giovedì, Dicembre 8, 2022
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Massiccio sostegno degli Iraniani al canale TV Sima-yé Azadi, Catena di solidarietà con la Resistenza iraniana e con Ashraf

CNRI – Migliaia di Iraniani da tutto il Paese e dalla diaspora hanno partecipato alla richiesta di raccolta di fondi, emessa dal canale televisivo dell’opposizione Sima-yé Azadi (L’Immagine della Libertà). La richiesta è durata sei giorni, dal 23 all’alba del 29 luglio. I sostenitori del canale dell’opposizione hanno esteso il loro sostegno anche alla Resistenza iraniana e ai suoi membri rifugiati ad Ashraf. La trasmissione emessa per la raccolta di fondi, chiamata Hamyari, trasmessa diverse volte durante l’anno per assicurare il finanziamento di questo canale satellitare, ha riportato agli occhi dei suoi responsabili un successo formidabile.
 
Grazie a questa trasmissione, durata in tutto 64 ore, gli Iraniani hanno versato l’equivalente di 3.280.000 dollari di aiuto finanziario al canale Sima-yé Azadi. A causa dell’alto numero di chiamate, e nonostante 23 linee telefoniche, molti donatori hanno atteso ore prima che le linee si liberassero. Alcuni donatori hanno a loro volta cercato donazioni presso altri simpatizzanti della Resistenza, annunciando la somma raccolta durante la trasmissione.
 
Sima-yé Azadi, che è uno dei canali in persiano maggiormente seguiti, è diffusa via satellite in tutto l’Iran e nel mondo. Gli Iraniani vi possono seguire le notizie della Resistenza che il regime censura sui canali ufficiali. Inoltre gioca un ruolo fondamentale nella diffusione delle immagini e delle notizie delle manifestazioni in Iran, nonché delle riunioni e delle attività della Resistenza nel mondo. Ha inoltre giocato un ruolo cruciale nella diffusione delle immagini, e nella denuncia, degli attacchi selvaggi delle forze irachene al Campo di Ashraf.
 
Fino ad oggi, molti giornalisti di questo canale, in Iran, sono stati arrestati, e diversi militanti dell’OMPI sono stati giustiziati per aver fornito informazioni e mostrato immagini relative ai manifestanti su questo canale. Così come almeno due membri della Resistenza che facevano dei servizi per Sima-yé Azadi ad Ashraf, Saba Haft-Baradaran e Assieh Rakhshani, sono stati uccisi dalle forze irachene durante il massacro dell’8 aprile.
 
Nel loro appello gli Iraniani hanno condannato le manovre del regime e dei suoi agenti in Iraq. Hanno qualificato Ashraf come fonte di speranza del popolo e come modello di autentica democrazia per il futuro dell’Iran.
 
I telespettatori hanno unanimemente condannato le recenti dichiarazioni di un responsabile americano, concernenti Ashraf, sottolineando che il popolo iraniano ritiene gli Stati Uniti responsabili di aver violato i propri accordi politici e morali, che prevedevano la protezione dei rifugiati di Ashraf, e che questa responsabilità sarà messa sul conto degli Stati Uniti.
 
Diverse persone, che telefonavano alla rete televisiva, durante il suo appello per la raccolta di fondi, e che chiamavano da Teheran e dalle province iraniane – segnatamente da Machad e da Qom, da Isphahan e da Kachan, da Yazd e da Arak e da Khomein, da Kermanchah e da Hamedan, da Chiraz e da Sari, da Gorgan e da Fouman, da Racht, da Lahidjan e da Amol – hanno corso grossi rischi per annunciare la loro solidarietà ad Ashraf. Queste chiamate hanno avuto luogo mentre il regime dei mullah aveva creato disturbi alle linee telefoniche per impedire agli Iraniani di chiamare la rete satellitare. Molti donatori, dall’Iran, hanno fatto conoscere l’entità della loro donazione a Sima-yé Azadi per voce di un amico o di un parente all’estero.
 
Sono stati numerosi gli iraniani in esilio, in diversi Paesi del mondo, ad aver chiamato per fare le loro donazioni; dagli Stati Uniti, dal Canada, dall’Australia, dalla Gran Bretagna, Dall’Italia, dalla Germania, dall’Austria, dalla Francia, dalla Norvegia, dalla Svezia, dalla Danimarca, dalla Finlandia, dall’Olanda, dal Belgio, dal Lussemburgo, dalla Svizzera, dalla Spagna, dal Portogallo, dalla Grecia, da Cipro, dalla Romania, dalla Turchia, dall’Azerbaigian, da Panama, dalla Giordania, dal Kuwait, dall’Iraq e dall’India. Con una sola voce insieme agli Iraniani che vivono in Iran, hanno espresso i loro sentimenti traboccanti di affetto in sostegno ad Ashraf, in quanto focolaio strategico della lotta contro il regime dei mullah.
 
I donatori sono emersi da un ampio ventaglio di strati sociali; operai, studenti, insegnanti, commercianti, industriali… e i loro aiuti hanno variato da uno a diverse centinaia di migliaia di dollari. Gli artisti hanno offerto le loro opere, altri le loro case, e molte donne e ragazze hanno donato i loro gioielli.
 
Di fronte all’ampiezza della ricezione riservata alla Resistenza e al canale Sima-yé Azadi, il regime ha lanciato, nella provincia e nella capitale, una nuova campagna per impadronirsi dei servizi satellitari. Ma queste misure non hanno potuto impedire che l’ascolto del canale aumentasse ogni giorno, ed estendesse il suo sostegno alla Resistenza.
 
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana.
30 luglio 2011.

 

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