lunedì, Febbraio 6, 2023
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Maryam Rajavi: i musulmani democratici sono la forza per sconfiggere il fondamentalismo islamico

Il discorso di Maryam Rajavi alla cerimonia di Auvers-sur-Oise per esprimere solidarietà al popolo della Francia

Onorevoli deputati e rappresentanti eletti, Cari Amici,

Vorrei esprimere oggi la mia gratitudine per la vostra presenza e la vostra solidarietà.

Con i cuori oppressi rendiamo omaggio ai 130 esseri umani indifesi uccisi e ai 350 feriti nell’inferno del fondamentalismo e del terrorismo.

La coscienza dell’umanità è stata traumatizzata da questa brutalità commessa in nome di Dio e della religione.

Il popolo dell’Iran condivide il dolore della Francia.

I membri del PMOI a Camp Liberty, che hanno perso 24 compagni in un attacco missilistico del regime iraniano il mese scorso, hanno espresso la loro vicinanza al popolo della Francia celebrando una cerimonia funebre nel loro campo devastato ancora in rovina.

In segno di omaggio sono rimasti sotto le bandiere nazionali della Francia e dell’Iran cantando La Marsigliese e l’inno nazionale iraniano tra le macerie del loro campo.

Nessuno oggi nel mondo può sentire il dolore del popolo francese meglio di coloro che sono state vittime del fondamentalismo islamico.

E noi, popolo dell’Iran, musulmani amanti della libertà, siamo le prime vittime di questo fenomeno diabolico.

L’estremismo sotto la bandiera dell’Islam è emerso nel 1979 con la presa di potere di Khomeini e, a tutt’oggi, ha assassinato 120.000 dissidenti politici in Iran.

Nel 1988, a seguito di un decreto religioso, o fatwa, di Khomeini, 30.000 prigionieri politici sono stati massacrati nel giro di pochi mesi a causa delle loro convinzioni. Oggi le famiglie di quelle vittime sentono il tormento delle famiglie delle vittime massacrate a Parigi il 13 Novembre, meglio di chiunque altro.

In questi giorni possiamo udire le voci delle madri delle vittime delle esecuzioni e dei prigionieri politici in Iran che esprimono le loro condoglianze al popolo della Francia.

Sì, noi rispondiamo agli ideatori senza cuore del massacro di Parigi, esprimendo la nostra solidarietà alle vittime.

I terroristi hanno voluto colpire non solo il popolo francese, ma anche la tolleranza della società francese. 

Hanno voluto colpire una vita di amicizia e di tolleranza culturale e ideologica.

Sotto la bandiera dell’Islam, hanno colpito la coesistenza tra musulmani e cristiani in Francia. Ma come ha detto il Presidente Hollande lunedì: “Noi non siamo impegnati in una guerra tra civiltà, perché questi assassini non rappresentano nessuna civiltà”.

I loro attacchi rivelano ancora una volta che esistono due fronti opposti: le persone amanti della libertà, che difendono la democrazia e la separazione tra religione e stato, musulmani tolleranti e democratici, e i tiranni, i selvaggi, i fanatici, l’ISIS, Bashar Assad e i mullah iraniani.

Ecco perché, poche ore dopo la carneficina del Bataclan i mullah, in maniera ipocrita hanno condannato l’attacco ma, allo stesso tempo, hanno gioito che la Francia fosse stata colpita con una gravità che non ha precedenti negli ultimi tre decenni, incolpando persino i governanti francesi del massacro.

Da un lato il Daesh massacra decine di giovani, dall’altro i mullah avvertono la Francia che se non accetterà che Bashar Assad rimanga al potere, presto ci saranno altri attacchi. Che disgustosa divisione dei compiti!

Ma perché questo dittatore assassino resta al potere mentre la nazione siriana vuole cacciarlo?

Mentre la metà della popolazione siriana è stata costretta a fuggire dalla sua patria?

La permanenza al potere di Assad si traduce in ulteriori migrazioni della nazione siriana, nell’afflusso di altri milioni di rifugiati in Europa e fornisce un rifugio sicuro al Daesh.

Due parti verrebbero gravemente danneggiate dalla cacciata di Bashar Assad: una è il Daesh, che perderebbe il suo terreno fertile, e l’altra sono i mullah, il cui fronte nella regione crollerebbe disintegrandosi.

Alcuni suggeriscono che per eliminare il Daesh dovremmo collaborare con Assad. E’ sconsiderato unire le forze con l’assassino di 300.000 siriani per combattere il Daesh. Perché la stessa esistenza del Daesh, sin dal primo giorno, è dipesa da Bashar Assad e dal regime iraniano.

Pochi giorni fa il Segretario di Stato americano ha detto che Bashar Assad e Nouri al-Maliki hanno rilasciato, deliberatamente, 2.500 estremisti prigionieri che hanno unito le loro forze per formare il Daesh.

Il Terzo Comitato delle Nazioni Unite recentemente ha emesso una risoluzione condannando la belligeranza dei battaglioni di Al-Qaeda, dell’IRGC e dei gruppi filo-iraniani come Hezbollah e Asa’eb in Siria, chiedendo la loro espulsione dal paese.

Sì, questa è la politica giusta.

Cari Amici,

L’estremismo praticato sotto la bandiera dell’Islam non ha nulla a che fare con l’Islam ed è contrario al vero messaggio dell’Islam e alle tradizioni del suo profeta.

Niente che promuova il terrorismo o la dittatura rientra negli insegnamenti dell’Islam.

Qualunque cosa violi le libertà del popolo e neghi la parità alle donne è contraria all’Islam.

Gli assassini che attribuiscono i loro crimini all’Islam rappresentano il peggior tipo di sfruttamento dell’Islam e dei musulmani.

Dobbiamo perciò evitare due cose che esaudiscono i desideri del Daesh: attribuire questi attacchi all’Islam, in qualunque modo o maniera, ed essere dei musulmani ambigui.

I musulmani che credono nella democrazia sono la forza più efficace in grado di combattere e sconfiggere questa minaccia globale.

Quindi, come musulmana e a nome della Resistenza del Popolo Iraniano, vorrei sottolineare i seguenti punti:

1. La tragedia del 13 Novembre e il massacro di persone indifese in nome dell’Islam sono un attacco all’Islam e ai musulmani.

2. I musulmani democratici sono al fianco della Francia nella sua lotta contro il Daesh e per la cacciata di Bashar Assad. La sconfitta del Daesh non può essere raggiunta senza la cacciata di Assad.

3. Il popolo dell’Iran è inorridito dal giubilo dei mullah per la tragedia di Parigi. I mullah hanno dimostrato di stare dalla parte di questi criminali.

4. Il fondamentalismo in nome dell’Islam, sia nella sua variante sciita, incarnata dalla dittatura del velayat-e faqih in Iran, che in quella sunnita praticata dal Daesh, è nemico dei musulmani e dell’umanità. Il suo cuore batte a Tehran sotto il potere del fascismo religioso.

5. Da veri musulmani, noi sposiamo la democrazia, il laicismo, la parità tra i sessi, la libertà e la tolleranza.

6. Noi rifiutiamo le leggi della Sharia, l’applicazione vincolante dei dettami islamici, nonché la discriminazione religiosa.

7. Noi chiediamo a tutti i musulmani, in particolare ai musulmani in Francia, di unirsi in un fronte contro il terrorismo e l’estremismo praticati sotto la bandiera dell’Islam.

Ancora una volta, preghiamo per la pronta guarigione dei feriti e per il ritorno della sicurezza e della serenità in Francia.

In conclusione vorrei rendere omaggio alla memoria di una grande amica della Resistenza Iraniana, Danielle Mitterand, nell’anniversario della sua dipartita e onorare i valori genuini della Francia che ha difeso per tutta la vita.

Vi ringrazio moltissimo.

 

 

 

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