Pali di 15 metri e apparecchiature elettroniche acquistate e installate dal MOIS e dalla terroristica Qods Force
Occupazione militare di Campo Ashraf – n. 141
Dichiarazione n. 137 del 27 agosto 2011, la Resistenza Iraniana ha dichiarato che il Ministero dell’Intelligence del regime clericale e la terroristica Qods Force hanno fatto ricorso alla installazione di due alti pali di comunicazione a sud di Ashraf per spiare, fabbricare dossier, e falsi decreti contro i residenti di Ashraf. Questa misura è stata attuata attraverso una completa assistenza da parte delle forze irachene. Ora, la Resistenza Iraniana ha ricevuto nuovi dettagli di questa cospirazione dall’interno dell’Iran e mentre divulga informazioni pubbliche, chiede con urgenza l’interferenza degli Stati Uniti e delle Nazioni Unite di impedire il proseguimento di questa misura illegale e repressiva. 1. Il MOIS ha presentato il progetto di installazione di questi pali sotto il progetto dal titolo: “Spionaggio e repressione elettronica” di Ashraf al Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale del regime iraniano (SNSC). Il progetto è stato approvato dal consiglio alla presenza di Qassem Solaymani, comandante della Qods Force. L’installazione di questi pali si svolge mentre sono 19 mesi che giorno e notte continua la tortura psicologica dei residenti di Ashraf con 300 altoparlanti.
2. Il MOIS ha acquistato l’attrezzatura elettronica attraverso “Ofogeh Tose’eh Saberin Engineering Co.”, una delle aziende che appartiene alla cooperativa dell’IRGC. In precedenza, durante la rivolta del 2009, il regime clericale ha importato apparecchiature simili da Germania, Gran Bretagna, Cina, Malesia, Dubai e Singapore per interferire nelle stazioni satellitari. Queste apparecchiature sono per esempio state installate su Milad Tower, Ekbatan Township e Dar-Abad a Teheran e Shahin-Shahr ad Isfahan. Gli apparecchi installati a sud di Ashraf e quelle installate nei siti di cui sopra sono del tutto simili (le immagini sono in allegato).
3. L’ambasciata del regime dei mullah in Iraq ha coordinato questo progetto con Haqi al-Hakim e Sadeq Mohammed Kazim del Comitato del Primo Ministro iracheno incaricato di reprimere i residenti di Ashraf. Questo comitato ha ordinato al capitano Ahmed Hassan Khozair, suo rappresentante assoluto di Ashraf, di preparare ogni cosa per far avanzare questo progetto.
4. A metà agosto, un team di tecnici del MOIS è stato spedito da Teheran a Baghdad per l’installazione delle apparecchiature. Questa squadra era di stanza all’ Hotel Mohajer di Baghdad che è sotto il controllo del MOIS. Questo team ha accompagnato Ahmed Khozair il 10 agosto e ha visitato il perimetro Ashraf per scegliere il sito adatto per l’installazione dei pali. Successivamente, essi sono stati installati il 24 agosto, a 400 metri di distanza ed a 100 metri dalla barriera sud di Ashraf.
5. Prima dell’installazione dei pali, Ahmed Khozair ha ordinato alle forze sotto il comando di Nuri al-Maliki di non interferire in alcun modo con il lavoro di questa squadra e di non chiedere neppure i loro nomi o qualsiasi altra informazione. Deve solo fornire il supporto logistico e assistenza. Elementi del MOIS hanno coperto il volto con maschere e vestiti apposta durante l’installazione dei pali e delle attrezzature in modo da non essere identificati.
6. Le forze sotto il comando di Nuri al-Maliki hanno usato l’attrezzatura della 5° Divisione dell’esercito iracheno per creare un impianto completo composto da rimorchio e altre strutture necessarie ed erigere un muro di sabbia attorno a ciascun sito del palo. Strutture per questi due siti, tra cui due generatori ognuno del valore di decine di migliaia di dollari, sono stati rubati dagli edifici occupati l’8 aprile a nord di Ashraf.
7. Radiazioni di questi apparecchi, specialmente a distanza ravvicinata, portano a varie malattie della ghiandola del sangue, del cervello, dei nervi e interne. Quindi, la loro installazione a Teheran ha suscitato molte proteste anche all’interno del regime stesso che ha portato alla disinstallazione delle attrezzature di Milad Tower. Questo problema è stato sollevato durante le dispute del fazioni interne del regime e ha trovato la sua via per il parlamento dove è stato interrogato il ministro della Comunicazione a riguardo. Il ministro ha risposto di non essere a conoscenza del problema e che la questione si riferisce agli organi di sicurezza. Successivamente, i rappresentanti sono stati avvertiti di non interferire nel caso.
Il fascismo religioso al potere in Iran, diffondendo le sue misure repressive e di spionaggio contro Ashraf e gettando le basi per i prossimi massacri, sta tentando di impedire che l’opinione pubblica mondiale apprenda i suoi crimini anti-umani.
La Resistenza Iraniana chiede al parlamento iracheno e a tutte le forze nazionaliste e democratiche in quel paese, insieme al Capo del Consiglio Giudiziario Supremo iracheno ed al Procuratore Generale di protestare contro questo provvedimento illegale e repressivo. Esorta il governo degli Stati Uniti e le Nazioni Unite ad assicurare la protezione dei residenti di Ashraf e a stazionare osservatori permanenti delle Nazioni Unite ad Ashraf.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
4 settembre 2011
