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Martin Kobler usa gli ultimi giorni di missione in Iraq per tramare contro i residenti dei campi Liberty e Ashraf

CNRI – Martedì 25 giugno, in uno degli ultimi giorni della sua missione in Iraq e con un atto provocatorio, Martin Kobler si è recato a Camp Liberty scortato da alcuni veicoli per farsi fotografare e filmare in parti non danneggiate del campo per scopi di propaganda. Era accompagnato dal capitano Haidar Azab Mashi, che è stato citato in giudizio davanti alla Corte spagnola per crimini contro l’umanità e crimini contro la comunità internazionale.

Martin Kobler ha fotografato numerosi punti del campo non danneggiati durante l’attacco con razzi, per mostrare quelle immagini a Stati Uniti, Nazioni Unite e Consiglio di Sicurezza e sostenere che la situazione a Camp Liberty sia soddisfacente.

Non ha fotografato le decine di luoghi distrutti durante l’attacco né i razzi inesplosi. Egli ha in programma di coprire il proprio ruolo in un crimine contro l’umanità: rendere i residenti di Ashraf dei senzatetto e mandarli nel centro di detenzione e campo di morte chiamato ‘Liberty’.

Dopo aver lasciato Camp Liberty, Martin Kobler ha chiesto ai rappresentanti dei residenti di incontrarlo al di fuori del campo. I rappresentanti hanno risposto che se lui fosse stato onesto, invece di fare fotografie per scopi di propaganda, sarebbe dovuto andare a vedere i danni, i luoghi delle esplosioni e le distruzioni che sono il risultato del suo lavoro, ma egli ha rifiutato.

In concomitanza con la visita a Camp Liberty di Martin Kobler, decine di gru e camion pianali erano impegnati a portare via i muri di cemento armato a ‘T’ intorno al campo. Kobler, che sa che i muri a ‘T’ sono l’unico mezzo per ridurre le perdite umane a Camp Liberty, non ha fatto nulla perché essi venissero restituiti e non ha perso alcuna opportunità per lodare i cosiddetti ‘sforzi’ del governo dell’Iraq di fornire protezione al campo.

Nella sua intervista all’agenzia irachena “NINA” martedì, Kobler ha cercato di dipingere i residenti come responsabili per i problemi di Camp Liberty. Per coprire il fallimento del progetto di reinsediamento in Paesi terzi, egli ha dichiarato: “Tutto ciò che possiamo fare è offrire loro il consiglio di uscire dall’Iraq; ciononostante, un problema è che essi vogliono stare qui e andare a Camp Ashraf”. Egli non ha parlato di tutte le sue promesse degli ultimi 18 mesi circa Paesi terzi, inclusa la sua stessa Germania, che erano solo bugie.

In un’altra grossolana falsificazione, ha detto: “210 residenti di Camp Liberty possono andare in Albania oggi, ma la maggior parte dei residenti non vogliono reinsediarsi”. Precedentemente, Kobler aveva detto che 210 residenti sarebbero andati in Albania a metà aprile. Durante i mesi di marzo, aprile e maggio, in cinque liste, i residenti hanno fornito all’ACNUR 400 nomi di persone pronte a trasferirsi in Albania; tuttavia, finora solo 71 sono state trasferite. La Resistenza Iraniana prese l’iniziativa per il trasferimento in Albania all’inizio del 2012; una mossa che fu seguita dagli Stati Uniti e dall’ACNUR, e lo scorso novembre il governo albanese annunciò il proprio consenso ad accogliere 210 persone. Kobler sta usando questo progetto, che non ha niente a che fare con lui, esclusivamente per motivi propagandistici.

Martin Kobler, che non ha dubbi sul fatto che il massacro dei residenti di Camp Liberty è stato condotto dal regime iraniano con l’assistenza del governo iracheno, l’ha giustificato dicendo: “La situazione della sicurezza è molto difficile e 1.045 iracheni sono stati uccisi nel mese di maggio”.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran

26 giugno 2013

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