di Louis Charbonneau
L’ incontro in questione e’ risultato la sessione finale di un comitato speciale per il nucleare prima dell’ insediamento dei nuovi responsabili governativi, cosi quanto affermato da un responsabile del CNRI citando fonti "interne al regime clericale".
"Nel corso di tale sessione l’ ex Ministro della Difesa Ali Shamkhani ha apertamente apprezzato l’ operato di Hassan Rohani (ex negoziatore nucleare) nell’ aver saputo ingannare la IAEA nel corso degli ultimi 22 mesi e di aver tolto dal mirino degli organi internazionali il sito di Arak" ha continuato Masoumeh Bolurchi.
"Shamkhani ha ripetuto che il progetto nucleare iraniano non potra’ in alcun modo essere bloccato e in particolare la costruzione degli impianti di Arak rimane una delle "imprese" di questo regime nel settore nucleare" ha aggiunto il rappresentante del CNRI in Germania.
Il CNRI, inserito dal Ministero degli Esteri statunitense nella lista delle organizzazioni terroristiche, oltre ad aver fornito indicazioni dettagliate che hanno costretto il regime di Teheran a svelare i siti nucleari fino ad allora tenuti segreti, accusa i leaders della Repubblica Islamica di avere un programma segreto di produzione di armi atomiche.
Nell’ agosto 2002 il gruppo a rivelato l’ esistenza dell’ impianto di produzione di acqua pesante di Arak e gli efficienti impianti di arricchimento dell’ uranio di Natanz, entrambi poi dichiarati alla IAEA (l’ organo di controllo nucleare).
La signora Bolurchi ha poi riferito che durante l ‘ incontro dei sopracitati ex-rappresentanti governativi, il capo dell’ Organizzazione per l’ Energia Atomica, Gholamreza Aghazadeh, ha mostrato soddisfazione nel constatare che a differenza dell’ impianto di Natanz, dove c’e’ stato un periodo di stallo, quello di Arak non e’ stato assolutamente preso di mira dagli ispettori della IAEA e quindi in quest’ultimo si e’ potuto proseguire con il progetto. Riguardo questa affermazione , non e’ stato possibile ricevere una risposta immediata da parte dei responsabili IAEA.
La IAEA (Agenzia Internazionale per l’ Energia Atomica) sta investigando il caso iraniano da 3 anni. Sebbene siano stati scoperti molti siti ed attivita’ tenute segrete, l’ agenzia non ha ancora nessuna prova che l’ Iran stia cercando di produrre armi nucleari.
Sospetti sui piani atomici iraniani
Washington e l’Unione Europea sospettano Teheran di voler costruire armi nucleari. L’ Iran insiste che le sue ambizioni sono solo limitate alla produzione pacifica di energia elettrica. La Unione Europea ha invitato l’ Iran ad abbandonare il suo progetto di produzione di acqua pesante. Tuttavia il blocco degli impianti di Arak non faceva ufficialmente parte della sospensione del programma di arricchimento dell’ uranio, convenuta a Parigi nel novembre 2004.
Con la rottura dei sigilli ONU e la conseguente messa in funzione degli impianti di lavorazione dell’ uranio di Isfahan, Teheran ha chiaramente rotto parte degli accordi di Parigi.
Francia, Germania e Gran Bretagna hanno minacciato di portare il caso al Consiglio di Sicurezza dell’ ONU che potrebbe imporre sanzioni commerciali all’ Iran nel caso esso non bloccasse gli impianti di Isfahan entro il prossimo mese di settembre (mese in cui si riuniranno i membri del Consiglio dei Governatori della IAEA).
Nel marzo scorso un think-thank di Washington, l’ Istituto per le Scienze e la Sicurezza Internazionale, ha riferito che le foto satellitari degli impianti di Arak per la produzione di acqua pesante usata nei reattori nucleari, risulta quasi ultimato.
