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Maryam Rajavi: “Il primo passo da fare per combattere l’estremismo che agisce sotto la bandiera dell’Islam, è cacciare i mullah dalla regione”

Conferenza Internazionale a Parigi “Fondamentalismo Islamico: Radici, Soluzioni e Ruolo del Regime Iraniano”

“Dimostrare fermezza verso i mullah, ormai in una condizione di fragilità, è più efficace e imperativo che mai”

Maryam Rajavi: “Il primo, fondamentale passo da fare per combattere l’estremismo che agisce sotto la bandiera dell’Islam, è cacciare i mullah dalla regione”

Si è tenuta a Parigi una conferenza internazionale dal titolo “Fondamentalismo Islamico: Radici, Soluzioni e Ruolo del Regime Iraniano”, in occasione del 36° anniversario della rivoluzione del Febbraio 1979 in Iran, su invito del Comitato Francese per un Iran Democratico (CFID), alla quale hanno partecipato i più illustri politici internazionali.

Maryam Rajavi, Presidente eletta della Resistenza Iraniana, ha illustrato i suoi punti di vista sulla situazione attuale in Iran e nella regione, nel 36° anniversario della rivoluzione anti-monarchica del popolo iraniano:

1. Nonostante la più barbara repressione, scarsamente eguagliata nel mondo di oggi, il popolo iraniano si è fermamente rifiutato di sottomettersi a questo regime teocratico. La strategia dei mullah per il perseguimento del loro programma nucleare e per l’esportazione del terrorismo e del fondamentalismo, è ormai fallita. Il malcontento popolare e la resistenza organizzata hanno portato il regime ad un impasse.

2. La più grossa sconfitta del regime teocratico è giunta mentre i suoi attacchi e la sua massiccia campagna non riuscivano a distruggere la Resistenza Iraniana o a danneggiare le sue fila compatte e la sua forza. Superando le prove più difficili, grazie a specifiche piattaforme e programmi, ed essendo radicata nei suoi tre decenni di lotta, la Resistenza Iraniana è ora l’unica alternativa democratica a questo regime.

3. Il regime del velayat-e faqih è la fonte e il principale sponsor del terrorismo e del fondamentalismo nella regione. Il primo fondamentale passo da fare per combattere l’estremismo che agisce sotto la bandiera dell’Islam, è cacciare questo regime, in particolare da Iraq e Siria. Le conseguenze di una qualunque partecipazione del regime dei mullah alla coalizione contro l’ISIS, è centinaia di volte più pericolosa di qualunque fazione fondamentalista islamica sciita o sunnita ed inevitabilmente espanderebbe, aggravandola, l’attuale catastrofe.

4. La posizione conciliante dei governi occidentali nel corso dei colloqui sul nucleare sta incoraggiando questo regime ad ottenere la bomba atomica. Il regime teocratico deve essere costretto ad applicare le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, a fermare l’arricchimento dell’uranio e ad accettare le ispezioni a sorpresa in tutti i suoi impianti e siti sospetti.

5. Il dossier sui 36 anni di atrocità del regime iraniano, in particolare sui suoi crimini ad Ashraf ed il massacro dei prigionieri politici nel 1988, deve essere presentato alla Corte Penale Internazionale (ICC) dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU. La comunità internazionale deve imporre sanzioni globali a questo regime ed espellere i suoi agenti,  mercenari e terroristi. Inoltre, deve riconoscere il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) e il suo governo provvisorio che trasferirà la sovranità al popolo iraniano, come unica alternativa democratica praticabile a questo regime.

6.Il Governo degli Stati Uniti, le Nazioni Unite e l’Unione Europea, devono agire in base ai loro impegni ed obblighi legali per porre fine all’assedio ed in particolare al blocco sanitario a Camp Liberty, dichiarandolo un campo per rifugiati sotto la supervisione dell’ONU. Gli Stati Uniti devo fornire e garantire protezione a Camp Liberty.

Alcuni dei politici che hanno partecipato a questa conferenza, inaugurata dall’ex-vice presidente del Parlamento Europeo e Presidente del Comitato Internazionale “In Search of Justice (ISJ)”, Alejo Vidal-Quadras, sono stati: Rudy Giuliani, ex-Sindaco di New York City e Candidato alle presidenziali americane (2008); Michael Mukasey, 81° Procuratore Generale degli Stati Uniti (2007-2009); Alan Dershowitz, avvocato statunitense, giurista ed illustre docente di Diritto Penale e Costituzionale americano; Patrick Kennedy, parlamentare U.S.A. (1995-2011); Nicole Fontaine, ex-Presidente del Parlamento Europeo; Lord Alex Carlile, Co-Presidente del Comitato Parlamentare Britannico per la Libertà in Iran ed ex-analista indipendente del governo sul terrorismo (Gran Bretagna); il membro dell’Assemblea Nazionale francese e vice-Presidente del Comitato Parlamentare per un Iran Democratico Dominique Lefebvre, il Vice-Presidente del Movimento Democratico francese e membro del Parlamento Europeo Robert Rochefort, l’ex Direttore della Direzione per la Sorveglianza del Territorio (DST) Governatore  Yves Bonnet e l’ex-membro dell’Assemblea Nazionale francese Jean-Pierre Brard (Francia); il presidente del Comitato Parlamentare Femminile spagnolo e vice-presidente del Comitato Femminile del Consiglio d’Europa  Carmen Quintanilla  e il portavoce per gli Affari Esteri del Partito del Popolo, schieramento di maggioranza nel Senato spagnolo, José María Chiquillio (Spagna); il Senatore Luigi Compagna, e l’ex-parlamentare italiano e co-presidente del Comitato Italiano di Parlamentari e Cittadini per un Iran Libero Carlo Ciccioli (Italia); il Presidente della Federazione Umanista Europea (EHF) e Presidente dell’Organizzazione Mondiale contro la Tortura – Europa (OMCT-Europa) Senatore Pierre Galand (Belgio).

Gli oratori hanno sottolineato che l’indifferenza dimostrata dall’Occidente, in particolare dagli Stati Uniti, verso l’ingerenza fondamentalista e terrorista di questo regime nella regione e la sua violenta aggressione di Iraq, Siria, Yemen e Libano, nonché la posizione conciliante della comunità internazionale nel corso dei negoziati sul nucleare, hanno messo in pericolo la regione e il mondo, portando il fascismo religioso al potere in Iran più vicino che mai al raggiungimento della bomba atomica. Dimostrare fermezza nei confronti di questo regime, fragile e paralizzato dalla crescente crisi economica e sociale e da una lotta ai vertici del potere senza precedenti, è più che mai efficace ed imperativo.

Anche molti rappresentanti delle associazioni iraniane hanno tenuto i loro discorsi alla conferenza a nome dei presenti.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

7 Febbraio 2015

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