sabato, Gennaio 28, 2023
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Per la seconda volta il “Gruppo di Lavoro sulla Detenzione Arbitraria” valuta le condizioni a Liberty e Ashraf equivalenti a quelle di una prigione

Maryam Rajavi: “La prigione di Liberty deve essere immediatamente riconosciuta come campo per rifugiati sotto gli standard e la bandiera delle Nazioni Unite e il disumano e illegale assedio con tutte le sue restrizioni deve essere rimosso.”

A seguito della pubblicazione del secondo parere adottato dal Gruppo di Lavoro delle Nazioni Unite sulla Detenzione Arbitraria, il quale ha affermato che le condizioni di Campo Ashraf e Camp Liberty equivalgono a quelle di un centro di detenzione e sono in violazione della Dichiarazione Universale sui Diritti Umani e del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici Maryam Rajavi, Presidente eletto della Resistenza Iraniana, ha definito questo parere come il “documento della vergogna” per tutte quelle parti che, con l’inganno, le bugie e la disonestà hanno imposto lo sgombero coatto e il trasferimento a Liberty ai membri dell’OMPI. “Sfortunatamente, tutte queste misure illegali e vergognose sono state messe in atto con l’aiuto del Rappresentante Speciale per l’Iraq del UNSG, il quale agisce chiaramente al fianco del governo-fantoccio dei mullah in Iraq”, ha detto Maryam Rajavi.
Nel sottolineare che, basandosi su questo parere, la violazione dei diritti fondamentali dei residenti di Ashraf e Liberty e la trasformazione di questi campi in centri di detenzione sono stati presentati ai competenti apparati ed organizzazioni per i diritti umani, Maryam Rajavi ha precisato: “La prigione di Liberty deve essere immediatamente riconosciuta come campo per rifugiati sotto gli standards e la bandiera delle Nazioni Unite e il disumano e illegale assedio con tutte le sue restrizioni deve essere rimosso. Questa questione richiede un’azione immediata da parte degli Stati Uniti, dell’Unione Europea, del Segretario Generale, dell’Alto Commissariato per i Rifugiati e dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani.”
La Resistenza Iraniana si appella decisamente al Consiglio di Sicurezza dell’ONU perché consideri basilari i due scrupolosi rapporti redatti dal Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla Detenzione Arbitraria del Consiglio per i Diritti Umani, invece delle affermazioni assolutamente ingannevoli e prive di verità di Martin Kobler fatte di fronte al Consiglio di Sicurezza dell’ONU il 29 Novembre ai danni degli indifesi rifugiati di Ashraf e Liberty.
Nel suo comunicato del 30 Novembre 2012, il Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana ha dichiarato che il vergognoso discorso di Kobler al Consiglio di Sicurezza mirava a “sabotare e distruggere i colloqui e gli accordi per la vendita delle proprietà dei residenti di Ashraf, a nascondere la verità, le evidenti bugie e la violazione dei diritti dei rifugiati allo scopo di proteggere gli interessi del fascismo religioso al potere in Iran e del suo governo-fantoccio in Iraq.”

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
15 Dicembre 2012

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