di opposizione iraniano, l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI o MEK), impiccato l’estate scorsa unicamente per aver fornito aiuto economico al canale televisivo satellitare che appoggia l’opposizione. Tra le altre vittime ci sono donne iraniane, minorenni e appartenenti alle minoranze etniche e religiose, hanno detto gli esperti.

Elisabetta Zamparutti, tesoriere dell’ONG italiana “Nessuno Tocchi Caino” ed ex-parlamentare, ha detto che l’Iran è il primo paese al mondo per il numero di esecuzioni pro-capite ed il primo per numero di esecuzioni di detenuti minorenni.

L’ex-senatore italiano Marco Perduca si è detto d’accordo ed ha aggiunto che il recente accordo internazionale tra gli stati del P5+1 e il regime iraniano per contenere il programma di Tehran sulle armi nucleari, non deve distogliere l’attenzione dalla spaventosa situazione dei diritti umani nel paese.

L’ex-parlamentare Sergio D’Elia, segretario di “Nessuno Tocchi Caino”, ha detto che sarebbe lieto se l’accordo internazionale sul nucleare annunciato stamattina portasse realmente il regime di Tehran ad abbandonare la sua corsa alle armi nucleari. Ma se, ha aggiunto, alla fine il regime violasse i suoi impegni “per la millesima volta”, ciò porterebbe ad un enorme conflitto tra i mullah e la comunità internazionale.

Gli esperti hanno ricordato l’esecuzione avvenuta ad Ottobre 2014 di Reyhaneh Jabbari, una ragazza di 26 anni il cui solo crimine era stato quello di essersi difesa da un agente dell’intelligence che aveva cercato di violentarla. Amnesty International ha definito quest’esecuzione “un’altra macchia di sangue nella storia dei diritti umani in Iran”.

Gli esperti hanno precisato che la mancanza di pressione internazionale sul regime dei mullah per la sua terribile situazione dei diritti umani ha incoraggiato il regime a massacrare i suoi oppositori nella massima impunità. Si è voluto attirare l’attenzione in particolare sul caso delle migliaia di membri del PMOI (MEK) che hanno subito i ripetuti attacchi mortali a Camp Liberty (Iraq) dei terroristi complici del regime iraniano e che attualmente stanno affrontando un assedio medico e logistico imposto dal governo iracheno per conto del regime dei mullah in Iran.

Gli esperti hanno esortato la comunità internazionale ad adottare una nuova politica di principio nei confronti dell’Iran e a riconoscere il PMOI (MEK) e il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) quale alternativa democratica al governo fondamentalista dei mullah in Iran.

 

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,632FollowersFollow
40,373FollowersFollow