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Maryam Rajavi saluta la prima testimonianza di un presidente americano sulla necessità di un cambiamento in Iran

Riconoscere il CNRI come la sola alternativa democratica al regime teocratico è indispensabile per compensare la disastrosa politica degli Stati Uniti sull’Iran del passato

In un momento del suo discorso alla 72a sessione dell’Assemblea Generale dell’ONU, il Presidente Trump ha parlato del popolo dell’Iran e del fascismo religioso che governa il paese.

Trump ha precisamente confermato il fatto che “la vittima che da più tempo soffre per colpa dei leaders iraniani è proprio il loro stesso popolo”. E ha detto anche: “Tutto il mondo comprende che la brava gente dell’Iran vuole cambiare”.

Il Presidente degli Stati Uniti ha parlato del fatto che le risorse del popolo iraniano vengono utilizzate per sostenere la dittatura di Bashar al-Assad, per fomentare la guerra civile nello  Yemen e sostenere Hezbollah. Ha anche detto che “le principali esportazioni del regime sono la violenza, il massacro e il caos” e che “il popolo iraniano è ciò che i suoi leaders temono di più”.

La Presidente eletta della Resistenza Iraniana Maryam Rajavi, ha apprezzato le dichiarazioni del Presidente Trump, elogiandole quali prima testimonianza di un presidente degli Stati Uniti negli ultimi 38 anni. Sulla necessità di un cambio di regime in Iran per mano del suo popolo, che è stata la politica dichiarata della Resistenza Iraniana degli ultimi 36 anni, Maryam Rajavi ha detto: “Riconoscere il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana come l’unica alternativa democratica alla dittatura religiosa e terrorista in Iran, è indispensabile per porre fine e per compensare la disastrosa politica passata degli Stati Uniti nei confronti del popolo dell’Iran”.

Maryam Rajavi ha ricordato agli Stati Uniti la violazione del loro obbligo in Iraq di proteggere i residenti di Ashraf e Liberty, la designazione terroristica del PMOI/MEK che ha aperto la via alla repressione della principale opposizione iraniana ai mullah e le concessioni del JCPOA al regime iraniano, come alcuni dei più imbarazzanti esempi delle misure statunitensi che il popolo dell’Iran ha pagato ad un prezzo altissimo.

La Resistenza Iraniana ritiene che le dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti debbano essere accompagnate da una serie di misure concrete per potere essere realizzate. Tra queste: 

• Il dossier sui crimini del regime iraniano, in particolare sul massacro dei 30.000 prigionieri politici del 1988, deve essere presentato alla Corte Penale Internazionale e i leaders del regime e gli autori di questi crimini devono affrontare la giustizia.

• Il regime teocratico deve essere cacciato dal Medio Oriente e il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie (IRGC), insieme alle sue milizie mercenarie, deve essere espulso da Iraq, Siria, Yemen, Afghanistan e Libano.

• Le precedenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU riguardanti il progetto sulle armi nucleari del regime iraniano, il divieto dell’arricchimento dell’uranio, nonché sulle ispezioni libere e senza condizioni ai siti militari e civili, devono essere attuate.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

19 settembre 2017