domenica, Gennaio 29, 2023
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Nucleare: Il mondo deve essere irremovibile sulle richieste in grado di fermare il regime iraniano

di: Ali Safavi 

Domenica scorsa,24 novembre, le maggiori potenze mondiali, tra cui gli Stati Uniti, hanno firmato un accordo sul nucleare con l’Iran che sospenderebbe alcuni aspetti del suo programma nucleare in cambio di un allentamento temporaneo delle sanzioni. L’accordo semestrale presumibilmente  concederebbe più tempo ai negoziati nella speranza di conseguire un accordo più ampio con Teheran.

 

 Secondo l’accordo a interim, l’Iran dovrebbe soltanto congelare l’arricchimento dell’uranio a livelli attuali, fermare alcune attività in un reattore che produce plutonio e cessare ulteriori lavori sulle centrifughe. In cambio saranno sospese alcune delle sanzioni economiche degli Stati Uniti e dell’Unione Europea e non ne saranno prese in considerazione altre per la durata dell’accordo.

 L’accordo temporaneo non chiede all’Iran di fare molto, ma la sgrava di miliardi di dollari in sanzioni. Per esempio, l’accordo non chiede all’Iran di chiudere il suo reattore al plutonio di Arak. Questo sito è chiaramente utilizzato per lo sviluppo di armi, nonostante le dichiarazioni opposte iraniane. L’accordo, inoltre, non richiede l’Iran di abbattere la capacità di arricchimento dell’uranio, o di ratificare i protocolli aggiuntivi nucleari o di concedere agli osservatori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica il libero accesso ai siti sospetti.

 Il regime iraniano si è deciso a una marcia indietro tattica per arrestare le sanzioni che iniziavano a funzionare ed evitare disordini sociali che potrebbero portare alla caduta del regime.

Per anni, il regime iraniano ha ricercato le armi nucleari come strumento strategico e di garanzia per la propria sopravvivenza. Ha stanziato miliardi di dollari e vaste risorse politiche e diplomatiche in funzione del programma proprio per questo motivo. Non sarà disposto a tornare indietro facilmente. Per molti anni ha celato i suoi siti e i programmi nucleari, fino a quando furono finalmente rivelati nel 2002 dal principale movimento di opposizione iraniano, il Consiglio nazionale della resistenza iraniana (CNRI). Anche dopo quelle rivelazioni, il regime si affrettò a nascondere e demolire i suoi siti e a sbarazzarsi delle prove. Quindi, il regime al potere in Iran non è affidabile.

 Più di 40 cicli di negoziati in un periodo di 10 anni non sono riusciti a produrre risultati concreti. Hanno fatto guadagnare tempo al regime per far progredire il suo programma. Se il mondo si fosse mostrato irremovibile subito dopo le rivelazioni del CNRI nel 2002, la situazione oggi sarebbe molto diversa.

 La mancanza di fermezza internazionale è stata ancora evidente il mese scorso durante il primo turno di negoziati a Ginevra. Questo nonostante che il regime sia estremamente indebolito dalle crescenti proteste sociali e dal malcontento popolare, dalle spaccature interne tra le sue fazioni e dai riflessi economici devastanti delle sanzioni. Se le potenze mondiali ne avessero avuto la volontà politica, avrebbero potuto ottenere molte più concessioni dal regime, che non era nella posizione di imporre la propria volontà.

 Ora che Teheran è in un vicolo cieco, le potenze mondiali non devono permetterle di violare l’accordo. Non devono ammiccare o chiudere un occhio. Impegnato a sopravvivere a ogni costo in un contesto nazionale e  internazionale sfavorevole, il regime aspetta l’occasione per portare avanti il suo programma di armi nucleari e avere la bomba come garanzia di sopravvivenza strategica.

 E’ importante ricordare che nulla cambierà fino a quando il regime avrà attuato tutte le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, fermerà del tutto il suo arricchimento nucleare, accetterà i protocolli addizionali del TNP, chiuderà  Arak e altri siti sospetti, e concederà il pieno accesso agli ispettori nucleari internazionali.

 Questo sarebbe il primo passo necessario per smantellare il suo programma nucleare e per evitare una guerra regionale. Il mondo deve essere irremovibile su queste richieste, altrimenti il regime ne avvertirà la debolezza e si sentirà incoraggiato a fabbricare la bomba impunemente. Il regime iraniano arretrerà solo se la comunità internazionale sceglierà la fermezza. Questa è la formula che deve essere compresa e cui bisogna conformarsi. Il rischio di cadere preda degli inganni di Teheran è troppo grande per essere accettato. I leader internazionali hanno l’enorme responsabilità di evitare tali conseguenze.

 

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