sabato, Dicembre 3, 2022
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Maryam Rajavi: “Il popolo iraniano vuole un cambio di regime in Iran”

Incontro all’Assemblea Nazionale francese Con la presidenza Rouhani il popolo iraniano ha ottenuto solo più esecuzioni, lo sperpero dei finanziamenti scongelati dopo la revoca delle sanzioni e ulteriore ingerenza nella regione Martedì 5 Aprile 2016 si è tenuto un incontro all’Assemblea Nazionale francese cui hanno partecipato Bruno Le Roux, capo del gruppo socialista all’Assemblea Nazionale ed altri parlamentari francesi. La Presidente eletta della Resistenza Iraniana, Maryam Rajavi, ha dichiarato: “Vari strati sociali in Iran chiedono un cambio di regime e la rimozione del regime teocratico. Hanno dimostrato questo desiderio con 6500 proteste nel corso dell’ultimo anno”. Maryam Rajavi ha poi aggiunto: “La cancellazione del viaggio di Rouhani in Austria è stata una conseguenza delle proteste dei sostenitori dei Mojahedin del Popolo Iraniano per questo viaggio. Ciò indica la paura del regime per il sostegno popolare alla resistenza, l’estrema debolezza e la vulnerabilità del regime”. Maryam Rajavi ha espresso la sua profonda avversione per il terrorismo e le barbarie commesse a Bruxelles che hanno amareggiato l’esistenza ai popoli di tutto il mondo. Ha ribadito che tali crimini non fanno altro che rafforzare la nostra determinazione a combattere il fondamentalismo e il terrorismo praticato in nome dell’Islam, fenomeni diabolici sorti diversi decenni fa nella Tehran dominata dai mullah e che oggi gettano la loro ombra in molte parti del mondo. Maryan Rajavi ha poi precisato: “Rouhani si vanta di aver portato moderazione, ma in realtà ha portato più esecuzioni in Iran e più guerra in Siria. I finanziamenti sbloccati dopo la revoca delle sanzioni sono finiti nei forzieri del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie (IRGC) e spesi per la guerra in Yemen, Siria e Iraq, lasciando il popolo dell’Iran ancora più povero”. “Oggi il regime iraniano ha almeno 60.000 truppe militari e paramilitari in Siria, ma una vittoria in Siria non è più concepibile per i mullah. Il regime iraniano ha bisogno di mantenere Assad al potere per la sua stessa sopravvivenza, perché attualmente si trova nella posizione più debole”. Ed ha aggiunto: “Il test sul lancio dei missili balistici del regime, in violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, indica che, da un lato il regime persegue le stesse politiche, e dall’altro rivela l’intento dei mullah di nascondere la loro debolezza agli altri”. Anche Dominique Lefebvre, parlamentare socialista e Presidente del Comitato Parlamentare per un Iran Democratico, ha partecipato all’incontro. Nel suo discorso ha precisato: “Siamo consapevoli dei danni causati dal regime iraniano nella regione. Il Comitato Parlamentare per un Iran Democratico ritiene che non dobbiamo dimenticare due cose: la situazione dei diritti umani in Iran e il fatto che il regime iraniano continua a giocare il suo ruolo destabilizzante nella regione attraverso il proseguimento del suo programma missilistico. Michel Terrot, parlamentare del Partito Repubblicano e Vice-Presidente del Comitato Parlamentare per un Iran Democratico ha detto: “Il regime iraniano è una dittatura religiosa che ignora i diritti umani”. Terrot si è augurato che la libertà venga raggiunta quest’anno in Iran e che venga ristabilito un sistema democratico e laico. Ha detto che questo è il fulcro delle lotte di Maryam Rajavi e della Resistenza Iraniana. Il Nuovo Anno persiano, il Nowruz, è stato celebrato durante questo incontro e gli oratori hanno porto i loro auguri al popolo iraniano e alla Resistenza per questa festività nazionale. Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana 5 Aprile 2016

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