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Maryam Rajavi: “Un cambio di regime in Iran è necessario e a portata di mano. Un’alternativa democratica esiste”

Gran Rauduno della Resistenza – No. 3

IL GRAN RADUNO ANNUALE DELLA RESISTENZA IRANIANA A PARIGI

Passdaran deve essere messo nella lista nera, i mullah devono essere isolati dalla comunità internazionale. I seggi dell’Iran devono essere assegnati alla Resistenza Iraniana

“L’unica soluzione per liberare il popolo dell’Iran e per ristabilire la pace e la tranquillità nella regione, è il rovesciamento del regime iraniano”, ha dichiarato Maryam Rajavi, Presidente eletta della Resistenza Iraniana, al Gran Raduno degli iraniani il 1° Luglio 2017.

Ed ha ribadito: “Il rovesciamento del regime è possibile ed a portata di mano ed esiste un’alternativa democratica, una resistenza organizzata che può abbattere questo regime”.

Maryam Rajavi ha proseguito dicendo: “A dispetto della sua propaganda, la più grossa minaccia per il regime non è un nemico straniero, ma il reale disgusto di un società pronta ad esplodere e l’aumento delle proteste che sono arrivate a 11.000 lo scorso anno, come ammesso dagli esponenti del regime”.

“Sin da principio il regime ha dichiarato guerra al popolo dell’Iran. Tutte le altre guerre scatenate nei paesi stranieri, sono state progettate per nascondere questo conflitto principale. Queste guerre non sono un segno della forza del regime. Il problema è che nessun governo della regione ha mai cercato di contenere la bellicosità del regime”.

Ed ha aggiunto: “Temendo il ripetersi delle rivolte del 2009, Khamenei ha dovuto fare marcia indietro dal suo piano per le elezioni presidenziali-farsa, di fare uscire cioè vincitore dalla urne il nome di Raisi, il boia incaricato del massacro del 1988. Questa è stata una sconfitta per tutto il regime. Il fatto che Hassan Rouhani si sia assicurato un secondo mandato non modifica l’impasse del regime. Il regime non è capace di riforme, perché i cosiddetti riformisti, che sono stati al potere per più della metà del governo di questo regime, non hanno fatto altro che servire il velayat-e faqih. Questo regime non può essere controllato, perché più di tre decenni di concessioni dell’Occidente non hanno portato a nessun cambiamento in questo regime”.

Maryam Rajavi ha detto che l’esistenza di una forza per il cambiamento e di una alternativa democratica garantisce il rovesciamento del regime e la libertà in Iran. Questa forza si fonda su un movimento unito e organizzato con migliaia di membri altruisti e pionieri. Si fonda un reale sostegno, compreso quello finanziario, degli iraniani in patria e all’estero. Quelli sui cui sforzi e rischi la Resistenza Iraniana ha contato per denunciare l’esistenza dei siti nucleari segreti del regime.

Questa alternativa, che ha visto 120.000 dei suoi membri e simpatizzanti giustiziati da questo regime e che vuole ristabilire la libertà e la democrazia, costituisce una risposta appropriata alle differenze tra i vari gruppi etnici e alla discordia che divide gli sciiti e i sunniti. Essa promuove la libertà e la parità per il seguaci di tutte le religioni e risponde alle tensioni tra l’Iran e i paesi della regione.

La Presidente eletta del CNRI ha sottolineato la sua incrollabile fede nella libera scelta della gente, nella separazione tra religione e stato, nella pari e attiva partecipazione delle donne alla leadership politica e all’autonomia dei vari gruppi etnici nell’ambito dell’integrità territoriale dell’Iran. Ed ha aggiunto: “Come ho già ribadito, ripetutamente, noi non vogliamo né denaro, né armi. Vi esortiamo a riconoscere il diritto del popolo iraniano a rovesciare la dittatura religiosa dei mullah”.

Maryam Rajavi ha poi accolto con favore le dichiarazioni fatte durante il Summit Arabo-Islamico-Americano di Riyadh, contro il regime iraniano, e ha detto: “La soluzione ultima alla crisi nella regione e alla lotta contro gruppi come l’ISIS, è il rovesciamento del regime iraniano, per mano del popolo iraniano e della Resistenza”.

Ha poi esortato le Nazioni Unite, l’Unione Europea, gli Stati Uniti e i paesi della regione a:

–  Riconoscere la resistenza del popolo iraniano e il suo diritto a rovesciare la dittatura religiosa dei mullah.

–  Ad espellere il regime dall’ONU e dall’Organizzazione per la Cooperazione Islamica e a consegnare i seggi dell’Iran alla Resistenza del Popolo Iraniano.

–  A designare il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie (IRGC) come un’organizzazione terroristica e a cacciarlo dall’intera regione.

Khamenei e gli altri leader del regime devono affrontare la giustizia per le loro palesi violazioni dei diritti umani e per i loro crimini contro l’umanità, in particolare il massacro del 1988 dei prigionieri politici in Iran, e per i crimini di guerra commessi nella regione.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

1° Luglio 2017

 

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