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NUCLEARE IRANIANO: Il comunicato di ISJ sulla rimozione delle sanzioni internazionali

Fonte: ISJCommittee.com

(Bruxelles 22 Gennaio 2016) – A seguito del rapporto dell’AIEA e la rimozione delle sanzioni, il Comitato Internazionale In Search of Justice (ISJ), che ha seguito molto da vicino i progetti nucleari iraniani e i suoi negoziati con i paesi del P5+1, ritiene necessario affrontare i seguenti punti:

1. Come già affermato nel dettagliato rapporto di ISJ del 20 Novembre 2014, il regime iraniano ha fatto di tutto per ingannare la comunità internazionale. Tra le altre cose, questo rapporto ha scoperto: “Lo studio ha accertato che i due sistemi sono stati pienamente funzionanti durante tutto il periodo dello studio stesso. Nel sistema civile rientrano l’Organizzazione Iraniana per l’Energia Atomica ed alcune università, mentre il sistema militare costituisce l’aspetto segreto di questo programma. Queste due strutture somigliano a due cerchi concentrici che lavorano in tandem. Nel corso degli anni, la parte militare del programma ha subìto una riorganizzazione o dei cambi di nome, ma è andata avanti fino a giungere alle attività recenti. Secondo alcune informazioni, files e documenti disponibili, l’aspetto militare del programma è stato, e rimane, il cuore delle attività nucleari iraniane”.

2. Le varie fazioni all’interno dell’establishment al potere hanno condiviso l’interesse nell’acquisizione della bomba atomica. Il leader supremo, l’ayatollah Khamenei, l’ex-presidente Rafsanjani e il presidente Rouhani sono ugualmente coinvolti negli sforzi per ingannare il mondo. Il settimanale britannico Sunday Telegraph, il 5 Marzo 2006 ha rivelato che Hassan Rouhani, che guidava il team iraniano nei negoziati durante la presidenza Khatami, aveva ingannato l’Occidente e se ne era anche vantato. Il Sunday Telegraph scrisse: “Durante un discorso a chiusura di un incontro di eminenti religiosi e accademici islamici, Hassan Rouhani, che ha condotto i colloqui con i cosiddetti  EU3 fino allo scorso anno, ha rivelato come Tehran avesse temporeggiato e cercato di ingannare l’Occidente dopo che il suo programma nucleare segreto era stato scoperto dall’opposizione iraniana nel 2002”. Quindi, la possibilità e la capacità dell’Iran di ingannare i governi occidentali sorpassano di gran lunga quella della Corea del Nord. Se non fosse stato per la rivelazione dei progetti nucleari dell’Iran, avvenuta nell’Agosto 2002 grazie al PMOI/MEK in Iran e alla coalizione politica del CNRI, il regime iraniano ci avrebbe senza alcun dubbio sorpresi ancora di più con l’acquisizione della bomba atomica di quanto non abbiano fatto i nord-coreani.

3. Impedire all’Iran di acquisire armi nucleari è una conquista per la pace e la sicurezza internazionale, ma anche una vittoria per il popolo iraniano e la sua opposizione democratica. La comunità internazionale dovrebbe esprimere la sua gratitudine alla Resistenza Iraniana e alla sua presidente Maryam Rajavi, dato che senza gli sforzi di questa opposizione, questa vittoria non sarebbe stata raggiunta.

4. Sebbene una totale e precisa attuazione dell’accordo di Vienna impedirà all’Iran di acquisire la bomba atomica almeno per i prossimi 10-15 anni, gli ultimi tre decenni hanno dimostrato che questo regime non è in alcun modo affidabile e la comunità internazionale, ed in particolare l’AIEA, dovrà essere vigile ed utilizzare tutti i mezzi disponibili per scoprire le violazioni di Tehran in campo nucleare.

5. Abbandonare, seppur temporaneamente, la bomba nucleare inasprirà le crisi interne al regime iraniano in una maniera senza precedenti, dato che il regime aveva massicciamente investito sull’acquisizione della bomba atomica, sull’esportazione del terrorismo e l’espansione della sua influenza nei paesi della regione, oltre che nella repressione interna, per garantirsi la sopravvivenza. Queste crisi crescenti sono già evidenti. Perciò l’Iran sta tentando di seminare sulle condizioni favorevoli che hanno seguito l’accordo sul nucleare, per far sì che il mondo chiuda gli occhi di fronte alle sue crudeli e sistematiche violazioni dei diritti umani nel paese e alla sua aggressione dei paesi della regione, in particolare le atrocità commesse in Siria per salvare Bashar Assad. Oltre 2000 persone sono state impiccate da quando il “moderato” Rouhani è diventato presidente ad Agosto 2013.

6. In considerazione di tutto ciò, ISJ chiede al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, ai P5+1, all’AIEA e ai paesi della regione che sono direttamente minacciati dall’esportazione del terrorismo e del fondamentalismo di questo regime, di decidere quanto segue:

• L’Iran deve essere incriminato dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU per le sue disgustose e sistematiche violazioni dei diritti umani e per la sua malefica influenza in Iraq, Siria, Libano e Yemen. Qualunque miglioramento delle relazioni con questo regime dovrà essere condizionato al miglioramento della situazione dei diritti umani, della situazione delle donne e ad un totale ritiro delle sue forze e delle sue milizie dai paesi della regione.

• L’impiego dei fondi sbloccati dovrà essere supervisionato a livello internazionale per impedire che Tehran li utilizzi per finanziare le sue attività guerrafondaie e terroristiche all’estero e per garantire che il denaro venga speso per migliorare il livello di vita del popolo iraniano.

• Le sanzioni relative alle violazioni dei diritti umani e all’esportazione del terrorismo dovranno essere inasprite.

• L’AIEA dovrà collaborare strettamente con il CNRI per scoprire attività clandestine in Iran ed evitare di essere colto di sorpresa.

In assenza delle suddette misure, non solo l’Iran aumenterà le sue violazioni dei diritti umani e l’esportazione del terrorismo, ma troverà la via libera per aggirare l’accordo di Vienna e perseguire il suo obbiettivo di ottenere la bomba atomica.

Alejo Vidal-Quadras

Presidente del Comitato Internazionale In Search of Justice (ISJ)

Ex-Vice Presidente del Parlamento Europeo (1999-2014)

 

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