domenica, Dicembre 4, 2022
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Migliaia di iraniani manifestano contro la presenza di Rouhani a Parigi

Rouhani è uno dei più alti esponenti del regime responsabile delle violazioni dei diritti umani in Iran e dei massacri nella regione

La visita del presidente del regime teocratico Hassan Rouhani a Parigi, è stata accolta da un’ondata di proteste di iraniani, personaggi politici francesi, attivisti e organizzazioni per i diritti umani e cittadini francesi. Giovedì a mezzogiorno, con una enorme manifestazione tenutasi a Parigi (in Place Denfert-Rochereau), i manifestanti hanno chiesto ai governanti francesi di ammonire Rouhani per la terribile situazione dei diritti umani in Iran, per la politica di esportazione del terrorismo e del fondamentalismo e per i distruttivi conflitti nella regione, in particolare per il sostegno al criminale presidente della Siria Bashar al-Assad.

Molti personaggi politici francesi ed europei, insieme a delegazioni in rappresentanza del popolo di Siria e Yemen, hanno preso parte alla manifestazione. Hanno tenuto i loro discorsi e marciato con i manifestanti per dimostrare la loro solidarietà agli obbiettivi di questa protesta.

I manifestanti riunitisi a  Place Denfert-Rochereau hanno espresso il loro disgusto per la presenza di questo mullah criminale e demagogo in un paese che difende i diritti umani e il diritto di asilo, gridando slogan come “Rouhani è un criminale ed un nemico degli iraniani”, “Abbasso il principio del velayat-e faqih. Lunga vita all’Esercito di Liberazione Nazionale”, “Rouhani, criminale, la tua caduta arriverà”, “Per le migliaia di esecuzioni: abbasso Rouhani”, “Ogni prigioniero grida: abbasso Rouhani” e “Vergogna per questi accordi, per i contratti, per la compiacenza”.

Tra gli oratori di questa enorme manifestazione ci sono stati Sid Ahmad Ghozali, ex-Primo Ministro algerino, Gilbert Mitterrand, Presidente della Fondazione France Libertés e figlio del defunto presidente francese François Mitterrand, il Senatore Jean-Pierre Michel; Giulio Maria Terzi, ex-Ministro degli Esteri italiano, Alejo Vidal-Quadras, Presidente del Comitato Internazionale In Search of Justice (ISJ) ed ex-Vice Presidente del Parlamento Europeo; José Bové, parlamentare europeo francese, Rama Yade, ex-Segretario di Stato francese per i Diritti Umani, Henri Leclerc, illustre avvocato e giurista francese, Dominique Lefevbre, membro dell’Assemblea Nazionale francese, Jean- François Legaret e Jacques Boutault, sindaci del 1° e 2° arrondissement di Parigi, Struan Stevenson, Presidente dell’European Iraqi Freedom Association (EIFA); Michel Kilo, membro dell’opposizione siriana e Marzieh Babakhani, membro del Consiglio Centrale del PMOI/MEK. Gérard Lauton ha letto alcuni brani di una lettera scritta da alcuni importanti sindacati francesi al presidente francese e  al ministro degli esteri per protestare contro il viaggio di Rouhani.

Gli oratori hanno sottolineato che Rouhani è sempre stato uno dei più alti esponenti, nonché strenuo difensore del sistema del velayat-e faqih e nel corso degli ultimi 37 anni è stato coinvolto nella repressione del popolo iraniano, nel massacro dei dissidenti iraniani nei campi Ashraf e Liberty, nel massacro dei popoli della regione, in particolare in Siria e Iraq ed è un sostenitore dei fondamentalisti. Tutti hanno sottolineato che ignorare la violazione delle libertà in Iran per amore di espandere le relazioni economiche e riavvicinarsi a questo regime, a spese del popolo iraniano e della sua Resistenza, non solo è immorale e meritevole di condanna, ma è un fattore che aumenta l’insicurezza e il conflitto nella regione e nel mondo.

Gli oratori hanno espresso il loro sostegno ai residenti di Camp Liberty, sottolineando la necessità di garantire il loro benessere e la loro sicurezza. Hanno anche precisato che il regime iraniano, con un comportamento che non ha alcun rispetto delle norme internazionali, non potrà mai essere un partner affidabile nella lotta che mira a sradicare l’orribile fenomeno del fondamentalismo in nome dell’Islam nel Vicino Oriente e in Medio Oriente. Hanno poi aggiunto che un Iran libero e democratico è una necessità fondamentale per la stabilità nella regione.

Nella dichiarazione finale della manifestazione, i dimostranti hanno espresso il loro appoggio alla Resistenza Iraniana ed in particolare alla piattaforma in 10 punti di Maryam Rajavi, Presidente eletta della Resistenza Iraniana, per la creazione di una repubblica basata sul rispetto dei diritti umani, sulla separazione tra religione e stato, sull’uguaglianza tra i sessi ed una coesistenza pacifica. Hanno poi ribadito che i fondamentalisti al potere in Iran, ribattezzati dal popolo iraniano “i Padrini dell’ISIS”, sono i sostenitori e gli sponsor del fondamentalismo islamico nel nostro mondo.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

28 Gennaio 2016

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