mercoledì, Novembre 30, 2022
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Meeting Internazionale per le vittime del regime dittatoriale religioso iraniano, Parigi 2009

di Valentina Vivarelli, Referente Giovani IDV per la Provincia di Torino

ImageIl 20 giugno scorso, a Parigi, si è tenuto l’annuale Meeting Internazionale per le vittime del regime dittatoriale religioso iraniano, organizzato dal Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI), presieduto dalla signora Marjam Rajavi.
100.000 le persone intervenute da diverse parti del mondo (America, Canada, Australia, Europa, Asia…) per sostenere il popolo iraniano.
Assieme alla stampa internazionale e ai rappresentanti politici, italiani e non, era presente anche una delegazione dei Giovani dell’Italia dei Valori del Piemonte, invitata dall’Associazione Donne Democratiche Iraniane in Italia ed accompagnata nel lungo ed intenso viaggio (24 ore in autobus a/r), dai membri dell’Associazione Iran Libero e Democratico.

Mostre, musica iraniana (bellissima l’interpretazione del nuovo inno iraniano ad opera del coro dei giovani di Cuneo), testimonianze dirette, video e foto shoccanti, ci hanno dato l’idea di ciò che sta accadendo al popolo iraniano.
Tutti sanno che da poco si sono concluse le elezioni con le quali Mahmud Ahmadinejad è stato confermato per un secondo mandato come Presidente dell’Iran.
Tutti sanno che non si è trattato di elezioni democratiche, perchè in Iran l’opposizione non c’è più: in parte è reclusa nelle carceri, in parte è in esilio all’estero e in parte è nei cimiteri.
Si è trattato di elezioni tra correnti della dittatura, accumunate da un sistema che prevede ed esegue impiccagioni, torture e oppressione dei partiti democratici (ricordiamo che, nel solo mese di maggio, 21 persone sono state impiccate e che l’Iran è stato l’unico Paese al mondo a giustiziare minorenni nel 2008, almeno 13, mentre almeno altri 3 sono stati impiccati nel 2009. Due persone sono state lapidate nel dicembre 2008 e un’altra nel marzo scorso).
Secondo l’Organizzazione dei Mujaheddin del Popolo Iraniano (PMOI), più dell’85% dei 51,2 milioni di elettori iraniani ha boicottato le elezioni, per dire “no” al regime.
Tutti sanno che da giorni la popolazione di Teheran, in particolare i giovani, stanno manifestando contro queste elezioni.
In risposta, gli Agenti delle Forze di Sicurezza Statale (SSF), le forze speciali anti sommosse e molti uomini in borghese, stanno attaccando i manifestanti e gli oppositori al regime.
Ci è stato raccontato quello che forse non tutti sanno.
Qualche notte fa, c’è stato un vero e proprio massacro degli studenti universitari di Teheran, a seguito di un’incursione alla residenza universitaria, dove si teneva un sit-in degli studenti: numerosi i feriti e gli arrestati.
In seguito a ciò, più di 120 docenti universitari si sono dimessi collettivamente dalle funzioni, per unirsi al sit-in.
Dalle parole dei presenti e di una piccola donna, Marjam Rajavi, conosciamo alcuni dettagli della repressione; e dal suo interrompere il Meeting antetempo a causa della notizia della manifestazione in corso a Teheran, cogliamo la gravità degli eventi.
Si tratta di una repressione che, dai racconti che ci vengono fatti, si avvale dei metodi più inquietanti: attacchi in piena notte alle case di coloro che soccorrono i feriti, raid negli ambulatori per arrestare e torturare i feriti, manganelli-accette per colpire i manifestanti, spari contro i manifestanti da elicotteri soprastanti, allestimenti di sale di tortura nei sotterranei della città…
Purtroppo le immagini che arrivano, tramite internet, sono solo quelle diffuse grazie a coraggiosi ragazzi iraniani, perchè gli Ayatollah hanno ordinato il blocco totale dell’informazione, per non far vedere al mondo ciò che sta accadendo.
Centinaia le persone arrestate, centinaia i feriti e decine i morti.
Ma la protesta dei ragazzi di Teheran continua.
I ragazzi iraniani, che rappresentano il 70 % della popolazione, chiedono Libertà e Democrazia per il loro Paese, chiedono sostegno per un cambiamento democratico, chiedono dure sanzioni contro il regime, chiedono nuove elezioni sotto la supervisione dell’ONU.
Noi Giovani dell’Italia dei Valori del Piemonte c’eravamo, in un freddo pomeriggio di Parigi, a questa grande occasione internazionale per rilanciare una politica seria per il futuro dell’Iran, con i tanti, tantissimi, giovani provenienti dalle diverse parti del mondo, per unirci al grido di Pace, Libertà e Democrazia.

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