Maryam Rajavi avverte che il termine ultimo nel “Dicembre 2011” del governo iracheno per la chiusura di Campo Ashraf è un pretesto per un altro grave massacro, e più che mai richiede un intervento immediato da parte della Commissione delle Nazioni Unite sui Diritti Umani.
Il relatore principale dell’incontro, la signora Rajavi, ha dichiarato che almeno 490 persone sono state giustiziate in Iran da gennaio 2011. Secondo i media statali iraniani, solo domenica, 18 settembre 23 persone sono state impiccate. Una persona è stata impiccata ogni otto ore dall’inizio di settembre. Ha aggiunto: “Tuttavia, non solo l’ONU è stato indifferente alla repressione in Iran e a Campo Ashraf, ma sta ospitando il presidente dei mullah criminali all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. E la Commissione ONU per i Diritti Umani non ha menzionato violazioni dei diritti umani in Iran durante la recente riunione del Consiglio sui Diritti umani delle Nazioni Unite. “
In vista della dichiarazione del 13 settembre da parte dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati in cui la Commissione ha riconosciuto che i residenti di Ashraf sono rifugiati e titolari di fondamentale protezione internazionale secondo le leggi internazionali, la signora Rajavi ha detto: “Il segretario Generale e l’UNAMI devono garantire la protezione internazionale di Ashraf a terra e sulla scena, questo sarà possibile con l’ordine del Segretario Generale “.

Poi ha continuato, “In primo luogo, è necessario che il Segretario Generale annunci che Ashraf è una zona smilitarizzata e sotto osservazione permanente delle Nazioni Unite; ed anche che ordini il dispiegamento di osservatori delle Nazioni Unite per Ashraf. Se le forze di monitoraggio delle Nazioni Unite non avessero lasciato il campo nel luglio 2010, il continuo massacro dell’8 aprile non sarebbe avvenuto.
“In secondo luogo, l’UNHCR deve riconoscere pienamente i diritti dei rifugiati di tutti i residenti del campo per prevenire ulteriori attacchi su di esso da parte del regime iraniano e dei suoi collaboratori in Iraq.
“In terzo luogo, gli Stati Uniti devono impegnarsi attivamente nel garantire i diritti sottointesi dalla dichiarazione dell’UNHCR e devono in particolare evitare violazioni dei diritti da parte del governo nei confronti di Camp Ashraf”.
“Se gli Stati Uniti non possono permettersi le spese, la Resistenza Iraniana è disposta a pagare le spese del team di monitoraggio delle Nazioni Unite a Campo Ashraf”, ha sottolineato la signora Rajavi.
Ella ha anche chiesto di porre fine al silenzio e all’inazione relativi ad esecuzioni e torture in Iran e ha chiesto che il dossier dei diritti umani nel Paese venga deferita al Consiglio di Sicurezza dell’ONU.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
21 Settembre 2011
