mercoledì, Febbraio 8, 2023
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Perché il regime iraniano teme le conseguenze dell’elezione di Donald Trump a Presidente?

CNRI – Le bande ostili all’interno del regime iraniano, sono preoccupate per il risultato delle elezioni presidenziali e del congresso in America.

Khamenei teme che non ci sarà più la possibilità di tentare ricatti terroristici e di rapire ostaggi. Rafsanjani e Rouhani si sono rivolti ai loro oppositori con invidia ed hanno scritto: “Fra non molto il popolo iraniano attenderà, invano, il giorno in cui Obama riavrà di nuovo la sua carica, perché abbiamo perso un’opportunità preziosa per l’Iran”.

Anche gli organi governativi sono preoccupati per i risultati delle elezioni negli Stati Uniti e ci sono stati diversi scontri.

Il 10 Novembre 2016 l’agenzia di stampa Tasnim ha scritto: “La vittoria di Trump si è scontrata con il governo Rouhani e la sua filosofia di continuità con una grandissima sfida e forse nessun iraniano sarà più scontento di Rouhani dentro e fuori il paese”.

L’agenzia di stampa del gruppo terroristico Qods ha scritto: “Eleggere Trump a presidente è stata l’ultima risorsa e l’ultima prospettiva per l’accordo iraniano con gli Stati Uniti”.

Il quotidiano Vatan scrive: “La vittoria di Trump ha sorpreso il consigliere di Rouhani”.

Il quotidiano Keyhan, affiliato a Khamenei, ha scritto: “Ora gli estremisti in Iran si lamentano come i democratici, dato che anch’essi hanno perso la battaglia delle elezioni. Sono frustrati e disillusi”.

Il consigliere culturale e dei media dell’IRGC, il comandante Moghadamfar, ha detto: “Le dichiarazioni di Trump sulla revoca dell’accordo con l’Iran dimostrano che non avremmo dovuto accettare un accordo con gli Stati Uniti perché sono degli ipocriti”.

L’agenzia di stampa dell’IRGC ha scritto: “Politico Magazine ha pubblicato un articolo mercoledì presentando alcune delle possibili scelte del presidente eletto degli Stati Uniti al Dipartimento alla Difesa e al Dipartimento di Stato. L’ex-Presidente del Congresso americano Newt Gingrich è stato uno strenuo sostenitore di Donald Trump ed è una delle alternative per l’ufficio del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti. Gingrich è uno di quelli che hanno partecipato alla conferenza della Resistenza Iraniana a Parigi, criticando ferocemente il regime iraniano”.

L’agenzia di stampa dell’IRGC aggiunge: “L’attuale Presidente del Comitato Relazioni Estere del Senato, Bob Corker, è persona contraria all’accordo con l’Iran e promotore delle sanzioni contro il regime iraniano. Corker è un’altra alternativa che Trump sta considerando, secondo l’articolo di Politico Magazine.

John Bolton, ex-ambasciatore americano all’ONU è la terza opzione per la presidenza di un ufficio diplomatico statunitense.

Per il Dipartimento alla Difesa un’altra alternativa di Donald Trump è il senatore repubblicano Jeff Sessions, contrario all’accordo con l’Iran. Anche l’ex-consigliere per la Sicurezza Nazionale, Stephan Hadley, avrà un incarico nel nuovo governo Trump”.

 

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