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Maryam Rajavi,in esilio dice:”Sono la voce di coloro che sono stati perseguitati e giustiziati”

Focus Online, settimanale tedesco- 26 Marzo 2011
Ulrike Plewa

In una intervista con Focus Online, Maryam Rajavi, politica iraniana in esilio, ha sollecitato l’Occidente ad adottare un atteggiamento più incisivo a sostegno delle rivolte dei paesi arabi. Ha anche invitato la Germania a imporre l’embargo economico a Tehran.

Focus Online: Sig.ra Rajavi, cosa ne pensa dell’intervento di americani, inglesi e francesi a sostegno dei ribelli in Libia?

Rajavi: L’ho accolto anche se in ritardo. L’azione militare è assolutamente necessaria per aiutare l’opposizione contro il despota che opprime la sua popolazione.

Focus Online: Come vede la decisione della Germania di astenersi dal voto nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU?

Rajavi: è stato deludente. I tedeschi sanno quanto sia importante il supporto alla popolazione. Ho una visione critica del fatto che la Germania non abbia giocato un ruolo più attivo e non abbia adottato un atteggiamento più chiaro. Questa riluttanza danneggia l’unità internazionale contro il regime di Muammar Gaddafi. L’Occidente dovrebbe dare un maggior sostegno per le rivolte nei paesi arabi e anche per la crescente opposizione in Iran.

Focus Online: Secondo lei è giustificata una guerra contro il dittatore libico da parte di america ed Europa? Non potrebbe innescare sentimenti anti-occidentali in Medio Oriente?

Rajavi: L’intervento è appoggiato da un mandato delle NU. Continuare una politica di pacificazione con i dittatori servirebbe solo a ritardare l’instaurazione di governi liberamente eletti. Tenendo questo atteggiamento soprattutto verso l’Iran, l’Occidente facilita solo il rafforzamento del fondamentalismo e del terrorismo islamico. Con il pretesto della promozione di stabilità nella regione, c’è stato solo un silenzio troppo lungo nelle relazioni con questi governi. Guardate la Tunisia, dove nessuno si è opposto a Ben Ali per 30 anni, solo perchè aveva limitato gli islamisti. è stato un approccio sbagliato, soprattutto dalla più grande fonte di espansione del fondamentalismo a Tehran.

Focus Online: Perchè l’Occidente ha adottato una posizione cosى contraddittoria?

Rajavi: Da un lato, gli interessi economici sono la priorità per l’Occidente. L’Iran è un importante partner commerciale. E peggio, vedo un vuoto di conoscenza sul ruolo dittatoriale del regime clericale che governa in Iran. Questo regime non puٍ accogliere riforme dal suo interno, ed è qualcosa che l’Occidente dovrebbe capire.
L’Occidente ha sempre avuto una vana speranza di ottenere queste riforme, prima con Rafsanjani, poi con Khatami. Intanto la situazione per la popolazione continua a peggiorare.

Focus Online: Lei appoggia le sanzioni e il boicottaggio come via per sostenere l’opposizione iraniana?

Rajavi: L’Occidente dovrebbe smettere di comprare petrolio dall’Iran. Inoltre, sono desiderabili i sanzioni globali su vari prodotti. Attualmente, il commercio della Germania con l’Iran comprende più di 3 mila prodotti. Ha venduto  all’Iran circa 4 miliardi di euro annui di beni. Queste entrate sono state usate dal regime per finanziare l’apparato repressivo, per esportare il terrorismo e per costruire la bomba atomica.

Focus Online: Potrebbero esserci conseguenze negative sulla popolazione con queste sanzioni?

Rajavi: Le sanzioni dovrebbero essenzialmente essere un primo passo verso un maggior sostegno morale e materiale al movimento di resistenza. L’Iran è un paese ricco, ma l’80 percento dei suoi cittadini vive attualmente in condizioni di povertà, perchè le entrate del petrolio non portano loro alcun beneficio. La popolazione iraniana è sostengono adeguate sanzioni perchè il commercio con i paesi stranieri non puٍ dare loro benefici. La soppressione della popolazione da parte del regime è più brutale di quella di Gaddafi. Per questo la comunità internazionale deve interrompere i suoi legami con Tehran.

Focus Online: Vede qualche ragione ora per sperare che il regime venga rimosso?

Rajavi: Sى, assolutamente. Questo è il tempo della speranza. Anche se gli iraniani sono sottoposti ad esecuzioni solo perchè partecipano alle manifestazioni o perchè vanno a trovare i parenti ad Ashraf, nonostante la perpetrazione di queste violenze, le rivolte continuano e la popolazione chiede libertà, l’uguaglianza e la separazione di chiesa e stato. Il Presidente Mahmud Ahmadinejad commette i suoi crimini con il pretesto dell’Islam e perpetrano il peggior tipo di soppressioni contro le donne. E’ cosى che la popolazione iraniana sta soffrendo. Le donne costituiscono più della metà dei membri del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, e hanno eletto una donna al timone.

Focus Online: Quando è stata l’ultima volta in Iran e vorrebbe tornaci?

Rajavi: L’ultima volta è stata 29 anni fa. Due mie sorelle sono state uccise. Se io tornassi in Iran ora, farei la stessa fine. Fino a che l’Iran  non cambierà democraticamente, continuerٍ il mio lavoro dal mio esilio a Parigi- come voce di coloro che sono stati perseguitati e giustiziati.

Maryam Rajavi ha 57 anni, è Presidente del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, vive in esilio in Francia da molti anni.

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