sabato, Dicembre 10, 2022
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Membri del Congresso americano ed ex-diplomatici si rivolgono ad Obama perché protegga i dissidenti iraniani in Iraq come promesso

CNRI – Alcuni membri del Congresso ed ex-diplomatici americani giovedi hanno evocato il nome di John F. Kennedy, il movimento dei diritti civili e il Giorno del Ringraziamento nel rivolgersi al Presidente Obama perché mantenga la promessa dell’America di proteggere i dissidenti iraniani agonizzanti in un campo per rifugiati in Iraq, ha riferito il Washington Times giovedi.

 

“Questa è una crisi umanitaria che richiede una soluzione”, ha detto Marc Ginsberg, ambasciatore americano in Marocco con il Presidente Clinton, agli irano-americani riunitisi al Cannon House Office Building.

I parlamentari hanno anche chiesto ad Obama di convincere il primo ministro iracheno Nouri al-Maliki a rilasciare i sette dissidenti rapiti nel raid del 1° Settembre, durante il quale uomini armati hanno ucciso 52 iraniani indifesi a Campo Ashraf, un complesso per rifugiati a nord di Baghdad.

John R. Bolton, ambasciatore americano all’ONU con il Presidente George W. Bush,ha sottolineato che gli Stati Uniti hanno riconosciuto a tutti i dissidenti il diritto alla protezione in quanto rifugiati, ma non sono riusciti ad onorare i loro impegni.

“Questa è una vergogna. E’ una macchia sulla reputazione degli Stati Uniti”, ha detto chiedendo al Congresso di concedere a questi dissidenti asilo politico e di tirarli “fuori dalla trappola mortale in cui si trovano”.

Il Rep. Ted Poe ha ricordato che questi dissidenti sono stati attaccati cinque volte dal 2009, da quando cioè le forze statunitensi hanno trasferito all’Iraq la responsabilità della loro protezione.

“La lotta non è ancora finita”, ha detto questo repubblicano del Texas agli irano-americani che hanno amici e parenti tra i dissidenti. “Non finirà tanto presto”.

Citando il Giorno del Ringraziamento, il Rep. Dana Rohrabacher ha detto che gli americani la prossima settimana si riuniranno con le loro famiglie per ricordare quanto sono fortunati.

“Se fossimo davvero grati, aiuteremmo quelli che stanno lottando contro l’ingiustizia e la tirannia” ha detto il repubblicano della California.

Il Rep. Danny K. Davis ha detto che, come veterano del movimento per i diritti civili, condivide la lotta per la giustizia degli iraniani.

“La strada verso la libertà è spesso molto lunga”, ha detto il Democratico dell’Illinois. “Io provengo da un popolo che lo sa bene. Lotta, lotta, lotta e dolore sono i presupposti al cambiamento”.

 

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