domenica, Dicembre 4, 2022
HomeNotizieIran NewsMaryam Rajavi Presidente eletta della Resistenza Iraniana: col genocidio del 1° settembre...

Maryam Rajavi Presidente eletta della Resistenza Iraniana: col genocidio del 1° settembre l’obiettivo comune del governo iracheno e del regime iraniano è bruciare la via del ritorno ad Ashraf e pianificare il prossimo attacco a Liberty

Massacro a Camp Ashraf – n. 21

Indagini indipendenti e imparziali con la presenza dei rappresentanti e dei legali difensori dei residenti sono necessarie per impedire il ripetersi di un crimine contro l’umanità

La signora Maryam Rajavi, presidente eletta della Resistenza Iraniana, afferma che con il genocidio del 1° settembre ad Ashraf l’obiettivo comune del regime iraniano e del governo iracheno, fantoccio nelle sue mani, era  bruciare l’unica  via reale e perseguibile  per garantire l’incolumità di più di 3000 rifugiati iraniani a Liberty . Dichiara che  il regime iraniano ed il governo iracheno  stanno pianificando i prossimi attacchi e futuri genocidi.   La presidente della resistenza iraniana aggiunge che  lo spietato eccidio di Ashraf ha mostrato la  malvagità e la crudeltà della dittatura al potere in Iran e del governo iracheno suo accolito. Sparare a raffica sui feriti nell’infermeria  di Ashraf e sparare il colpo di grazia ai malati  sul letto d’ospedale  come hanno fatto i mercenari di Khamenei e al-Maliki è l’altra faccia della medaglia dell’uso delle  armi chimiche in Siria ad opera di Khamenei e del dittatore siriano suo protetto.

La sig.ra Rajavi ha affermato che le Nazioni Unite e gli Stati Uniti d’America per più di un motivo sono direttamente responsabili per la sicurezza dei residenti di Ashraf. Ora dopo questo abnorme crimine contro l’umanità devono intraprendere concrete iniziative. Devono assumere pienamente la responsabilità della sicurezza di Ashraf e Liberty che nel 2009 hanno lasciato irresponsabilmente agli assassini iracheni. Devono affidarla  ai caschi blu, secondo le leggi internazionali tra cui il principio della responsabilità di protezione (R2P)  e l’articolo 45 della Convenzione di Ginevra.

La presidente eletta della Resistenza iraniana ha ribadito la necessità di nominare una commissione internazionale di ricerca per indagare in modo indipendente e imparziale sul genocidio del 1° settembre con la presenza dei rappresentanti e dei legali del residenti e delle vittime e inviare il caso al Consiglio di Sicurezza dell’ONU  per processare e punire i responsabili. La sig.ra Rajavi ha auspicato che il genocidio del 1° settembre non entri nell’oblio come i quattro tragici casi precedenti ad Ashraf e Liberty. Indagini imparziali sono il primo passo per impedire il ripetersi di questi crimini contro l’umanità. Coinvolgere il governo Iracheno, cioè il principale imputato nelle indagini,  rende queste del tutto inattendibili e ciò deve essere evitato ad ogni costo.

Ieri “ fonti di sicurezza” irachene hanno dichiarato alla Reuter che l’esercito e le forze speciali irachene hanno aperto il fuoco contro i residenti e che “sono del parere che i residente erano inermi”. Nello stesso giorno due autorità del ministero degli Interni iracheno hanno detto alla CNN che “dopo una serie di lanci di mortai le forze irachene hanno attaccato il campo  Ashraf”.

Il ministro delle Informazioni del regime iraniano ha dichiarato ieri che “lo Stato iracheno s’è visto costretto ad affrontare i terroristi residenti alla base di Ashraf”. Il Corpo dei pasdaran in un suo comunicato rivendica  che “i coraggiosi figli dei mojahedin iracheni con un atto rivoluzionario  di si sono vendicati dell’organizzazione dei Mojahedin”.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

2 settembre 2013

 

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,633FollowersFollow
40,421FollowersFollow