HomeNotizieIran NewsNon si va in ginocchio a Teheran

Non si va in ginocchio a Teheran

L’Alto Rappresentante Ue Mogherini parteciperà domani alla cerimonia d’insediamento del governo iraniano. Una presenza mortificante visto come vengono trattati diritti umani e valori europei da quelle parti, a meno che non sia l’occasione per mettere i cosiddetti “riformisti” di fronte alle loro responsabilità…

di Giulio Terzi di Sant’Agata

l’intraprendente, 4 agosto 2017 – Si apprende, da più organi d’informazione, che l’Alto Rappresentante della Politica Estera dell’Unione Europea, Federica Mogherini, prenderà parte domani a Teheran alla cerimonia di giuramento del secondo governo Rouhani.

L’Alto Rappresentante Mogherini, è giusto ricordarlo, è stata una tra le prime personalità a complimentarsi per la vittoria del cosiddetto moderato Rouhani, a seguito delle elezioni “democratiche” del 19 maggio scorso, e grande sostenitrice dell’impegno profuso dall’Iran per ottemperare ai dettami del Trattato Jcpoa. Ma la questione di fondo non riguarda esclusivamente il “nucleare”. Con un piccolo esercizio di memoria si potrebbe ricordare il ruolo che alcuni membri del primo Gabinetto hanno ricoperto nell’autentico massacro di 30mila oppositori politici nel 1988, mi riferisco al Ministro della Giustizia Mostafa Pour-Mohammadi. Restiamo, quindi, in attesa di scoprire quali altri “moderati” prenderanno parte al nuovo Esecutivo.

Ma ancora più imbarazzante è portare il “saluto” dell’Unione Europea, con il proprio carico di valori, a un regime che incessantemente si rende responsabile delle più odiose violazioni dei Diritti Umani. I numeri, per loro stessa natura, parlano chiaro: le esecuzioni capitali durante il primo mandato Rouhani ammontano a 3mila casi, di cui un significativo numero eseguite nelle pubbliche piazze, 340 nei primi sei mesi del 2017, più di cento nel solo mese di luglio.

A questo, già desolante scenario, va ad aggiungersi una interminabile degradazione della condizione delle donne, unitamente ad una sistematica e continua repressione delle minoranza etniche e religiose, come costantemente segnalato nei più recenti Rapporti sulla condizione dei Diritti Umani in Iran, dal Segretario Generale delle Nazioni Unite e dall’Alto Commissario per i Diritti Umani.

Ora più che mai, è il giusto momento per porre Teheran di fronte alla proprie responsabilità, passate e presenti. In Europa questa necessità inizia a farsi sentire già da qualche tempo ed il livello è in costante aumento, come dimostrano le numerose iniziative promosse da centinaia di deputati da tutta Europa. Nota di merito, in particolare, a 310 nostri Parlamentari di tutte le forze politiche che hanno rivolto l’appello al governo italiano di condannare ufficialmente i massacri del 1988 e di condizionare le relazioni con Teheran, ad ogni livello, al cessare definitivo delle esecuzioni capitali.

La visita dell’Alto Rappresentante Mogherini dovrebbe muovere proprio in tal senso, chiedere a gran voce e con fermezza che Teheran, e il suo “moderato” Presidente, accolga interamente quei principi che rappresentano la “conditio sine qua non” per una piena adesione alla comunità internazionale, giurando proprio su questi e sugli Accordi Internazionali, di cui l’Iran è firmatario, del cui rispetto purtroppo si registrano continue e sempre più profonde lacune.