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PARIGI: Conferenza Internazionale sul “Depennamento dalla lista dell’OMPI e prospettiva di un cambiamento in Iran nel 2013”

La Resistenza sotto la guida della Sig.ra Rajavi è una credibile alternativa ai mullah e deve essere riconosciuta come tale
Messa in guardia contro saccheggio delle proprietà mobili e immobili dei residenti di Ashraf e Liberty e critica all’approccio del rappresentante dell’ONU e la sua inerzia nel difendere il diritto di proprietà dei residenti


 Maryam Rajavi: È giunto il momento della caduta dei mullah, annullamento dell’etichetta del terrore ha causato le crisi del regime e la caratteristica del rovesciamento, ha inclinato i rapporti di forza tra il movimento di resistenza e il regime, e ha preparato il terreno per il recupero delle forze della Resistenza all’interno dell’Iran e l’espansione delle sue unità.
Obama nel suo secondo mandato dovrebbe mettere da parte la sua politica fallimentare di accondiscendenza con i mullah e adottare una nuova ferma politico contro Iran; Chiudere ambasciate del regime iraniano; Dopo la caduta certo del dittatore siriano, sarebbe volta del rovesciamento dei mullah in Iran.
In una conferenza internazionale a Parigi dal titolo “Depennamento della lista dell’OMPI e la prospettiva di un cambiamento nel 2013”, eminenti personalità americane, francesi e arabe hanno ribadito l’urgente minaccia del regime dei mullah alla pace, alla tranquillità e alla democrazia nella regione e nel mondo mettendo in guardia che la sequenza temporale per l’adozione di una nuova
politica contro questo regime sta rapidamente esaurendo.
I relatori alla conferenza tenuta su invito del Comitato francese per un Iran Democratico (CFID) e presieduto da François Colcombet, giudice ed ex membro dell’Assemblea Nazionale francese, sono stati: Maryam Rajavi, Presidente eletta della Resistenza Iraniana; Rudy Giuliani, ex sindaco di New York e candidato presidenziale degli Stati Uniti (2008), Ed Rendell, leader del Partito
democratico (1999-2001) e governatore della Pennsylvania (2002-2011),
Tom Ridge, primo Segretario alla Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti (2003-2005 ), John Bolton ex ambasciatore degli Stati Uniti alle Nazioni Unite, Patrick Kennedy, ex membro della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti (1995-2011), Michael Mukasey, ex procuratore generale (2007-2009), Sid Ahmed Ghozali, ex primo ministro d’Algeria; Ingrid Betancourt, l’ex candidata alla presidenza colombiana, il senatore Robert Torricelli, Mitchell Reiss, ex direttore della pianificazione politica al Dipartimento di Stato americano (2003-2005), Linda Chavez, ex direttore  delle Relazioni Pubbliche della Casa Bianca, Dominique Lefebvre, membro della nazionale francese , il Generale David Phillips, Comandante della US Military Police (2008-2011), il Colonnello Wesley Martin, ex alto funzionario Responsabile  della Protezione della Forza Anti-Terrorismo in Iraq e Comandante negli Stati Uniti per la protezione di Ashraf; il Colonnello Leo McCloskey, Comandate della JIATF ad Ashraf fino al 2009; il professor Raymond Tanter, ex membro del Consiglio di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, e il dottor Allan Gerson, consigliere ex capo della delegazione degli Stati Uniti alle Nazioni Unite. Hanno anche partecipato una delegazione che rappresenta la resistenza siriana e un’altra delegazione parlamentare dall’Egitto e hanno fatto il loro discorso.
I relatori hanno sottolineato che il piano in 10 punti della signora Rajavi che include valori democratici universali, insieme con le forze di opposizione sotto la sua guida, costituisce un’alternativa credibile al regime dei mullah, che dovrebbe essere sostenuta e riconosciuta dalla comunità internazionale.
Sostenendo i diritti dei residenti di Ashraf e Liberty, gli intervenuti hanno invitato a riconoscere Liberty come un campo profughi e messo in guardia contro la cospirazione dei mullah e del governo dell’Iraq per il saccheggio degli immobili dei residenti. Criticando le azioni del rappresentante delle Nazioni Unite,  i relatori hanno descritto difendendo il diritto dei residenti alla proprietà dei loro beni mobili ed immobili come responsabilità delle Nazioni Unite.
Nel suo discorso, la Presidente eletta della Resistenza iraniana Maryam Rajavi ha dichiarato che l’andamento degli sviluppi in Iran, i progressi della Resistenza, e gli sviluppi internazionali indicano tutti che il tempo per caduta del regime dei mullah è arrivato.
La Presidente eletta della Resistenza iraniana ha annunciato: Il regime dei mullah è impigliato in cinque crisi notevoli, tra cui il malcontento esplosivo e crescente popolare, la sollevazione popolare siriana, le lotte all’ interno del regime che sta lacerando il corpo dirigente, la situazione di stallo sul
programma nucleare, e la bancarotta dell’economia. Un ritiro da parte dei mullah di fronte a queste crisi crescenti comporta rivolte e la disintegrazione del regime, la continuazione sul percorso attuale porterà ad un confronto e scontro con la comunità internazionale, con la caduta dei mullah come il
risultato finale. Tuttavia, i mullah non saranno rovesciati da soli. Un movimento organizzato è necessario per coltivare e matura la situazione attuale e per guidare a una vittoria assicurata.
La signora Rajavi ha aggiunto che l’annullamento del l’etichetta di terrorismo contro l’OMPI ha dato alle crisi di cui sopra una caratteristica di rovesciamento e ha modificato i rapporti di forza tra il movimento di resistenza e il regime, ha sollevato il morale e ha ripristinato la fiducia nella società iraniana, soprattutto tra i giovani; e ha reso possibile il recupero del movimento di resistenza all’interno del Paese rendendo possibile estensione delle sue unità di resistenza e la loro unione.
La signora Rajavi ha sottolineato: “Negli ultimi quattro anni, l’amministrazione Obama ha ufficialmente seguito una politica di pacificazione con il regime iraniano. Questa politica fallita ha dato ai mullah quattro anni di opportunità d’oro per il loro programma nucleare, ha offerto sovranità in Iraq per il fascismo religioso, e ha dato ai mullah e ai loro delegati iracheni il campo libero per reprimere e massacrare i residenti di Ashraf. La signora Rajavi ha espresso la speranza che questa amministrazione avrebbe imparato una lezione nel suo secondo mandato per quanto riguarda il fallimento della conciliazione e dei suoi danni colossali ai popoli di Iran, dell’Iraq e dell’intera regione al fine di adottare una politica di fermezza e rispettare la volontà del popolo iraniano di rovesciare il regime.
La Presidente eletta della Resistenza iraniana ha detto: “Nonostante le sanzioni internazionali, in alcuni campi contro questo regime, la politica prevalente dell’Occidente verso l’Iran è ancora la conciliazione, altrimenti dovremmo chiedere loro: perché avete concesso al prolungamento dei negoziati nucleari con i mullah ? Perché le lacune per evitare sanzioni internazionali da parte di questo regime non sono colmate? Perché i capi di questo regime non sono processati per innumerevoli crimini contro l’umanità? 
La signora Rajavi ha convenuto che, “quello che stiamo dicendo è che si dovrebbe porre fine a questa politica; chiudere il becco ai network degli agenti del Ministero dell’Intelligence di questo infame regime nei Paesi occidentali, tagliare i rapporti diplomatici con il regime del Velayat-e faqih e chiudere le porte delle sue ambasciate! “
Ella ha detto: “Per fortuna, siamo stati testimoni di un nuovo approccio da parte del governo francese di aver preso la decisione di riconoscere la coalizione di opposizione siriana e di fornire armi in aiuto dell’esercito di liberazione siriano. Ci auguriamo che altri Paesi seguano questo stesso percorso. “

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
17 Novembre 2012

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