sabato, Dicembre 3, 2022
HomeNotizieArticlesOrizzonti: terrorismo e lista nera

Orizzonti: terrorismo e lista nera

La lista nera è lo strumento di base per l'unione Europea nella lotta contro il terrorismo. Ma a che prezzo!

di David Broman

Le Jeudi (Luxembourg), 27 Novembre – Il sistema è semplice: il consiglio europeo (non importa in quale riunione di routine o tra quali ministri) adotta una lista di nomi di persone o gruppi considerati implicati in atti terroristici. La pubblicazione di questa lista obbliga gli stati membri a congelare i fondi, le risorse finanziarie ed economiche di queste persone o gruppi. Questo permette all'Unione di affermare che essa protegge i propri cittadini dall'arbitrio e dalla barbarie del terrorismo.
Ma  esiste un problema.

 La lista stessa è arbitraria nel senso che include quelli che potrebbero essere definiti elementi fittizi. In altre parole, nei fatti nulla impedisce al consiglio di inserire, anche volontariamente, degli innocenti nella lista, innocenti che poi non potranno far altro che osservare, impotenti, la distruzione della loro attività e della loro vita.
L'Unione Europea ha pubblicato questa estate una scheda informativa che illustrava la procedura d'iscrizione. Da essa si desume che la risoluzione comune 2001/931/PESC (cioè il regolamento che istituisce la lista nera) si applica  «a persone, gruppi o enti implicati in atti di terrorismo (…) secondo quanto deciso da un'autorità competente» e per autorità competente si intende «autorità giudiziaria». La decisione di iscrizione sulla lista nera deve essere basata su «prove ed indizi seri e credibili, ovvero su una condanna».

La risoluzione comune contiene una definizione precisa di atto di terrorismo, descrive la procedura di iscrizione e precisa i diritti di coloro che compaiono sulla lista e le modalità per fare ricorso.
Un gruppo (secondo un rapporto del consiglio al Parlamento europeo, un «gruppo di lavoro», definito anche «Gruppo PC 931») si riunisce in segreto e «formula delle raccomandazioni» (propone una lista) «che sono adottate dal consiglio e pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale».
Al fine di evitare iscrizioni abusive, il consiglio deve fornire per ciascuna iscrizione «la spiegazione dei motivi» che permettono agli interessati di «comprendere le ragioni della loro iscrizione (…). La spiegazione dei motivi indica chiaramente perchè sono soddisfatti (…) determinati criteri».
La segreteria del consiglio è tenuta ad informare le persone o gli enti interessati allorchè sia stata adottata la decisione di includerli nella lista. Tali persone od enti potranno allora richiedere un riesame della decisione. E' previsto un aggiornamento obbligatorio con cadenza semestrale, ma «in qualsiasi momento» il consiglio può procedere ad un riesame individuale.

Questa è la legislazione europea. In pratica, tuttavia, non funziona sempre così, soprattutto quando intervengono gli interessi di politica interna. In questo caso gli stati europei non esitano a utilizzare questa lista per bassi fini politici, a scapito di persone ed associazioni innocenti che vedono scherniti i propri diritti.

Bel messaggio!

Il caso più eloquente è quello dell'Organizzazione dei Mojaheddin del Popolo Iraniano. L'OMPI, membro del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (sorta di parlamento democratico degli iraniani in esilio), è conosciuta da numerosi parlamenti europei (tra i quali il parlamento del Lussemburgo, nonché dall'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa) da molti anni  per non essere affatto un'organizzazione terroristica per la semplice ragione che non è, senza ombra di dubbio, legata al terrorismo.
Il problema è che l'OMPI rappresenta il più potente gruppo d'opposizione al regime fondamentalista iraniano. Accade poi che, per ragioni talvolta legate alla lotta al terrorismo, al timore di vedere l'Iran dotato della bomba atomica o per interessi di carattere commerciale, l'Europa non riesce ad ottenere la «collaborazione» dell'Iran se non a condizione di iscrivere questo movimento di opposizione democratica nella sua lista nera. Questo nonostante due sentenze (l'ultima delle quali del 23 ottobre 2008) del tribunale di primo grado della comunità europea esigano l'annullamento di tale iscrizione.  Nel caso specifico il consiglio si è  dimostrato pronto a tutto pur di prendersi gioco di un diritto da lui stesso stabilito. Dimenticando le buone intenzioni contenute nella risoluzione comune: un «gruppo di lavoro» opera oscuramente in segreto ricevendo ordini ora dagli inglesi, ora da Sarkozy. Le sue «raccomandazioni» sono «adottate» senza che sia presa una «decisione» da una «autorità competente» senza «prove» né «indizi seri», senza spiegazione né «specifica delle motivazioni», rifiutando il riesame, il tutto grazie ad un imbroglio burocratico (il famoso comma a) del quale tutti gli europei dovrebbero essere al corrente.

Tutti gli europei dovrebbero inoltre vergognarsi dei propri  rappresentanti politici che accettano di ostacolare la sopravvivenza, già difficile, di una organizzazione che promuove la democrazia. Bel messaggio di democrazia agli iraniani, per i quali altrimenti l'Europa avrebbe potuto ancora rappresentare una speranza!
I politici europei non dovranno fingere stupore quando il rifiuto di questa Europa si esprimerà di nuovo alle urne.
«Scheda informativa – lista dell'UE di persone, gruppi o enti che costituiscono l'oggetto di misure specifiche per la lotta contro il terrorismo».

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,633FollowersFollow
40,405FollowersFollow